mercoledì 17 gennaio 2018

ArteGenova 2018 - XIV edizione

ArteGenova si conferma anche quest’anno un appuntamento irrinunciabile per tutto coloro che vogliono investire nell’arte, allo stesso tempo ogni anno la grande affluenza contribuisce ad avvicinare migliaia di visitatori ai “grandi” dell’arte moderna e contemporanea. Chi visiterà la fiera infatti avrà l’opportunità di ammirare opere uniche riunite tutte insieme per l’occasione, alcune dall’inestimabile valore museale.

ArteGenova si pone da oltre un decennio come punto di riferimento consolidato per collezionisti, addetti, appassionati del settore. Alto il livello dei circa 150 espositori che proporranno ai visitatori una selezione raffinatissima di opere dai primi del Novecento fino ai giorni nostri.

I visitatori appassionati e i grandi collezionisti a caccia di un investimento sicuro in questa occasione potranno trovare nomi di artisti conosciuti universalmente che hanno caratterizzato l’ultimo secolo quali Fontana, Burri, Castellani, Bonalumi, Balla, De Chirico, Sironi, Capogrossi, Casorati, Morandi, Boetti, Schifano, Campigli, Pomodoro, Jenkins.

Oltre agli artisti storicizzati le gallerie presenti proporranno anche nomi di grandi artisti contemporanei su cui puntare, del calibro di DadamainoTornquist, Isgrò, Gusmaroli, Simeti, Vigo, Rapetti Mogol, Barni, Galimberti, Bedini.

Anche in questa edizione non mancherà la sezione UNDER 5000, Contemporary Art Talent Show, l’area di arte accessibile dove giovani gallerie, associazioni, collettivi ed artisti presentano opere dal costo inferiore ai 5000 euro. Il progetto Under 5000 è stato creato per favorire la produzione artistica ed incentivare tra il pubblico di collezionisti la conoscenza dei talenti emergenti, dinamizzare il mercato dell’arte attuale proponendo opere d’autore ad un prezzo contenuto e generare spazi nuovi e altamente comunicativi in cui ogni realtà artistica possa valorizzare le proprie creazioni.


 ArteGenova 2018

Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea

XIV edizione

Inaugurazione su invito:  giovedì 15 febbraio 2018 ore 18.00

Venerdì, sabato, domenica ore 10.00-20.00, lunedì 10.00-13.00

Fiera di Genova, padiglione B


Nord Est Fair
Via A. Costa, 19
35124 Padova
Tel 049 8800305
Fax 049 8800944

lunedì 15 gennaio 2018

Evento sul Libro Scultura POGA POGA (Una metropoli che balla).

Gurubù Contemporary Art Roma in collaborazione con MIMU presenta: Maestri Internazionali del Libro d’Arte in una grande rassegna. Evento sul Libro Scultura POGA POGA (Una metropoli che balla).

Curatori: Patrizio Maria, Gabi Minedi, Joe Gabriel Walsh
Collaboratore: Francesco Marino
Relatore e Critico: Patrizio Maria
Si ringrazia il Maestro Francesco Marino per aver messo lo spazio del Soundriver Recording a disposizione dell’Arte e degli Artisti.

Artisti:
Lorenza Angenica, Andreina Argiolas, Calogero Barba, Rodia Bayginot, Claudio Bellino, Luisa Bergamini, Tomaso Binga, Giovanni Bonanno, Anna Boschi, Cristina Braido, Rossana Bucci, Alfonso Caccavale, Momò Calascibetta, Angela Caporaso, Lamberto Caravita, Marisa Casaburi, Alberto Casiraghy, Patrizia Cerella, Bruno Chiarlone Debenedetti, Monica Ciabattini, Ryosuke Cohen, Carmela Corsitto, Eleonora Cumer, Jakob de Chirico, Paska Deb, Eric Demelis whit Gaspard Pitiot and Margaux Salmi, Bruno Donzelli, Paolo D’Orazio, Cinzia Farina, Gretel Fehr, Luc Fierens, Aurelio Fort, Tom Gal, Ivo Galassi, Delio Gennai, Gilbert & George, Lillo Giuliana, Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma, Thierry Lambert, Ettore Le Donne, Alfonso Lentini, Hugues Leroy, Adrian Lis, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi, Pascal Marcel, Patrizio Maria, Gabi Minedi, Virginia Milici, Bruno Munari, Carlo Oberti, Alexey Parygin, Franco Panella, Enzo Patti, Giancarlo Pavanello, Natale Platania, Michele Principato Trosso, Pino Procopio, Mauro Rea, Martine Rives, Gianni Romeo, Antonio Sassu, Anna Maria Scocozza, Fulgor Silvi, Gruppo Sinestetico, Lucia Spagnuolo, Dominique Spiessert, Giovanni e Renata Strada, Stefano Turrini, Giangrazio Verna, Giovanna Vinciguerra.

Patrocini: Comune di Roma, Regione Lazio.

POGA POGA (una metropoli che balla) Hey ho, let’s go, ci vuole la ribellione! Un mantra, un legame, una ferita condivisa, le cicatrici come case rotte, spazzatura che offende la superficialità intellettuale dettata da una moda vuota e corrotta. La spilla che lega, punge, disinfetta e mantiene i pezzi del cuore dato in pasto alla vita. La voglia di ballare, come una tribù spray, veloce e rivoluzionaria. Il mosh, equilibri diversi per una gabbia fatta di cielo e cantine. Ehi, devi muoverti amico, ho degli insetti dentro le scarpe, devo muovermi con il sapore di chi vuole festeggiare il passato che diventa futuro. Bombe colorate di igiene mentale, una sala d’attesa snervante fatta di cuoio e pelle, chiodi, in una vecchia stazione ferroviaria mentre urinavo su un cartello politico ho visto I Ramones, pettinati dal vento e sconvolti dalla normalità. I bambini succhiano la mandorla amara, rara, il neon di un lurido pub dove la birra non vale che un bacio. La schiuma è bianca come il mare inquinato dai critici crociati persi tra le penne brillanti. Mamma sono un figlio di punk, di fuoco e tarocchi, mentre la notte toccava le tette alla luna. Poga, poga, muovi il culo e balla, mentre il no rivoluzionario delle ginocchia rimane in piedi su un triangolo sicuro. Il supermarket ed il latte scaduto, seduto mi lecco le dita di una vita sporca mangiata due volte. Mi vesto di rosa e mi tingo i capelli di blu, mentre calpesto con punte di ferro le foglie cadute dagli occhi. Calpesto ascoltando in silenzio il rumore di questa città, collego la spina in un foro dentro al cemento e sento ferite, sento il tormento di una società fatta di ferro e bulloni messi per caso, nessuna garanzia e con grandi garze fascio e stringo le dita su un’altra bugia. Salvarsi dagli sconti invernali, dai pupazzi che solo la neve può darci, la cassiera che balla, il barbiere con lamette martella la stessa malata canzone, la guerra a colori è iniziata. La guerra dei no dormiva su un’altra serranda abbassata. La spilla mi cuce i ricordi e getta colori sul muro, le scritte e riviste strappate che stanno in un posto sicuro, lontano dal cuore, lontano da tutto, vicino nel mondo, ficcato in quel posto. Poga, poga, suona, rompi ed urla, la metropoli che balla. Artisti uniti da una spilla, da una punta, da una macchia che si perde nelle vene di un varietà avariato, visto da tanti punti di vista, visto e percosso come un fiore strappato, un tatuaggio, un piercing, un morso, che guarisce un mondo malato. Il Soundriver Recording studio di Roma, sarà incontro e registratore di queste anime perse, sparse, lucide, dentro ad un inconscio senso di liberazione verso tutto quello che gira in orario. Il fiume porta, nasconde e trascina, come il sangue nelle vene, come una barca appoggiata sul mare, come le scarpe rotte di un bambino che spingono uno skate pieno di emozioni. Siamo gatti neri, dentro inutili pensieri…

Patrizio Maria 



POGA POGA - (Una metropoli che balla)
Con Willi De Punk e noti personaggi del mondo dello spettacolo. 

Soundriver Recording

Via Pellegrino Matteucci, 15 -  00154 Roma 

Tel. +393932401054 gurubu@mail.com

24 gennaio 2018. Inaugurazione ore 16.30

Ingresso su invito e prenotazione

sabato 13 gennaio 2018

Colore e anima

Dal 20 gennaio al 17 febbraio 2018 presso lo Spazio EspositivoFarmacia Meltias di Conselve (Padova) si terrà “Colore e anima” mostra personale del pittore estense Eros Rizzoallievo dell’indimenticato Vladimiro Evarchi, in arte Miro. Eros Rizzo è “il pittore di Este”per antonomasia, conosciutissimo e apprezzato non solo nella sua città che omaggia dipingendone monumenti, chiese, portici e palazzi con uno stile primitivo, visionario, istintivo. In corso di mostra sabato 3 febbraio alle ore 17.30 la giornalista Cristina Sartori presenterà il suo libro "Era mia nonna”, una storia straordinaria e insieme normale di una donna venetanata nel 1902 e morta nel 2009, a 107 anni.

Curata da Sonia Strukul, con il patrocinio della Città di Conselve, l’esposizione sarà inaugurata sabato 20 gennaio alle ore 18.00 e sarà visitabile da lunedì a sabato con orario 8.30-12.45 e 15.30-19.45. Ingresso libero. 

Nella personale “Colore e anima” Eros Rizzo presenta per la prima volta le vedute della città di Conselve, tra cui il Duomo di San Lorenzo e Piazza XX Settembre. Un omaggio dell’artista alla cittadina che lo ospita e che attraverso la sua tavolozza cromatica mostra come non si è mai vista, una Conselve in una dimensione di sogno. Tra paesaggi, fiori, nature morte, spicca un solo soggetto umano, l'autoritratto attraverso cui l’Artista segue con lo sguardo i presenti accompagnandoli alla scoperta del suo mondo fatto di emozioni e colore.
«Non si può non rimanere affascinati dalla forza espressiva che ci arriva dalle opere di Eros Rizzo - sottolinea la curatrice Sonia Strukul - Il candore con cui il suo sguardo di artista si posa sulla realtà che lo circonda restituisce immagini dell'anima. Uno stile che ricorda il maestro olandese Van Gogh o l'italiano Antonio Ligabue: primitivo, visionario, istintivo, il vissuto viene riversato sulla tela senza mediazioni. Non c'è tavolozza, tutto si svolge sulla tela durante l'esecuzione».
Ulteriore approfondimento sulle tematiche legate alla terra del Veneto e delle sue storie sarà l’incontro di sabato 20 gennaio alle ore 18.00 con la giornalista e scrittrice Cristina Sartori che presenterà il suo libro “Era mia nonna”. Una “Grande Piccola Storia” di una donna veneta di straordinaria normalità vissuta in quel Novecento “dinamico e furibondo” come riuscì ad essere lei, Ada Favero, che nei suoi centosette anni di vita ha visto tutto: dai cavalli all’uomo sulla Luna; dai centesimi di Lira a quelli dell’Euro; dai lumi a petrolio all’accensione dei lampioni elettrici. Ha vissuto due Guerre; è sopravvissuta alla febbre Spagnola; ha vissuto il dramma del profugato. Cent’anni di grandi personaggi, rivoluzioni, eventi, disgrazie e invenzioni che a stento si potrebbero contenere in un millennio.

Presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) continuano le mostre a cadenza mensile a cura di Sonia Strukul. Un’opportunità per far conoscere e promuovere non solo artisti, ma anche artigiani, designer e orafi del territorio. L’artigianalità e l’inventiva italiana sono un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo che va riconosciuta e preservata.
Grazie alla lungimiranza di imprenditori come i due fondatori del gruppo Meltias, il dott. Lucio Merlo e del dott. Roberto Sannito, dal 2014 è stato creato uno spazio dedicato ad eventi culturali e formativi, mirati alla divulgazione delle varie sfaccettature del mondo artistico e culturale. Un nuovo concetto di Farmacia come luogo di benessere sia fisico che emotivo; un insieme di spazi, professionisti, servizi e prodotti d’eccellenza che propongono un approccio olistico al benessere dei propri clienti. Arte come conforto dell’anima, messaggio salvifico per la cura del corpo e della mente.


BIOGRAFIE
EROS RIZZO nonostante la propensione verso la pittura dimostrata fin da giovante età non ha fatto studi artistici, ma ad indirizzo tecnico. Solo più tardi in età adulta grazie all’incontro con il pittore Vladimiro Evarchi in arte Miro, ha potuto dare voce alla sua vocazione pittorica. Altra figura importante nel percorso formativo è stato il Prof. Franco Rizzato, che lo ha guidato tecnicamente, affinando il suo spirito di osservazione sulla luce, i giochi di chiari e scuri, le ombre che si creano, necessari per una migliore trasposizione della realtà. Tra le mostre passate segnaliamo la “Eros Rizzo” a Palazzo Gentilini di Este (2015); "Estensione" alla Chiesa di San Rocco di Este (2014); "La forza vitale del pennello di Eros Rizzo" alla Pescheria Vecchia di Este a cura del Prof. Renato Zoia (2013); “Trans-form-action arte in cantiere” a Pergine (TN) a cura di Daniela Rosi (2012) e"Alchimie dell’arte dell’irriducibilità allo spirito saturnino" al Palazzo della Ragione di Verona a cura di Daniela Rosi (2010).

CRISTINA SARTORI laureata in storia dell’arte alla Facoltà di Lettere dell’Università di Padova, è giornalista professionista e addetto stampa. Nel 2005 ha vinto il primo premio giornalistico Emilio Vesce per l’emittenza radiofonica. Tra le sue pubblicazioni: “L’inattesa Camber. L’avventura di un oro olimpico” (2006); “Padre Placido Cortese” (2010); “La Basilica nella Città. La Veneranda Arca di S. Antonio in Padova, la storia, i restauri 2006-2011” (2011); “Correva l’anno…1953 e 1963” (2013); “Il Santo, un’esperienza di comunione. Storia, restauri, proposte culturali 2011-2016, ricordando padre Enzo Poiana” (2016).


COLORE E ANIMA / Eros Rizzo

a cura di Sonia Strukul
Spazio Espositivo Farmacia MELTIAS
Via Vittorio Emanuele II, 21 - Conselve (Padova)
dal 20 gennaio al 17 febbraio 2018
vernissage sabato 20 gennaio ore 18.00


Orari di apertura: 
da lunedì a sabato ore 08.30-12.45 e 15.30-19.45
Ingresso libero


Per informazioni:
Farmacia Meltias Conselve
Tel. 049 5384165


Per informazioni sulle opere esposte:
Eros Rizzo 
Tel. 347 1373158




Sonia Strukul
Tel. 392 4541345

mercoledì 10 gennaio 2018

Collettiva Allievi Liceo Artistico

Sabato 13 gennaio 2018, alle ore 17.00 presso il Circolo degli Artisti si terrà l'inaugurazione della mostra collettiva degli allievi del Liceo Artistico di Savona.

Come ogni anno, per l'inizio della nuova stagione espositiva, il Circolo degli Artisti di Albissola Marina privilegia l'attività dei giovani alla ricerca di nuovi indirizzi e di nuovi talenti.

La mostra rimarrà in esposizione fino a domenica 20 gennaio con orario di apertura dalle 16 alle 19 da martedì a domenica.  


Circolo degli Artisti  
Pozzo Garitta, 32  17012 Albissola Marina (SV)
               
www.circoloartistialbisola.it
circ.artistialbisola@libero.it

lunedì 8 gennaio 2018

Erin Shirreff a Banca di Bologna

Banca di Bologna è orgogliosa di presentare la prima personale in Italia di Erin Shirreff (Kelowna, Canada, 1975, vive e lavora a New York). Composta interamente di opere inedite e realizzate per l’occasione, la mostra, a cura di Simone Menegoi, offre al pubblico italiano l’opportunità di apprezzare per la prima volta su larga scala il lavoro di un’artista che, a poco più di quarant’anni, è già entrata a far parte delle collezioni permanenti di istituzioni internazionali come il Centre Georges Pompidou (Parigi), il Metropolitan Museum of Art (New York) e il Guggenheim Museum (New York).

L’esposizione inaugurerà al pubblico venerdì 2 febbraio alle ore 18.30 e sarà allestita fino al 4 marzo 2018 nel Salone Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi. La personale di Erin Shirreff è inoltre uno dei dieci eventi selezionati per il programma culturale di ART CITY Bologna 2018, l’iniziativa promossa dal Comune di Bologna e da BolognaFiere che affianca ad ArteFiera progetti curatoriali di alto profilo. 
Anche quest’anno, per rinnovare la collaborazione fra Banca di Bologna e l’Accademia di Belle Arti di Bologna, gli studenti dell’Accademia accoglieranno i visitatori e forniranno informazioni sulle opere dell’artista per tutta la durata dell’evento. 

La mostra è composta di due opere: un video proiettato in dimensioni cinematografiche (5 x 8 m.) e un gruppo di sculture dal carattere più intimo. Il video, intitolato Son (“figlio”, in inglese; ma la parola gioca sulla semi-omofonia con “sun”, sole), è un lungometraggio di animazione basato su un intreccio di immagini fisse e in movimento, reali e costruite. La sua prima ispirazione è stata la visione, da parte dell’artista, dell’eclisse totale di Sole osservabile negli Stati Uniti nella tarda estate del 2017. Nel corso del video, una grande sagoma circolare scura prende lentamente forma e poi muta identità, cambiando scala e collocandosi dapprima in un contesto cosmico, poi all’interno dello studio dell’artista. Shirreff sfrutta, e a tempo stesso contesta, la qualità spesso fumettistica della fotografia astronomica standard per creare un’atmosfera che muta dal solenne all’assurdo, sottolineando la natura fondamentalmente inafferrabile degli eventi astronomici e la loro dissonanza rispetto alla scala della vita quotidiana.

L’altra opera, Many Moons [“Molte lune”], è un folto gruppo di oggetti di gesso scuro disposti su una superficie coperta di fogli di giornale: sono calchi dell’interno di un assortimento di bottiglie, tazze, ciotole e piatti. I calchi in gesso materializzano un vuoto, una lacuna; presentati come gruppo, formano una specie di paesaggio quotidiano invertito, il negativo di una natura morta. Many Moons allude alla fatica quotidiana di un artista al suo tavolo di lavoro (e alle composizioni di Giorgio Morandi, un artista che Shirreff ama da tempo) ma evoca anche un’atmosfera di stasi e inutilità.

Formatasi come scultrice, Shirreff crea video, fotografie e infine sculture, realizzate con materiali disparati: ceneri compresse, gesso, carta, ferro laminato a caldo. Il tema di fondo del suo lavoro è il modo in cui facciamo esperienza di un oggetto nello spazio e nel tempo, soprattutto in un’epoca in cui la sua percezione è quasi sempre mediata (e costantemente influenzata) dall’immagine, fissa o in movimento. Molte delle creazioni tridimensionali dell’artista sono realizzate in studio solo per fotografarle o filmarle: lo spettatore le conosce unicamente attraverso l’immagine, restando incerto sulla loro scala, sui materiali di cui sono fatte, sulla loro forma complessiva. Per converso, le sculture che Shirreff espone fisicamente sono spesso, più che opere a tutto tondo, “una serie di parti frontali congiunte”, come si è espressa una volta l’artista parlando delle sue sculture di cenere, aggiungendo che “fisicamente, funzionano più come fotografie che come sculture”. Maestri della scultura moderna come Medardo Rosso e Costantin Brancusi utilizzavano già la fotografia come un’estensione della loro pratica scultorea; Shirreff, aggiornando le loro intuizioni al nostro tempo, concepisce la scultura come un’esplorazione dello spazio che separa un oggetto dalla sua rappresentazione.

I video sono probabilmente le opere più conosciute di Shirreff. Privi di sonoro ed estremamente curati nella composizione dell’immagine, hanno una presenza a tratti prossima a quella della pittura. Il loro passo lento e riflessivo li pone in antitesi al flusso incessante e frenetico di immagini che caratterizza la nostra cultura visiva. Si basano quasi sempre su una sola inquadratura, il cui soggetto (una scultura, un’architettura, un paesaggio, un corpo celeste, per citarne alcuni) attraversa una serie di mutamenti di atmosfera, luce e colore, come se fosse visto in diverse ore del giorno o stagioni dell’anno. Quasi sempre si tratta di effetti realizzati in studio a partire da stampe fotografiche. L’artista proietta sulle stampe luci e ombre, naturali e artificiali, ri-fotografandole centinaia di volte per documentare ogni passaggio del processo; monta infine digitalmente le immagini così ottenute in un flusso continuo. Questa singolare tecnica di animazione interroga il nostro attuale rapporto con la realtà. Ciò che vediamo nei video non è mai un oggetto, ma la fotografia di una fotografia dell’oggetto. L’artista non si cura di nascondere l’artificio, anzi, spesso lo mette volutamente in evidenza. Di conseguenza, l’attenzione dello spettatore continua a fluttuare da ciò che vede alle modalità della visione, dal contenuto al medium che lo trasmette. Nei video più recenti (come la doppia proiezione Concrete Buildings, 2016, o il nuovo video Son) il gioco si fa ancora più complesso: alle sequenze di animazione si alternano senza soluzione di continuità riprese in tempo reale, creando una dialettica fra gradi di realtà e di rappresentazione, fra “originale” e “copie”, che può evocare uno dei miti fondativi della cultura occidentale: quello della Caverna di Platone.

In coincidenza con l’apertura della mostra di Erin Shirreff sarà presentato il catalogo Peter Buggenhout. No Shades in Paradise (Buchhandlung Walther König, 2017) pubblicato in occasione della personale di Peter Buggenhout presso il Neues Museum di Norimberga. Il volume, alla cui produzione ha contribuito Banca di Bologna, documenta le esposizioni recenti dell’artista, fra cui The Blind Leading The Blind, la sua personale a Palazzo De’ Toschi del febbraio 2017. Infine, a completare l’offerta di arte contemporanea di Banca di Bologna in occasione di ArteFiera 2018, nella sede centrale della Banca (Piazza Galvani 4) sarà esposta una selezione di opere inedite di Elia Cantori (Ancona, 1984).



Erin Shirreff è nata a Kelowna, Canada, nel 1975. Vive e lavora a New York. Fra le mostre personali recenti, ricordiamo Halves and Wholes alla Kunsthalle Basel (2016) e un’antologica di fotografie, sculture e video frutto di una collaborazione fra l’Institute of Contemporary Art di Boston e l’Albright-Knox Art Gallery di Buffalo (2015-16). Fra le mostre collettive recenti: Biennale de l’image (Montreal), 2017; You are looking at something that never occurred, Zabludowicz Collection, Londra (2017); L’image volée, Fondazione Prada, Milano (2016); Photo-Poetics: An Anthology, Solomon R. Guggenheim Museum, New York (2015). Il suo lavoro è stato esposto a vario titolo in istituzioni internazionali, fra cui l’Institute of Contemporary Art, Philadelphia; la Kunsthalle Helsinki; Extra City Kunsthal (Anversa); Dallas Museum of Art; Power Plant (Toronto); Fondazione François Pinault (Venezia); Contemporary Art Gallery (Vancouver); Nouveau Musée National de Monaco; MoMA PS1 (New York).

Shirreff è stata artista in residenza alla Chinati Foundation (Marfa, Texas) nel 2011 e all’Artpace di San Antonio (Texas) nel 2013, ed è stata premiata con il Louis Comfort Tiffany Foundation Grant. Il suo lavoro è stato acquisito, fra gli altri, dal Metropolitan Museum of Art (New York), dal Centre Georges Pompidou (Parigi), dal Los Angeles County Museum of Art, dal Museum of Modern Art (New York), dall’Art Gallery of Ontario (Toronto) e dalla Yale University Art Gallery (New Haven).



Banca di Bologna, partner della mostra, è una realtà molto legata al territorio bolognese, alla città di Bologna e ai centri della provincia. Le sue numerose iniziative di mecenatismo contemplano gli interventi per la riqualificazione e il restauro di piazza Galvani, per i restauri dell’Oratorio dei Fiorentini e delle porte monumentali di Bologna, per il recupero e la riqualificazione di piazza Minghetti, per la ristrutturazione di Palazzo De’ Toschi. A questi si aggiungono i lavori per il restauro della Basilica di San Petronio e della Cappella dell’Arcangelo Michele, con il noto affresco di Calvaert.



Palazzo De’ Toschi, edificio storico nel pieno centro cittadino inaugurato a inizi ‘900 su progetto di Emilio Saffi, è nato con nome e funzione di Palazzo delle Poste. Per le caratteristiche costruttive, in particolare la struttura in cemento armato, interessò Le Corbusier, che lo vide durante il suo viaggio in Italia del 1907 e ne scrisse nella sua corrispondenza. Il Palazzo è stato acquistato nel 2007 da Banca di Bologna e riaperto al pubblico nel 2013 come luogo di iniziative culturali, formative, espositive. Fra queste, ricordiamo un ciclo di conferenze dedicate al tema del rapporto fra arte e cibo attraverso i secoli, tenute da importanti critici e studiosi, organizzato da Banca di Bologna in occasione di Expo 2015; la mostra fotografica L’industria bolognese, un DNA riconosciuto, realizzata in collaborazione con Collezioni Alinari e forte di immagini in gran parte inedite; e il ciclo di mostre curate da Simone Menegoi in occasione di ArteFiera, aperto dalla collettiva LA CAMERA. Sulla materialità della fotografia (2016) e proseguito con The Blind Leading The Blind, la mostra personale di Peter Buggenhout (2017).





INFO



ERIN SHIRREFF



Mostra a cura di

Simone Menegoi



Salone Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi

Piazza Minghetti 4/D, Bologna



2 febbraio - 4 marzo 2018

Inaugurazione: 2 febbraio 2018, ore 18.30

Press preview: 2 febbraio 2018, ore 11.00



Orari di apertura:

Durante il weekend di ART CITY Bologna:

2 febbraio, 10.00-22.00; 3 febbraio, 10.00-24.00; 4 febbraio, 10.00-20.00

Dall’8 febbraio al 4 marzo 2018:

da giovedì a sabato, 11.30-18.30; domenica, 13.30-18.30

Chiuso il lunedì, martedì e mercoledì.

Ingresso libero

giovedì 4 gennaio 2018

Conferenza stampa di presentazione del Museo Navigante

Lunedì 8 gennaio 2018, alle ore 11.30, a Roma, Sala stampa estera, si terrà la conferenza stampa di presentazione del Museo Navigante, iniziativa promossa dal Mu.MA - Galata di Genova, dal Museo della Marineria di Cesenatico, dall’associazione La Nave di Carta della Spezia e dall’AMMM -Associazione Musei Marittimi del Mediterraneo, che ha riunito musei pubblici e privati per valorizzare il patrimonio culturale marittimo italiano.

Il Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon, ha aderito all’iniziativa con il Museo  Archeologico dell’antica Kaulon, diretto da Rossella Agostino e con il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna – Crotone, diretto da Gregorio Aversa.


Museo  archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)
Il percorso espositivo illustra la storia della colonia magno-greca di Kaulonia dall’età di fondazione, ad opera dei crotoniati, fino ad età ellenistico-romana ed ospita anche reperti subacquei tra cui, ancore e resti di colonne lavorate da aree limitrofe all’odierno Museo situato a poca distanza dalla costa nei pressi di Punta Stilo caratterizzata  dalla presenza del Faro. L’esposizione presenta per alcuni settori parziali ricostruzioni di edifici abitativi e  sacri finalizzate ad una migliore lettura da parte del pubblico. Le Collezioni più importanti sono: rocchi di colonne in marmo anche lavorate rinvenute nelle acque antistanti il sito dell’antica città di Kaulonia; Tetto tempio del Colle della Passoliera di età greca caratterizzato da una ricca policromia; Collezione numismatica e fra i “pezzi” più significativi si segnalano: manufatti bronzei, tra cui specchi, elementi di armature ed una interessante iscrizione votiva in lingua achea dall’area del tempio dorico; Mosaico pavimentale policromo con la raffigurazione di drago di età ellenistica dall’abitato.


Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna – Crotone
Il museo è suddiviso in tre sezioni principali dedicate la prima (“Terra”) ai resti dell’insediamento sorto sul promontorio in età romana, la seconda (“Sacro”) al santuario di età greca sviluppatosi sullo stesso luogo e, infine, una terza (“Mare”) destinata ad illustrare le problematiche dell’archeologia subacquea, espone una parte del carico di marmi trasportati dalla nave naufragata presso Punta Scifo e databile al III sec.d.C., oltre ad altre suppellettili rinvenute durante lo scavo del relitto e oggetti prelevati da altri contesti sottomarini. Terrecotte architettoniche, vasi a figure nere, vasetti miniaturistici, bronzetti figurati attestanti la frequentazione del santuario greco e appartenenti al cd. Tesoro di Hera, formano le collezioni più importanti. Fra i pezzi di maggior pregio si ricordano: frammenti in marmo pario appartenenti alla decorazione del grande tempio di ordine dorico di cui, all’interno dell’attiguo Parco Archeologico, si conserva parte del basamento ed una colonna in blocchi tufacei.



Conferenza stampa di presentazione del Museo Navigante
Roma – Sala stampa estera
Lunedì 8 gennaio 2018 – ore 11.30 

Polo Museale della Calabria
Direttore: Angela Acordon


giovedì 28 dicembre 2017

Franceschini, la cultura, il turismo e la fine della legislatura

“Sono felice e orgoglioso della centralità che le politiche per la cultura e il turismo hanno conquistato in questa legislatura. Quello che abbiamo fatto in questi quattro anni è stato scommettere sulla cultura come chiave per costruire il futuro, una direzione possibile verso la quale c’è ancora molto da lavorare ma sono certo che non si tornerà ma più a ‘con la cultura non si mangia’. 

Così’ il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. “Questa legislatura – ha sottolineato il ministro - si è distinta dalla fine della lunga stagione dei tagli, dalla crescita delle risorse del Mibact, dall’arrivo di nuovi fondi e regole per la tutela del patrimonio, da nuovi investimenti e nuove assunzioni, dal successo dei grandi progetti culturali, primo fra tutti la rinascita di Pompei, e da importanti leggi di settore. Penso alla legge cinema e alla legge sullo spettacolo dal vivo, che serviranno a rilanciare due settori strategici per il nostro paese, ma anche alla riforma del ministero che ha permesso il superamento della contrapposizione tra la tutela e la valorizzazione del patrimonio, la nascita dell’ArtBonus, il superamento della presenza dei privati nella tutela del patrimonio, la creazione del sistema museale nazionale, con direttori selezionati con bandi internazionali, e da una nuova articolazione delle soprintendenze con presidi più efficienti e più vicini ai cittadini. Interventi  concreti anche per il turismo, dalla rinnovata governance dell’ Enit alle politiche per incentivare la sostenibilità e lo sviluppo di nuove esperienze di visita su tutto il territorio nazionale. Molte delle azioni realizzate in questi quattro anni – conclude Franceschini  -  sia in termini di risorse sia dal punto di vista di scelte e regole, sono irreversibili indipendentemente da chi si troverà al governo”.

Roma, 28 dicembre 2017
Ufficio Stampa MiBACT

martedì 19 dicembre 2017

Generosity/Generosità - Una giornata di conversazioni, musica e performance in occasione del finissage della mostra “Take Me (I’m Yours)”

Generosity/Generosità, concepito come appuntamento speciale del Public Program dedicato alla mostra “Take Me (I’m Yours)”, coinvolge oltre venti ospiti tra cui artisti, architetti, curatori, teorici e designer in una conversazione accompagnata da momenti performativi e musicali. 

Tema della giornata è la generosità, centrale nella concezione della mostra, che ha tra i suoi testi ispiratori il libro di Lewis Hyde Il dono, una riflessione sul ruolo dell’opera d’arte e della sua circolazione nel mantenere vivo il valore della generosità nella società contemporanea.

La generosità può essere una chiave per leggere, ancora oggi, la relazione tra differenti generazioni di artisti, o ancora tra artisti e pubblico? La trasmissione del sapere, sia all’interno di forme istituzionalizzate come le scuole e le accademie sia attraverso relazioni informali come il sostegno e lo scambio, è ancora una modalità possibile nell’arte? Nella società dello sharing e del free, ha ancora senso parlare di generosità? Qual è il ruolo degli spazi espositivi e delle mostre nel facilitare la circolazione dell’arte?

Le conversazioni cercheranno di rispondere a queste e altre domande, prendendo inoltre spunto dalla continuità tra gli artisti presenti in “Take Me (I’m Yours)” e la figura di Lucio Fontana – la cui mostra “Ambienti/Environments” è presente contemporaneamente negli spazi di Pirelli HangarBicocca – che ha rappresentato un punto di partenza per una generazione di artisti più giovani.

Il Public Program di Pirelli HangarBicocca è a cura di Giovanna Amadasi.

14.01.2018 – Ore 11.00

Generosity/Generosità - Una giornata di conversazioni, musica e performance in occasione del finissage della mostra “Take Me (I’m Yours)”
dalle 11 alle 20

Con interventi di:
Christian Boltanski, Hans Ulrich Obrist, Chiara Parisi, Roberta Tenconi e Giovanni Anceschi, Ruth Beraha, Stefano Boeri, Barbara Browning, Andrew Durbin, Nathalie Du Pasquier, Alberto Garutti, Adelita Husni-Bey, Ugo La Pietra, Corrado Levi, Maurizio Nannucci con Simone Conforti, Otobong Nkanga, Francesca Pasini, Gianni Pettena, Cesare Pietroiusti, Adama Sanneh, Franco Vaccari, Grazia Varisco, Lea Vergine

Il programma dettagliato sarà comunicato prossimamente
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Prenotazione riservata ai Member Pirelli HangarBicocca (le prenotazioni saranno aperte il 9 gennaio 2018)

domenica 17 dicembre 2017

Voci dalla Materia

A Città della Pieve dal 17 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018, nelle sale espositive di Palazzo della Corgna sarà visitabile la mostra Voci dalla Materia, degli artisti Giorgio Bronco e Guido Fei

La mostra, curata dal critico d’arte Andrea Baffoni, e già esibita con successo a Montepulciano lo scorso settembre, propone un dialogo fra due scultori il cui lavoro viene messo in relazione come espressione di un contenuto artistico e sociale. L’utilizzo della materia, nell’uno e nell’atro caso, allude a un puntuale messaggio di dialogo: il legno quale paradigma di elemento naturale e il ferro come richiamo alla pregnanza dell’uomo.

La mostra si sviluppa alternando le opere in legno di Fei a quelle in ferro di Bronco. Un interessante connubio che sottolinea due diverse metodologie operative: da un lato l’estrazione della forma da un elemento precostituito come il legno, come rispetto verso ciò che un tempo era vivente, dall’altro la riflessione sul dato umano attraverso l’utilizzo del ferro, materiale plasmato dal nulla e allusivo alle civiltà arcaiche.

Giorgio Bronco (1963, Città della Pieve), scultore, predilige l’utilizzo del ferro. Ha vissuto per circa due anni a Berlino, approfondendo interessi artistici. Rientrato in Italia ha frequentato lo studio dello scultore Paolo Massei e lungamente collaborato con Roberto Zambelli, direttore del Centro per l’arte contemporanea Torre Strozzi di Parlesca, partecipando dal 2003 al 2007 alle relative manifestazioni tra cui le varie edizioni della Biennale di Scultura in ferro. Nel 2015 espone con Guido Fei e Gianfranco Gobbini nella mostra Allegorie fra le nuvole, presso la chiesa museo di San Francesco a Corciano (Perugia), mentre, nello stesso anno, tiene un’importante personale dal titolo Al di spora al di fuori presso la tenuta Monteverdi Tuscany a Castiglioncello sul Trinoro. Nel 2016 con Guido Fei e Gianfranco Gobbini, la mostra Alterità condivise presso la fortezza di Montepulciano.

Guido Fei (1948, Chiusi), scultore, è stato insegnante di materie tecniche applicate presso l’Istituto Tecnico Industriale di Arezzo. Le conoscenze in ambito tecnologico lo portano ad unire la caratteristica tecnica a quella immaginativa dell’opera d’arte. La sua ricerca artistica si indirizza verso la natura, utilizzando quasi esclusivamente il legno. Come artista partecipa a mostre collettive in molte località toscane e umbre ricevendo notevoli apprezzamenti nel 2015, espone con Giorgio Bronco e Gianfranco Gobbini nella mostra Allegorie fra le nuvole presso la chiesa museo di San Francesco a Corciano  (Perugia).
Nel 2016 con Giorgio Bronco e Gianfranco Gobbini, la mostra Alterità condivise presso la fortezza di Montepulciano.

La mostra è visitabile a ingresso gratuito nei seguenti giorni e orari - tutti i giorni 9.00-
13.00/15.00-19.30
Ufficio Stampa: Elda Cannarsa - 340 9669052

mercoledì 13 dicembre 2017

Mostre di Natale tra Centro, Sud e isole

Dall' Ufficio Stampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo riceviamo e pubblichiamo queste interessanti indicazioni sulle Mostre di Natale tra Centro, Sud e isole : Fano, Roma, Catania, Acireale, Nuoro...Tutti gli appuntamenti da non perdere con l’ arte e la storia.

Darsi appuntamento in mostra? Perché non farlo tra Natale e Capodanno, approfittando di un bel momento di pausa?
Vediamo dove, per chi abita o si muove tra centro Italia e le grandi isole.

Cominciamo dalla capitale, Roma. Dove, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea è in corso una mostra-rivelazione. quella dedicata a “KONRAD MÄGI” (sino al 28 gennaio). 
Per la prima volta in Italia uno dei più eccentrici ed affascinanti artisti europei del primo Novecento. La mostra è promossa in occasione del Semestre di Presidenza Estone dell’Unione Europea e dei 100 anni della Repubblica dell’Estonia. Estone, Mägi fu artista fortemente internazionale per formazione, frequentazione, dimensione. Nei tre soggiorni in Italia venne intensamente attratto dal nostro Paese. Visitò e visse a Venezia, Roma e Capri. Nelle sue opere esplodono colori brillanti e potenti. Si trattai di paesaggi, sua espressione di elezione, ma anche dei suoi ritratti forti e intriganti.

Nelle vicine Marche, a Fano, in Galleria Carifano, Palazzo Corbelli, “ARTE RIBELLE. Opere dalla collezione Cesare Marraccini”, sino al 25 febbraio.
Cesare Marraccini, è stato “il profeta sorridente”, protagonista, nella sua veste di collezionista e amico di molti artisti, dell’Italia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Per la prima volta il meglio della sua importante collezione viene proposto in un’unica mostra. Ad essere “svelate” in Palazzo Corbelli sono 50 opere di artisti quali Paolo Baratella, Giuseppe Guerreschi, Sergio Sarri, Ercole Pignatelli, Luca Alinari, Titina Maselli, James McGarrell, Gerard Tisserand, Rod Dudley, Carlos Mensa, Sergio Fergola, Augusto Perez, Renzo Vespignani, Valeriano Trubbiani, Antonio Recalcati, Giacomo Spadari, Umberto Mariani, Guido Biasi, Sergio Vacchi.

Due importanti appuntamenti in Sicilia: A Catania, in Palazzo Platamone – Palazzo della Cultura, sino al 14 gennaio, “PABLO ECHAURREN. SOFT WALL“. 
Pablo Echaurren come precursore del fenomeno del graffitismo? Di certo, afferma Francesca Mezzano, curatrice della mostra, “L’arte di Pablo Echaurren nasce per parlare alla collettività. Lo fa senza steccati, sperimentando ogni forma espressiva possibile; usa il segno, la scritta, lo stencil, il lettering, la parola come linguaggio comune, annullando qualsiasi distinzione tra alto e basso, alla costante ricerca di una sintonia con la storia presente, con i suoi problemi, e le sue criticità nascoste allo sguardo comune. E lo fa esprimendosi sempre attraverso un immaginario vivo e incandescente, che possa tradurre un’istanza politica e morale in arte. Quella che lo stesso Pablo ha definito “la questione murale”.».

CALL FOR IOLAS’ HOUSE” è il titolo della originale esposizione allestita sino al 25 febbraio ad Acireale, in Palazzo Costa Grimaldi.
La storia dell’arte contemporanea è passata da Villa Iolas e dal leggendario gallerista. Oggi questa dimora, situata in un elegante sobborgo di Atene, privata di tutti i suoi tesori d’arte e abbandonata a se stessa, è diventata una larva di quel tempio internazionale del contemporaneo che è stata. Non stupisce che a lanciare l’appello per salvare la villa di Iolas sia la Fondazione Galleria Credito Valtellinese. Alexander Iolas fu il primo curatore della Galleria milanese e fu lui a commissionare ad Andy Warhol l’opera “Ultima Cena” ispirata dal vicino capolavoro di Leonardo da Vinci.

Dalla Sicilia alla Sardegna, con altri due stimolanti appuntamenti, entrambi al MAN di Nuoro, sino al 25 febbraio.

UNA VISIONE ASTRATTA. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli" è il primo.
 Maria Cernuschi Ghiringhelli fu una sorta di Peggy Guggenheim italiana, capace di intrattenere solidi rapporti con gli artisti, anche quelli più giovani e non ancora affermati. Ciò che più le interessava era “seguire e se possibile incoraggiare, gli sviluppi di un tipo di ricerca artistica in cui credevo”. La mostra ripercorre la storia e il contenuto della sua importantissima collezione, qui concessa dal Museo di Villa Croce a Genova, che la conserva.

La mostra parallela è riservata a “MICHELE CIACCIOFERA. Emisferi Sud”.
Il progetto realizzato da Michele Cacciofera per il MAN ha come tema di fondo la dimensione sociale e culturale, storica e attuale del macrocosmo mediterraneo. Un mare in cui popoli hanno da sempre tessuto relazioni di ogni tipo, dando vita a un amalgama di etnie, linguaggi, sapori, leggende e tradizioni. Culla di civiltà millenarie, luogo di transiti, di scambi ma anche di guerre e di conflitti, così come oggi di migrazioni e naufragi, il Mediterraneo diventa, metafora di un nuovo umanesimo per la creazione di valori sociali, politici e culturali alternativi.

Tutti appuntamenti con l’arte più recente, con il contemporaneo o il Novecento. In terre antiche che sanno guardare all’oggi.

Informazioni: www.studioesseci.net

Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
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martedì 12 dicembre 2017

I Colori del Sacro

Protagonista della nona edizione de “I Colori del Sacro” (Padova, Museo Diocesano dal 3 febbraio al 24 giugno 2018) è il corpo.

Il corpo inteso nei suoi aspetti fisici, nel rapporto con ciò che lo circonda, con l’ambiente, con le persone ed anche con il Sacro; nel rapporto e nel confronto con la diversità e la disabilità.

Il corpo è carne, ossa, muscoli, ma anche cervello e cuore, pensiero e sentimenti. Quello che si vede esternamente è solo una parte del tutto. Materialità e immaterialità, quindi. Percezione di sé e relazioni. Anatomia e significati archetipici.

“I Colori del Sacro” è da sempre un’occasione di esplorazione, di confronto e di dialogo: il linguaggio dell’illustrazione è per sua vocazione universale, abbatte le barriere e arriva dritto al bersaglio, alla sensibilità di chi osserva; è in grado di trasmettere informazioni e emozioni, a tutti, con immediatezza.

La visita alla mostra nelle intenzioni degli organizzatori è concepita e organizzata come un momento formativo e di crescita, di divertimento e di godimento estetico ed infine di sperimentazione attraverso laboratori ed esperienze di gruppo. Tante le attività progettate appositamente per le scuole, per le famiglie, per i gruppi di giovani e di adulti. Un centinaio gli illustratori invitati e selezionati che ci racconteranno la loro personale visione del corpo, tra questi Martin Jarrie (Francia), Gabriel Pacheco (Messico), Javier Zabala (Spagna) e gli italiani Anna Castagnoli, Giovanni Manna, Simone Rea.

In occasione della mostra Topipittori nella collana PIPPO (Piccola pinacoteca portatile), di recente insignita del Premio Andersen 2017 per il miglior progetto di divulgazione, ha pubblicato “Essere Umani. Il corpo nell’arte, dalla Preistoria ad oggi” album illustrato da Sylvie Bello con i testi di Andrea Nante: un libro prezioso che vuole avvicinare i più giovani ai grandi protagonisti dell’arte, coinvolgendoli nel rielaborare con il proprio segno le opere d’arte, offrendo spunti e approfondimenti attraverso la dinamica del quaderno attivo, da usarsi sia a scuola sia in famiglia.

La mostra ha originato il progetto “Un diSegno per il Corpo”, realizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Padova: in due plessi scolastici della città Antonio Panzuto, curatore del progetto, ha guidato e fatto lavorare delle classi di bambini sul tema del corpo e della sua rappresentazione. Le opere dei bambini con le loro voci, le loro paure i loro desideri ci invitano a fermarci e a farci riflettere: piccole opere d’arte che saranno valorizzate nell’allestimento della mostra.

Questa grande mostra-laboratorio, unica in Italia per dimensione e modello culturale –racconta Andrea Nante direttore della rassegna – sarà arricchita da eventi, iniziative dedicate al mondo dell’arte, della danza e della musica. Il mio desiderio è l’apertura alla città e la creazione di sinergie che possano fare sentire il pubblico al centro della nostra progettazione culturale.



Prenotazioni e Informazioni
Rassegna Internazionale di illustrazione I colori del sacro
Segreteria organizzativa: 
tel. +39 049 652855 / +39 049 8226167
fax +39 049 8210085
info@icoloridelsacro.org 
www.icoloridelsacro.org 
www.museodiocesanopadova.it 
Museo diocesano di Padova