giovedì 28 dicembre 2017

Franceschini, la cultura, il turismo e la fine della legislatura

“Sono felice e orgoglioso della centralità che le politiche per la cultura e il turismo hanno conquistato in questa legislatura. Quello che abbiamo fatto in questi quattro anni è stato scommettere sulla cultura come chiave per costruire il futuro, una direzione possibile verso la quale c’è ancora molto da lavorare ma sono certo che non si tornerà ma più a ‘con la cultura non si mangia’. 

Così’ il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. “Questa legislatura – ha sottolineato il ministro - si è distinta dalla fine della lunga stagione dei tagli, dalla crescita delle risorse del Mibact, dall’arrivo di nuovi fondi e regole per la tutela del patrimonio, da nuovi investimenti e nuove assunzioni, dal successo dei grandi progetti culturali, primo fra tutti la rinascita di Pompei, e da importanti leggi di settore. Penso alla legge cinema e alla legge sullo spettacolo dal vivo, che serviranno a rilanciare due settori strategici per il nostro paese, ma anche alla riforma del ministero che ha permesso il superamento della contrapposizione tra la tutela e la valorizzazione del patrimonio, la nascita dell’ArtBonus, il superamento della presenza dei privati nella tutela del patrimonio, la creazione del sistema museale nazionale, con direttori selezionati con bandi internazionali, e da una nuova articolazione delle soprintendenze con presidi più efficienti e più vicini ai cittadini. Interventi  concreti anche per il turismo, dalla rinnovata governance dell’ Enit alle politiche per incentivare la sostenibilità e lo sviluppo di nuove esperienze di visita su tutto il territorio nazionale. Molte delle azioni realizzate in questi quattro anni – conclude Franceschini  -  sia in termini di risorse sia dal punto di vista di scelte e regole, sono irreversibili indipendentemente da chi si troverà al governo”.

Roma, 28 dicembre 2017
Ufficio Stampa MiBACT

martedì 19 dicembre 2017

Generosity/Generosità - Una giornata di conversazioni, musica e performance in occasione del finissage della mostra “Take Me (I’m Yours)”

Generosity/Generosità, concepito come appuntamento speciale del Public Program dedicato alla mostra “Take Me (I’m Yours)”, coinvolge oltre venti ospiti tra cui artisti, architetti, curatori, teorici e designer in una conversazione accompagnata da momenti performativi e musicali. 

Tema della giornata è la generosità, centrale nella concezione della mostra, che ha tra i suoi testi ispiratori il libro di Lewis Hyde Il dono, una riflessione sul ruolo dell’opera d’arte e della sua circolazione nel mantenere vivo il valore della generosità nella società contemporanea.

La generosità può essere una chiave per leggere, ancora oggi, la relazione tra differenti generazioni di artisti, o ancora tra artisti e pubblico? La trasmissione del sapere, sia all’interno di forme istituzionalizzate come le scuole e le accademie sia attraverso relazioni informali come il sostegno e lo scambio, è ancora una modalità possibile nell’arte? Nella società dello sharing e del free, ha ancora senso parlare di generosità? Qual è il ruolo degli spazi espositivi e delle mostre nel facilitare la circolazione dell’arte?

Le conversazioni cercheranno di rispondere a queste e altre domande, prendendo inoltre spunto dalla continuità tra gli artisti presenti in “Take Me (I’m Yours)” e la figura di Lucio Fontana – la cui mostra “Ambienti/Environments” è presente contemporaneamente negli spazi di Pirelli HangarBicocca – che ha rappresentato un punto di partenza per una generazione di artisti più giovani.

Il Public Program di Pirelli HangarBicocca è a cura di Giovanna Amadasi.

14.01.2018 – Ore 11.00

Generosity/Generosità - Una giornata di conversazioni, musica e performance in occasione del finissage della mostra “Take Me (I’m Yours)”
dalle 11 alle 20

Con interventi di:
Christian Boltanski, Hans Ulrich Obrist, Chiara Parisi, Roberta Tenconi e Giovanni Anceschi, Ruth Beraha, Stefano Boeri, Barbara Browning, Andrew Durbin, Nathalie Du Pasquier, Alberto Garutti, Adelita Husni-Bey, Ugo La Pietra, Corrado Levi, Maurizio Nannucci con Simone Conforti, Otobong Nkanga, Francesca Pasini, Gianni Pettena, Cesare Pietroiusti, Adama Sanneh, Franco Vaccari, Grazia Varisco, Lea Vergine

Il programma dettagliato sarà comunicato prossimamente
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Prenotazione riservata ai Member Pirelli HangarBicocca (le prenotazioni saranno aperte il 9 gennaio 2018)

domenica 17 dicembre 2017

Voci dalla Materia

A Città della Pieve dal 17 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018, nelle sale espositive di Palazzo della Corgna sarà visitabile la mostra Voci dalla Materia, degli artisti Giorgio Bronco e Guido Fei

La mostra, curata dal critico d’arte Andrea Baffoni, e già esibita con successo a Montepulciano lo scorso settembre, propone un dialogo fra due scultori il cui lavoro viene messo in relazione come espressione di un contenuto artistico e sociale. L’utilizzo della materia, nell’uno e nell’atro caso, allude a un puntuale messaggio di dialogo: il legno quale paradigma di elemento naturale e il ferro come richiamo alla pregnanza dell’uomo.

La mostra si sviluppa alternando le opere in legno di Fei a quelle in ferro di Bronco. Un interessante connubio che sottolinea due diverse metodologie operative: da un lato l’estrazione della forma da un elemento precostituito come il legno, come rispetto verso ciò che un tempo era vivente, dall’altro la riflessione sul dato umano attraverso l’utilizzo del ferro, materiale plasmato dal nulla e allusivo alle civiltà arcaiche.

Giorgio Bronco (1963, Città della Pieve), scultore, predilige l’utilizzo del ferro. Ha vissuto per circa due anni a Berlino, approfondendo interessi artistici. Rientrato in Italia ha frequentato lo studio dello scultore Paolo Massei e lungamente collaborato con Roberto Zambelli, direttore del Centro per l’arte contemporanea Torre Strozzi di Parlesca, partecipando dal 2003 al 2007 alle relative manifestazioni tra cui le varie edizioni della Biennale di Scultura in ferro. Nel 2015 espone con Guido Fei e Gianfranco Gobbini nella mostra Allegorie fra le nuvole, presso la chiesa museo di San Francesco a Corciano (Perugia), mentre, nello stesso anno, tiene un’importante personale dal titolo Al di spora al di fuori presso la tenuta Monteverdi Tuscany a Castiglioncello sul Trinoro. Nel 2016 con Guido Fei e Gianfranco Gobbini, la mostra Alterità condivise presso la fortezza di Montepulciano.

Guido Fei (1948, Chiusi), scultore, è stato insegnante di materie tecniche applicate presso l’Istituto Tecnico Industriale di Arezzo. Le conoscenze in ambito tecnologico lo portano ad unire la caratteristica tecnica a quella immaginativa dell’opera d’arte. La sua ricerca artistica si indirizza verso la natura, utilizzando quasi esclusivamente il legno. Come artista partecipa a mostre collettive in molte località toscane e umbre ricevendo notevoli apprezzamenti nel 2015, espone con Giorgio Bronco e Gianfranco Gobbini nella mostra Allegorie fra le nuvole presso la chiesa museo di San Francesco a Corciano  (Perugia).
Nel 2016 con Giorgio Bronco e Gianfranco Gobbini, la mostra Alterità condivise presso la fortezza di Montepulciano.

La mostra è visitabile a ingresso gratuito nei seguenti giorni e orari - tutti i giorni 9.00-
13.00/15.00-19.30
Ufficio Stampa: Elda Cannarsa - 340 9669052

mercoledì 13 dicembre 2017

Mostre di Natale tra Centro, Sud e isole

Dall' Ufficio Stampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo riceviamo e pubblichiamo queste interessanti indicazioni sulle Mostre di Natale tra Centro, Sud e isole : Fano, Roma, Catania, Acireale, Nuoro...Tutti gli appuntamenti da non perdere con l’ arte e la storia.

Darsi appuntamento in mostra? Perché non farlo tra Natale e Capodanno, approfittando di un bel momento di pausa?
Vediamo dove, per chi abita o si muove tra centro Italia e le grandi isole.

Cominciamo dalla capitale, Roma. Dove, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea è in corso una mostra-rivelazione. quella dedicata a “KONRAD MÄGI” (sino al 28 gennaio). 
Per la prima volta in Italia uno dei più eccentrici ed affascinanti artisti europei del primo Novecento. La mostra è promossa in occasione del Semestre di Presidenza Estone dell’Unione Europea e dei 100 anni della Repubblica dell’Estonia. Estone, Mägi fu artista fortemente internazionale per formazione, frequentazione, dimensione. Nei tre soggiorni in Italia venne intensamente attratto dal nostro Paese. Visitò e visse a Venezia, Roma e Capri. Nelle sue opere esplodono colori brillanti e potenti. Si trattai di paesaggi, sua espressione di elezione, ma anche dei suoi ritratti forti e intriganti.

Nelle vicine Marche, a Fano, in Galleria Carifano, Palazzo Corbelli, “ARTE RIBELLE. Opere dalla collezione Cesare Marraccini”, sino al 25 febbraio.
Cesare Marraccini, è stato “il profeta sorridente”, protagonista, nella sua veste di collezionista e amico di molti artisti, dell’Italia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Per la prima volta il meglio della sua importante collezione viene proposto in un’unica mostra. Ad essere “svelate” in Palazzo Corbelli sono 50 opere di artisti quali Paolo Baratella, Giuseppe Guerreschi, Sergio Sarri, Ercole Pignatelli, Luca Alinari, Titina Maselli, James McGarrell, Gerard Tisserand, Rod Dudley, Carlos Mensa, Sergio Fergola, Augusto Perez, Renzo Vespignani, Valeriano Trubbiani, Antonio Recalcati, Giacomo Spadari, Umberto Mariani, Guido Biasi, Sergio Vacchi.

Due importanti appuntamenti in Sicilia: A Catania, in Palazzo Platamone – Palazzo della Cultura, sino al 14 gennaio, “PABLO ECHAURREN. SOFT WALL“. 
Pablo Echaurren come precursore del fenomeno del graffitismo? Di certo, afferma Francesca Mezzano, curatrice della mostra, “L’arte di Pablo Echaurren nasce per parlare alla collettività. Lo fa senza steccati, sperimentando ogni forma espressiva possibile; usa il segno, la scritta, lo stencil, il lettering, la parola come linguaggio comune, annullando qualsiasi distinzione tra alto e basso, alla costante ricerca di una sintonia con la storia presente, con i suoi problemi, e le sue criticità nascoste allo sguardo comune. E lo fa esprimendosi sempre attraverso un immaginario vivo e incandescente, che possa tradurre un’istanza politica e morale in arte. Quella che lo stesso Pablo ha definito “la questione murale”.».

CALL FOR IOLAS’ HOUSE” è il titolo della originale esposizione allestita sino al 25 febbraio ad Acireale, in Palazzo Costa Grimaldi.
La storia dell’arte contemporanea è passata da Villa Iolas e dal leggendario gallerista. Oggi questa dimora, situata in un elegante sobborgo di Atene, privata di tutti i suoi tesori d’arte e abbandonata a se stessa, è diventata una larva di quel tempio internazionale del contemporaneo che è stata. Non stupisce che a lanciare l’appello per salvare la villa di Iolas sia la Fondazione Galleria Credito Valtellinese. Alexander Iolas fu il primo curatore della Galleria milanese e fu lui a commissionare ad Andy Warhol l’opera “Ultima Cena” ispirata dal vicino capolavoro di Leonardo da Vinci.

Dalla Sicilia alla Sardegna, con altri due stimolanti appuntamenti, entrambi al MAN di Nuoro, sino al 25 febbraio.

UNA VISIONE ASTRATTA. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli" è il primo.
 Maria Cernuschi Ghiringhelli fu una sorta di Peggy Guggenheim italiana, capace di intrattenere solidi rapporti con gli artisti, anche quelli più giovani e non ancora affermati. Ciò che più le interessava era “seguire e se possibile incoraggiare, gli sviluppi di un tipo di ricerca artistica in cui credevo”. La mostra ripercorre la storia e il contenuto della sua importantissima collezione, qui concessa dal Museo di Villa Croce a Genova, che la conserva.

La mostra parallela è riservata a “MICHELE CIACCIOFERA. Emisferi Sud”.
Il progetto realizzato da Michele Cacciofera per il MAN ha come tema di fondo la dimensione sociale e culturale, storica e attuale del macrocosmo mediterraneo. Un mare in cui popoli hanno da sempre tessuto relazioni di ogni tipo, dando vita a un amalgama di etnie, linguaggi, sapori, leggende e tradizioni. Culla di civiltà millenarie, luogo di transiti, di scambi ma anche di guerre e di conflitti, così come oggi di migrazioni e naufragi, il Mediterraneo diventa, metafora di un nuovo umanesimo per la creazione di valori sociali, politici e culturali alternativi.

Tutti appuntamenti con l’arte più recente, con il contemporaneo o il Novecento. In terre antiche che sanno guardare all’oggi.

Informazioni: www.studioesseci.net

Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Tel. 049663499
info@studioesseci.net
www.studioesseci.net
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martedì 12 dicembre 2017

I Colori del Sacro

Protagonista della nona edizione de “I Colori del Sacro” (Padova, Museo Diocesano dal 3 febbraio al 24 giugno 2018) è il corpo.

Il corpo inteso nei suoi aspetti fisici, nel rapporto con ciò che lo circonda, con l’ambiente, con le persone ed anche con il Sacro; nel rapporto e nel confronto con la diversità e la disabilità.

Il corpo è carne, ossa, muscoli, ma anche cervello e cuore, pensiero e sentimenti. Quello che si vede esternamente è solo una parte del tutto. Materialità e immaterialità, quindi. Percezione di sé e relazioni. Anatomia e significati archetipici.

“I Colori del Sacro” è da sempre un’occasione di esplorazione, di confronto e di dialogo: il linguaggio dell’illustrazione è per sua vocazione universale, abbatte le barriere e arriva dritto al bersaglio, alla sensibilità di chi osserva; è in grado di trasmettere informazioni e emozioni, a tutti, con immediatezza.

La visita alla mostra nelle intenzioni degli organizzatori è concepita e organizzata come un momento formativo e di crescita, di divertimento e di godimento estetico ed infine di sperimentazione attraverso laboratori ed esperienze di gruppo. Tante le attività progettate appositamente per le scuole, per le famiglie, per i gruppi di giovani e di adulti. Un centinaio gli illustratori invitati e selezionati che ci racconteranno la loro personale visione del corpo, tra questi Martin Jarrie (Francia), Gabriel Pacheco (Messico), Javier Zabala (Spagna) e gli italiani Anna Castagnoli, Giovanni Manna, Simone Rea.

In occasione della mostra Topipittori nella collana PIPPO (Piccola pinacoteca portatile), di recente insignita del Premio Andersen 2017 per il miglior progetto di divulgazione, ha pubblicato “Essere Umani. Il corpo nell’arte, dalla Preistoria ad oggi” album illustrato da Sylvie Bello con i testi di Andrea Nante: un libro prezioso che vuole avvicinare i più giovani ai grandi protagonisti dell’arte, coinvolgendoli nel rielaborare con il proprio segno le opere d’arte, offrendo spunti e approfondimenti attraverso la dinamica del quaderno attivo, da usarsi sia a scuola sia in famiglia.

La mostra ha originato il progetto “Un diSegno per il Corpo”, realizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Padova: in due plessi scolastici della città Antonio Panzuto, curatore del progetto, ha guidato e fatto lavorare delle classi di bambini sul tema del corpo e della sua rappresentazione. Le opere dei bambini con le loro voci, le loro paure i loro desideri ci invitano a fermarci e a farci riflettere: piccole opere d’arte che saranno valorizzate nell’allestimento della mostra.

Questa grande mostra-laboratorio, unica in Italia per dimensione e modello culturale –racconta Andrea Nante direttore della rassegna – sarà arricchita da eventi, iniziative dedicate al mondo dell’arte, della danza e della musica. Il mio desiderio è l’apertura alla città e la creazione di sinergie che possano fare sentire il pubblico al centro della nostra progettazione culturale.



Prenotazioni e Informazioni
Rassegna Internazionale di illustrazione I colori del sacro
Segreteria organizzativa: 
tel. +39 049 652855 / +39 049 8226167
fax +39 049 8210085
info@icoloridelsacro.org 
www.icoloridelsacro.org 
www.museodiocesanopadova.it 
Museo diocesano di Padova

sabato 9 dicembre 2017

Lucio Rosato - Le case poggiate, sui territori limitrofi.

Le case - come le cose - poggiate, raccontano di un progetto di dismissione e rinuncia che apre alla possibilità di costruire il vuoto necessario: alla natura per occupare il suo spazio, all’uomo per individuare una nuova prospettiva del pensare. In questa occasione espositiva, dialogano lavori di due tempi diversi che trovano qui provvisoria sintesi: le case poggiate (2013) e territori limitrofi (2001).

Le case poggiate appartengono ad un progetto dal forte valore simbolico, pensato per Lampedusa e dedicato al Mediterraneo e a tutti quelli che lo attraversano, che lo vivono e troppo spesso lo muoiono.

Alle piccole case di pietra nera si accostano i territori limitrofi: le scatole di cartone residue, aperte, sulle quali nel 2001 è stato steso l'acrilico nero, lasciando affiorare memorie del loro viaggiare, per poi assorbire nel tempo tracce di altri viaggi, di sguardi, di accostamenti e contatti, che hanno inevitabilmente segnato e ancora segnano di autentico presente il nero.

Nelle cisterne che caratterizzano lo spazio espositivo, al centro dello spazio, è poggiato a terra un monolite in pietra nera della Maiella, tagliato a disegnare ancora una casa che farebbe pensare ad un modello di architettura; trattasi invece de la prima pietra, quindi di architettura concreta, che in una primavera inoltrata vorrei portare in dono e mettere a giacitura sulla terra più alta di Lampedusa, dove lasciarla stanziare, nascosta tra la vegetazione, in attesa di un'improbabile realizzazione dell'ambizioso progetto di edificare nell'anima di tutti gli uomini la casa dell'accoglienza.

Lucio Rosato - Le case poggiate, sui territori limitrofi.
MUSEO NUOVA ERA
Bari - dal 9 dicembre 2017 al 10 gennaio 2018
Strada Dei Gesuiti 13 (70122)
+39 0805061158 , +39 0805061158 (fax), +393334462929
museonuovaera@alice.it
www.museonuovaera.it

giovedì 7 dicembre 2017

Art Adoption New Generation

Il ponte dell’Immacolata vedrà a Cortona due gustose anticipazioni della seconda edizione di “Art Adoption New Generation”, progetto artistico diretto da Massimo Magurano e curato da Tiziana Tommei, che si svolgerà dal 17 dicembre al 10 gennaio 2018 in 27 luoghi espositivi di Via Nazionale e zone limitrofe, coinvolgendo 29 artisti nazionali e internazionali. 

Venerdì 8 dicembre, in arrivo direttamente dal Padiglione Bolivia della 57° Biennale di Venezia, la maestosa installazione dell’artista greco Jannis Markopoulos. L’opera sarà allestita nel suggestivo Auditorium di Sant’Agostino di via Guelfa, in collaborazione con l’associazione culturale “Lux” e la supervisione curatoriale di Gabriele Romeo. Partner dell’evento è ArteCerreta – Parco sculture all'aperto.

Il giorno seguente, sabato 9 dicembre, sarà invece la volta di Alfredo Rapetti Mogol, poeta, compositore e personalità poliedrica del mondo dell’arte, che presenterà una favolosa proiezione visiva sulla facciata del Comune di Cortona in piazza della Repubblica. L’opera del figlio del grande paroliere, conosciuto anche con lo pseudonimo Cheope, vedrà il contributo artistico di Mirko Pagliacci.

“Art Adoption New Generation”, iniziativa patrocinata dal Comune di Cortona, parte dunque col botto, lasciando poi spazio dal 17 dicembre a un percorso espositivo lineare, diversificato e stimolante, che in una modalità alternativa e non ordinaria punterà ad avvicinare il pubblico ai nuovi linguaggi espressivi. 


Info point Art Adoption 
Palazzo Magini, via Nazionale 42 - Cortona
cortonaartadoption@gmail.com
FB_Art Adoption 

martedì 5 dicembre 2017

Le forme dell’anima di Maria Bazzanella

" Le forme dell’anima" di Maria Bazzanella, in arte Mimì, in mostra, dall’8 al 28 dicembre 2017, alla Galleria d’Arte La Bonbonnière di Sanremo (IM). L’esposizione sarà inaugurata venerdì 8 dicembre, alle ore 17.00, alla presenza dell’artista. 

Nella storica sede diretta da Giulietta Calzini, saranno esposte una ventina di opere pittoriche realizzate dal 2013 al 2017. Dipinti di medie e grandi dimensioni caratterizzati dall’uso congiunto di diverse tecniche e materiali: dall’acrilico, denso e stratificato, sino alle chine, le vernici spray e l’applicazione di spilli ed altri elementi tridimensionali che completano ed arricchiscono la composizione. 

«Graffianti e pervasive - scrive Giulietta Calzini - sono le configurazioni dei mondi interiori di Maria Bazzanella, in arte Mimì. Mondi che non possono che essere multipli, espressioni delle innumerevoli sfumature della realtà che ci circonda. La pluralità dei miti e delle loro interpretazioni, così come delle antinomie interiori assumono, nella sua pittura, una configurazione materica, colorata e multidimensionale, grazie all'ausilio di perle, tessuti, smalti e strati di colore che evocano espressioni surreali. L'esorcismo che Mimì compie altro non è che il tentativo di dare forma alla frammentarietà che ci compone: delicatezza e brutalità coesistono mescolandosi in un cromatismo simbolico e ricco di carica emotiva. Ecco allora che le chimere e i demoni assumono forma; ecco che le paure e i desideri prendono voce: la voce di Mimì, colorata, tagliente ed enigmatica». 

La personale sarà visitabile fino al 28 dicembre 2017, da lunedì a domenica ore 16.00-21.00, chiuso 25 dicembre. Ingresso libero. Brochure disponibile in galleria con un testo di Giulietta Calzini. 
Per informazioni: tel. 0184 573069, cell. 331 5643707, 
giuliettacalzini@alice.it, www.giuliettacalzini.com. 


Maria Bazzanella, in arte Mimì, vive e lavora in provincia di Trento. Tra rocce, boschi e vento prendono forma le sue riflessioni e visioni, spesso graffianti ed enigmatiche. Autodidatta per formazione, inaugura la propria attività espositiva nel 2017, prendendo parte alle mostre "Outliers: le 154 nuove emozioni umane" (Sala Ex Monte di Pietà, Spoleto, Perugia, 2017, a cura di Maria Emilia Ciannavei), "Pro Biennale" (Palazzo Grifalconi Loredan, Venezia, 2017) e "Biennale Milano International Art Meeting" (Brera Site, Milano, 2017, presentazione di Vittorio Sgarbi). Nel 2017 è stato pubblicato il primo catalogo di Mimì (Edizioni Zerotre, Verona), curato dallo storico dell’arte Alberto D’Atanasio con il coordinamento editoriale di Ivone Bonin. Per approfondimenti: www.mariabazzanella.com. 

La Galleria d’Arte La Bonbonnière inaugura la propria attività nel 1995 a Sanremo (IM), all’interno di un contesto architettonico che fa parte della Palazzina Liberty, meglio nota come "Villa Noseda", con la mostra di Romano Mussolini (1927-2006), pittore e musicista. La galleria ha presentato negli anni numerosi progetti espositivi tra quali si segnalano quelli dedicati all’Accademia di Mosca e agli allievi di Gennady Moshkalo, a Daniel Dondé, Bernd-Peter Daferner, Lino Palagi, Giancarlo Spina, David Schor e Cristina Ariagno. Accanto all’attività espositiva, la galleria presenta anche eventi e serate a tema. Inserita nel circuito rete di impresa "Sanremo On", La Bonbonniére dispone in permanenza di opere di artisti storicizzati come Piero Dorazio, Michele Cascella, Giovan Francesco Gonzaga, Adonai, Hector Zablach, Riccardo Dini ed altri. In occasione del "Festival della Canzone 2018", la galleria presenterà, in collaborazione con l’Associazione Culturale Spoleto Arte, una serie di eventi a carattere musicale, pittorico e letterario, a cura di Vittorio Sgarbi.


MARIA BAZZANELLA - MIMÌ
Le forme dell’anima

Galleria d’Arte La Bonbonnière, Sanremo (IM) 
8-28 dicembre 2017 
Inaugurazione: venerdì 8 dicembre, ore 17.00



Segnalato da  CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia

venerdì 1 dicembre 2017

Il Simbolismo dei Rosacroce: al Guggenheim di Venezia rivivono i Salon parigini de la RoseCroix

Nella primavera del 1892 Joséphin Péladan, autore e critico francese, organizza a Parigi il primo Salon de la RoseCroix al fine di presentare i principi dell'ordine dei Rosacroce, confraternita di natura esoterico-religiosa, legati a un'idea di arte che fosse mistica, idealista e al servizio della "bellezza". 

I Salon hanno vita breve, si tengono negli anni dal 1892 al 1897, durante i quali vengono presentati in varie sedi cittadine riunendo numerosi artisti simbolisti europei. 

Oggi nelle sale della Collezione Peggy Guggenheim, a Venezia, rivive l'atmosfera di quegli storici Salon grazie alla mostra Simbolismo mistico. Il Salon de la RoseCroix a Parigi 1892-1897, a cura di Vivien Greene, prima esposizione mai organizzata in un museo dedicata all'arte rivelatrice e significativa dei Salon de la RoseCroix. 

Dopo due lunghi anni di studi e ricerche, la curatrice ha attentamente selezionato una quarantina di opere, tutte originariamente esposte nei diversi Salon che ebbero luogo tra 1892 al 1897, invitando il pubblico a guardare e interpretare con occhi nuovi l'eredità artistica lasciata dal Simbolismo, nel suo aspetto più arcano ed esoterico. Immagini di creature androgine, chimere e incubi sono alla base dei lavori esposti a Palazzo Venier dei Leoni, così come linee sinuose, corpi allungati, forme appiattite. 

Gli artisti dell'epoca preferiscono soggetti allegorici, letterari, mitici o religiosi traboccanti di simboli arcani. Sono attratti dal poeta Orfeo della mitologia greca, dai precetti e dall'arte del primo Rinascimento italiano, dalle narrazioni del Nuovo Testamento e da stereotipi femminili come la femme fatale minacciosa o la femme fragile immacolata. Sala dopo la sala la mostra ripercorre attentamente tali soggetti, con una particolare attenzione all'aspetto musicale. 

Da non trascurare infatti, tra le tematiche affrontate nei Salon, anche quella del culto della personalità che si sviluppò intorno a figure quali Richard Wagner e lo stesso Péladan. 

Per tanto la mostra è accompagnata da brani di Erik Satie, dello stesso Wagner e di altri compositori dell'epoca, a sottolineare il ruolo-chiave da loro occupato in tale periodo e contesto. I sei Salon organizzati da Péladan, oggi celebrati a Venezia, furono un crocevia cosmopolita di artisti, alcuni conservatori e altri radicali, tutti volti a sottolineare la dimensione spirituale dell'arte. 

Queste aspirazioni trascendenti perdurarono agli inizi del Novecento nell'arte dei pionieri dell'astrazione pittorica, come Kandinsky, Kupka e Mondrian, figure chiave nella collezione di Peggy Guggenheim, dimostrando come i precetti del Simbolismo siano alla base anche del modernismo.

La mostra rimarrà aperta fino al 7 gennaio 2018. Tutti i giorni alle 15.30 il museo offre visite guidate gratuite alla mostra previo acquisto del biglietto d'ingresso.