sabato 30 settembre 2017

#UffiziLive 2017

Si è conclusa martedì 27 settembre la seconda edizione di #UffiziLive, l’iniziativa che propone un suggestivo dialogo fra arti performative e spazi e opere degli Uffizi, con spettacoli organizzati il martedì sera in orario di apertura straordinaria del Museo. 

Avviata nel 2016, la rassegna, grazie al ricco e eterogeneo programma, ha registrato nelle 18 Serate un crescente successo di pubblico, con un incremento totale del 94% nel numero dei visitatori rispetto alla prima edizione.

In particolare, l’ultima serata di apertura, martedì 27 settembre, ha raggiunto un ottimo riscontro di pubblico: i visitatori sono stati 1651, che comparati ai 461 dell’ultima serata dell’edizione 2016, corrispondono a un aumento del 260%.

Nel complesso, a chiusura dell’iniziativa, hanno partecipato ai 18 eventi organizzati, nei quattro mesi di durata, da giugno a settembre, un totale di 21.620 visitatori. Il confronto con il ciclo del 2016 ha fatto rilevare 10.966 presenze in più, con un aumento del 94%.

Lo spettacolo di questa edizione che ha registrato il maggior numero di presenze è stato AD-AR-TE con Tre noccioli del Duecento, nella serata del 12 settembre, con un totale di 1677 visitatori.

La rassegna #UffiziLive 2017 dunque, che ha visto la partecipazione di artisti italiani ma anche di importanti presenze dall’estero (l’ensemble femminile spagnolo Dolce Rima, il 20 giugno, la violoncellista irlandese Naomi Berrill, l’ 11 luglio, il duo anglo-italiano Etrusca l’ 8 agosto) si conferma una importante opportunità per promuovere il patrimonio delle Gallerie con proposte di inediti confronti che, come dimostrano i numeri dei visitatori in costante forte crescita, incontrano senza dubbio l’apprezzamento del pubblico. 

Uno degli eventi di #UffiziLive 2017 si è svolto, nella serata di sabato 23 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2017: lo spettacolo di Alifer Artsody, con ingresso facilitato ad 1 euro, dalle 19.00 alle 22.00, è stato seguito da 1.122 persone con un + 62,61% rispetto alla stessa serata dell’anno prima, ad uguali condizioni di accesso. 

“Grazie agli artisti che hanno partecipato a questa edizione, selezionati fra oltre 250 candidature - dichiara il Direttore Eike Schmidt - le Gallerie degli Uffizi hanno offerto ai propri visitatori la possibilità di un’esperienza unica: quella di guardare le opere da prospettive del tutto inaspettate, in modo più libero e coinvolgente rispetto alla visita tradizionale. Per la prima volta, l’hip hop è entrato agli Uffizi; un concerto che riproduceva i suoni degli  insetti ha dato al pubblico l’impressione di immergersi nel prato della Primavera; ma abbiamo anche potuto ascoltare musica tradizionale negli spazi della mostra “Facciamo presto”, grazie alla quale sono stati raccolti 649.000 euro a favore delle zone terremotate della Regione Marche.  Tra le tante occasioni di concreto dialogo fra opere d’arte e esperienze performative dal vivo, ricordiamo musica classica e moderna al violoncello, suonata a sorpresa davanti alle opere, e madrigali seicenteschi eseguiti davanti a Caravaggio e Artemisia Gentileschi. 

Nel complesso dunque, è stata un’esperienza con ottimi riscontri numerici, dovuti anche al carattere veramente innovativo e sperimentale di un’iniziativa che ha aperto tante nuove possibilità di riflessione sui nostri capolavori”.





venerdì 29 settembre 2017

Grazia Varisco - Allineamenti scorrevoli ricorrenti

Una mostra per rendere omaggio a Grazia Varisco, l'artista nata il 5 ottobre di ottant’anni fa a Milano, dove tuttora vive e lavora.

L’esposizione si sviluppa come un’installazione fortemente unitaria di opere che, sia pur realizzate in decenni differenti, intessono tra loro corresponsioni e allineamenti ricorrenti, attivati però da improvvise cesure, da angoli e tensioni interne che rilanciano continuamente la mobilità del tutto. 

Una mostra che intende restituire a pieno la sapienza con cui l’artista riesce a forgiare spazi e orizzonti variabili, trattenendo l’opera in uno stato di disequilibrio poetico, dove il metallo appare liquido, l’ombra è corpo scultoreo, il filo rosso di una delle opere sembra distendersi nel tempo più ancora che nello spazio e la ratio geometrica di tutti i lavori si mostra limpida, coerente, eppure sembra decisa dal soffio del vento. 

È desiderio di Grazia Varisco dedicare la mostra a Guido Ballo che le fu maestro, accompagnando con il suo insegnamento prima gli anni del liceo e poi quelli dell’Accademia e seppe, come pochi altri, sostenere da subito e con lucida capacità critica i primi passi dell’arte programmata e cinetica. 

La mostra rimarrà visibile fino al 12 novembre 2017

Grazia Varisco - Allineamenti scorrevoli ricorrenti
Palazzo della Triennale
Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano
A cura di Elena Volpato
Direzione artistica: Edoardo Bonaspetti, Curatore Triennale Arte
6 ottobre - 12 novembre 2017
Inaugurazione: 5 ottobre ore 19.00

giovedì 28 settembre 2017

PuntoCon Festival

Arte, fotografia, performance, workshop, residenze d'artista, mostre, musica, interventi site-specific, installazioni, azioni partecipative e convivialità per PuntoCon Festival che prende avvio a Prato dal 1 ottobre, fino al 12 novembre.

La manifestazione, è promossa e sostenuta dall' Assessorato alla Cultura del Comune di Prato, con il supporto del MiBACT e di SIAE, nell'ambito dell'iniziativa " Sillumina - Copia privata per i giovani, per la cultura".

L'organizzazione del festival è affidata a PuntoCon Contemporaneo Condiviso, una rete di 10 soggetti no-profit operanti nel contemporaneo e si svolgerà in diversi spazi pubblici e privati cittadini. Il progetto è nato con lo scopo di promuovere la valorizzazione del patrimonio culturale, in una logica di sviluppo coordinato del territorio capace di generare nuovi percorsi turistici e in dialogo diretto con la popolazione residente. Un'idea che mette al primo posto il rafforzamento dell'identità di Prato come cantiere e luogo di produzione della cultura contemporanea.

Gli spazi e i soggetti coinvolti a oggi nella rete sono:Artforms, Associazione[chi-na],C.U.T Circuito Urbano Temporaneo, Dryphoto Arte Contemporanea, Kinkaleri_spazioK,Lato - MOO, Lottozero, Sedici, Studio Corte 17, StudioMDT.

PuntoCon Festival si svolge in "luoghi sensibili" del tessuto urbano: dal centro alla periferia, fino a un percorso di archeologia industriale lungo la Val di Bisenzio si snoda il racconto di una città, del suo territorio, dei suoi abitanti e delle trasformazioni in atto, in cui i tradizionali ambienti di lavoro diventano luoghi di produzione culturale.
Molti degli spazi che ospiteranno le attività sono ex-opifici trasformati in studi e gallerie, emergenze di archeologia industriale o fabbriche ancora in attività.

Tanti i partner istituzionali, oltre al Comune di Prato: MiBACT, Regione Toscana, SIAE , numerose associazioni, istituzioni museali e privati.

I protagonisti di PuntoCon Festival 2017 : Robin Darius Dolatyari , Chloe Rozycka Sapelkin, Samantha Bertoldi, Eva Sauer, Daniela Frongia, Dario Gentili, Giuseppe Renda, Flavia Bucci, Carmina Melania Tramite, Alena Tonelli, Cristian Chironi, Giulia di Michele, Lori Lako, Elena Mazzi/SaraTirelli, Valentina Lapolla, Anaisa Franco, Albien Alushaj, Andisheh Bagherzadeh, Francesca Catastini, Devid Ciampalini, Golnar Dashti, Maria M. G. Deval, Arbër Elezi, Dania Menafra, Moallaseconda, Matias Reyes, Baldassarre Ruspoli, Studio Lievito, Raffaele Di Vaia, Alessandra Panerai, Stefano Tondo, Franco Menicagli, Chiara Bettazzi, Lorenzo Banci, Paolo Meoni, Dario Bosio, Giovanni Lami, Stregoni, now!, Tempo Reale.


Tutti gli eventi sono a ingresso libero
Info e calendario https://www.facebook.com/contemporaneocondiviso.con/

mercoledì 27 settembre 2017

La Bocca dell’Etna – E Version

Dopo aver più volte stupito la critica e la stampa internazionale, e dopo aver ricevuto dalla rivista inglese 'Luxury News' il soprannome di 'Moderno Leonardo da Vinci', adesso l’artista italiano Cesare Catania si prepara per la sua prossima esposizione a Montecarlo con un’opera unica nel suo genere. 

L’artista italiano è stato infatti di recente ispirato dal daltonismo per creare la sua ultima scultura, realizzata in silicone e acciaio. Ed e’ cosi che l’opera numero 57 intitolata “La Bocca dell’Etna – E Version” è stata realizzata e concepita da Cesare Catania, proprio per enfatizzare i caratteri visivi delle persone affette dalla sindrome di Dalton. 

Per la prima volta nell' arte contemporanea l’artista valorizza la propria opera plasmandola sullo spettro visivo dei daltonici, che sono più di 300 milioni in tutto il mondo. "Con questa opera ho voluto provare a superare le barriere visive che obbligano le persone affette da sindrome di Dalton a vedere una realtà differente da quella comune, ma non per questo meno attraente". "Lo stesso Vincent Van Gogh, maestro indiscusso nell’uso del colore, era daltonico" continua Catania. "Sinceramente non vedo il daltonismo come un difetto: lo definirei più una caratteristica. 

Non c’è cosa più affascinante che pensare alla propria opera d’arte che cambia colore a seconda del punto di vista da cui la si osserva. Lo stesso Andy Warhol aveva sperimentato con la sua Marilyn Monroe come, pur cambiando la tavolozza dei colori, l’icona del mito americano rimaneva inalterata". L’opera verrà presentata per la prima volta a livello mondiale a fine settembre 2017 durante il Boat Show di Montecarlo all’interno dell’evento 'Top Marques Watches 2017', nella sala espositiva dell’Hermitage Hotel

"La frase 'Art for everyone' ha per me un duplice significato, 'arte rivolta a tutto il mondo' e 'arte considerata tale da chiunque la osservi', indipendentemente dai propri filtri culturali, sociali o addirittura fisiologici. Se ognuno di noi vedesse i colori del mondo a modo proprio vivremmo in un mondo senza pregiudizi" conclude Cesare Catania.   

martedì 26 settembre 2017

Premio Nazionale delle Arti 2016-17 – Sezione design

CONVOCAZIONE ALLA CONFERENZA STAMPA DI
 
FUTURE IS DESIGN
XII EDIZIONE PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI 2016-17 - SEZIONE DESIGN

GIOVEDì 28 SETTEMBRE, ORE 11:00 

AULA MAGNA ISIA FAENZA – DESIGN&COMUNICAZIONE 

Corso Mazzini 93, Faenza 


Interverranno durante la conferenza stampa:
 
- Dott. Massimo Isola – Vicesindaco e Assessore alla cultura, ceramica, università e alta formazione, turismo del Comune di Faenza;
- Giovanna Cassese – Presidente ISIA Faenza
- Marinella Paderni – Direttore ISIA Faenza
- Eugenio Emiliani – Presidente Fondazione MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza
- Claudia Casali – Direttore del MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza


A seguire il programma della mattinata:

Ore 11:30 visita alla mostra dei progetti finalisti in concorso presso ISIA Faenza, Corso Mazzini 93, Faenza
Ore 12:00 preview della mostra “BUILDERS OF TOMORROW”. Immaginare il futuro tra design e arte” presso la sala del seminterrato del MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Viale Alfredo Baccarini 19, Faenza
La XII edizione del “Premio Nazionale delle Arti 2016-17 – Sezione design” dal titolo Future is Design, si terrà a Faenza dal 28 settembre al 15 ottobre.
La nuova edizione del Premio, ideata e organizzata da ISIA Faenza Design & Comunicazione nasce grazie al lungimirante lavoro a quattro mani di Giovanna Cassesepresidente dell’Istituto Superiore Industrie Artistiche Design e Comunicazione di Faenza, e Marinella Paderni, direttore dello stesso.
Future is design ha visto una forte e significativa partecipazione, distinguendosi dalle altre edizioni per l’innovativa proposta culturale, che vedrà un programma ricco e variegato di eventi collaterali sparsi per la città di Faenza.

venerdì 22 settembre 2017

Aliquid

La galleria GINOMONTI arte contemporanea presenta dal 23 settembre al 31 ottobre 2017 Aliquid, mostra collettiva di fotografia a cura di Gabriele Perretta

Saranno esposte opere di Claudio ABATE, Chan-Hyo BAE, Jean-Paul BRUN, Gerald BRUNEAU, Maurizio CESARINI, James COLLINS, Michel COMTE, Enzo CUCCHI, Giorgio CUTINI, Francesco DI LORETO, Mario DONDERO, Eriberto GUIDI, Angelo IODICE, Giuliana LAPORTELLA, Sergio MARCELLI, Helmut NEWTON, Dino PEDRIALI, Claudio PENNA, Jerry SCHATZBERG, Cindy SHERMAN, Vibeke TANDBERG. 

Nel testo critico contenuto nel catalogo della mostra, il critico e curatore Gabriele Perretta scrive: «La fotografia è un tentativo di raggiungere la sproporzione sociale, la liceità, la dissociazione, l’arterità, in quanto non deve piacere, né deve calmare e coordinare; la fotografia è la spoliazione del vero e del fascinoso, perché deve inchiodare l’intelligenza e costringerla ad analizzare. La fotografia, inoltre, è trazione verso l’Aliquid: stile, figuralità, espressione, concretezza, messaggio, movimento e, inevitabilmente tecnica ed esperienza, che danno luogo “all’un po’ profano” e alla rinuncia all’estetico, perché insieme debbono indirizzare al conflitto amoroso e al progresso. Un confronto tra alcuni dei più attenti fotografi fa emergere la materialità del testo fotografico come luogo di produzione di pratiche significanti, incrociate e stratificate fino a determinare, appunto, un “fotografare”, ma complesso. Osservare questo segno equivale a scomporli, a rompere l’unità immateriale della struttura e del suo Aliquid, facendola rifluire in una pluralità di forme tra loro diverse e contraddittorie: ed è all’interno di queste che si renderà leggibile, infine, la stessa decisiva contraddizione insita nel momento storico. Il suo luogo è stato la Storia: questa mostra raccoglie la maggior parte degli interventi e contributi “là” prodotti nel corso di click tenutisi dalla fine degli anni ’50 all’avvio del nuovo secolo. In questa direzione, la cultura delle immagini della seconda metà del ‘900 e dell’inizio del Ventunesimo, il bianco e nero e il colore, figure emblematiche come quelle dello spettacolo o dell’universo mediale, assumono un nuovo rilievo critico e storico». 

All'inaugurazione saranno presenti alcuni degli artisti esposti; introdurrà la mostra il curatore Gabriele Perretta.

info@galleriaginomonti.it
www.galleriaginomonti.it

mercoledì 20 settembre 2017

SuperNatural

Dal 21 settembre al 20 ottobre 2017, Gilda Contemporary Art di Milano apre la propria programmazione autunnale con una personale di Francesca Romana Pinzari (Perth, 1976), dal titolo SuperNatural

L’esposizione, curata da Cristina Gilda Artese, presenta una serie di opere inedite che indagano il rapporto tra Uomo e Natura, traendo ispirazione da forme del mondo organico, animale, vegetale e minerale. L'artista ricerca e raccoglie la propria "materia prima" nell'ambiente esterno a lei caro, nei pressi della propria abitazione nella campagna romana, procedendo poi alla creazione di manufatti che conservano la loro consistenza materiale, plasmando oggetti tridimensionali in grado di evocare forme riconoscibili, proprio perché appartenenti alla cultura umana, al suo percorso fatto di stratificazione storica e sociale. 

La ricerca svolta da Francesca Romana Pinzari negli ultimi anni si è focalizzata anche sulla realizzazione di opere composte da crini di cavallo e capelli umani. L’utilizzo dell’elemento organico diventa per l’artista una reliquia, un elemento dalla forte valenza magica, in grado di trasferire l’immortalità fisica e non solo spirituale al soggetto raffigurato. Nei suoi lavori più recenti, sono i rami di rovo a dare forma a sculture e installazioni. L’esposizione si snoda nelle sale del piano terra con i lavori appartenenti alla serie Natura Naturans, in cui elementi naturali come arbusti spinosi e foglie intrecciate formeranno leggere sculture, e cristalli di sali e solfati simboleggeranno la mutazione della materia in un percorso di ascesi mistica. 

Al piano superiore della galleria s’incontrano alcuni lavori creati con capelli di donne e uomini. Si tratta di ritratti realizzati con ciocche di capelli, sotto forma di mandala che, nella tradizione religiosa buddista e induista, costituisce la rappresentazione simbolica del cosmo. Chiude idealmente la rassegna una serie di disegni realizzati con solfato di rame su impiallacciatura di legno.


Accompagna la rassegna un catalogo monografico.


FRANCESCA ROMANA PINZARI. SuperNatural
Milano, Gilda Contemporary Art (via San Maurilio 14)
21 settembre - 20 ottobre 2017

Orari: dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 19.
Sabato dalle 10.30 alle 13 e il pomeriggio su appuntamento.

Ingresso libero

Informazioni: tel. 339.4760708;
info@gilda.gallery
www.gilda.gallery

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Marco Olianas, tel. 02 36 755 700 | marco.olianas@clponline.it | www.clponline.it

martedì 19 settembre 2017

Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara

Nell’incantevole cornice del centro storico di Bologna, il 22 settembre 2017 aprono per la prima volta le porte di Palazzo Pallavicini con la grande mostra “Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara”, a cura di Claudio Curcio e promossa dal gruppo Pallavicini S.r.l in collaborazione con Comicon.

Sarà un’esposizione tra le più importanti mai realizzate sulla vasta e celebre produzione artistica del fumettista Milo Manara. L’evento animerà le sale dello storico palazzo – un tempo sede di fasto e corte di importanti personaggi storici – fino al 21 gennaio 2018 e renderà omaggio all’artista con un percorso espositivo di ben circa 130 opere.

PROGRAMMA GIORNATA INAUGURALE - 22 SETTEMBRE 2017:
 
- Ore 10: apertura al pubblico
 
- Ore 15-17, Sala Rosa: il Maestro Milo Manara incontra il pubblico - dediche per i primi 30 che acquistano il catalogo a partire dalle ore 14
 
- Ore 17.00, Sala Rosa: il curatore Claudio Curcio intervista il Maestro Milo Manara in un incontro con il pubblico
 

INFORMAZIONI UTILI
 
Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara
Opere di: Milo Manara
A cura di: Claudio Curcio
Promosso da: Pallavicini S.r.l.
Dove: Palazzo Pallavicini, Via San Felice 24, Bologna


lunedì 18 settembre 2017

Maurizio Diana al Bostrico

Dal 22 settembre al 7 ottobre 2017 presso la " Galleria Il Bostrico" di Albissola Marina espone l'artista Maurizio Diana con la mostra " Maurizio Diana al Bostrico".

Maurizio Diana è pittore e scienziato dell'arte, termine non abusato in quanto la sua prolungata appartenenza alla direzione scientifica dell'ENEA nel settore specializzato alla conservazione dei beni artistici, si è svolta parallelamente al proprio percorso d'artista.

Partito da un approccio figurativo elaborato fra gli anni '60 e '80, che verrà definito dalla critica internazionale come della "figurazione illuminata", si svilupperà in una continua e permanente ricerca,dapprima con il ciclo delle  
“televisioni monotone" fino alla serie "orizzonti" che daranno corpo alla “poetica della transizione”, lucida interpretazione di una condizione dove la luce, giunta al tramonto fa immaginare la percezione di un' ultima luce.

Tutta l'opera di Diana si svolge sull'enigma irrisolto del nostro esistere.


Circolo degli Artisti  
Pozzo Garitta, 32  17012 Albissola Marina (SV)
               
www.circoloartistialbisola.it
circ.artistialbisola@libero.it

domenica 17 settembre 2017

Il Contorno dell'Anima

Presentato con successo il nuovo ciclo pittorico di Vincenzo Nasuto alla galleria La Torena Arte di piazza di Pescheria 1, a Cortona (Ar).

Tante le persone intervenute, venerdì 15 settembre, nello spazio espositivo cortonese per ammirare da vicino “Il Contorno dell'Anima”, un progetto che dopo essere stato esposto nella sede del Consiglio Regionale della Toscana è approdato nella città perla della Val di Chiana.

Vincenzo Nasuto, ricercatore dell'identità dell'anima, ha raccontato al pubblico la genesi della sua indagine durata oltre tre anni, in cui l’artista ha cercato di dare una cornice a uno dei più grandi misteri dell’umanità, qualcosa che tutti sono convinti che esista ma che nessuno può toccare. 

La serata ha visto gli interventi dell'assessore alla Cultura del Comune di Cortona Albano Ricci, del presidente emerito della Camerata dei Poeti di Firenze Lia Bronzi, del presidente del “Premio Lions Club Cortona Corito Clanis” Giuliana Bianchi Caleri, del presidente del “Premio Internazionale Gino Severini Cortona” Lilly Magi e del giornalista culturale e curatore Marco Botti.

L’ingresso ufficiale di Vincenzo Nasuto nella galleria La Torena Arte è stata l’occasione per scoprire anche le “sciarpe d’artista” dell’autore tosco-pugliese, ovvero i meravigliosi foulard con cui egli si è fatto conoscere a livello internazionale e che oggi vanno ad arricchire le collezioni di case di moda e boutique di prestigio.   

www.latorena.com

sabato 16 settembre 2017

Vettor Pisani alla Galleria Cardi di Milano

La Galleria Cardi di Milano, in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli, è lieta di presentare un’importante mostra antologica di Vettor Pisani con opere dagli anni ‘70 agli anni 2000. La mostra è a cura di Piero Tomassoni, con un saggio in catalogo di Achille Bonito Oliva.

Maestro che sfugge agli abituali criteri di classificazione della storiografia dell’arte contemporanea, e che travalica i limiti temporali e poetici degli anni ‘70, Vettor Pisani (Bari, 1934 - Roma, 2011) si definiva architetto, pittore e commediografo.

In mostra a Milano dal 19 settembre al 21 dicembre 2017
Inaugurazione: lunedì 18 settembre, ore 19

Cardi Gallery
Corso di Porta Nuova 38
20121 Milan
t. (+39) 02-45478189

mail@cardigallery.com
www.cardigallery.com

INFO:
Tuesday, 19 September to Thursday, 21 December 2017
Opening: Monday, 18 September, 7-9pm
Monday through Friday, 10am – 7pm. Saturday by appointment


PRESS CONTACTS:
edoardo@cardigallery.com

venerdì 15 settembre 2017

Museums at The ‘Post-Digital’ Turn

AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino annunciano Museums at The ‘Post-Digital’ Turn (I musei alla svolta ‘post-digital’) il primo convegno ideato da AMACI nell’ambito di Museo Ventuno, una nuova piattaforma di ricerca dedicata alle trasformazioni dei musei d’arte contemporanea.

Il 3 e 4 novembre 2017, alle OGR di Torino, Museums at The ‘Post-Digital’ Turn si articolerà in sette diversi momenti di approfondimento con lecture e presentazioni di Claire Bishop (Professore, CUNY Graduate Center, NY), Cécile B. Evans (Artista), Lauren Cornell (Direttore del CCS Bard’s Graduate Program e Chief Curator all’Hessel Museum of Art, NY), Liam Gillick (Artista), Boris Groys (Filosofo e Critico d’Arte), Christiane Paul (Professore Associato, School of Media Studies, The New School; Curatore Aggiunto per Digital Art, Whitney Museum, NY) e Domenico Quaranta (Critico d’Arte, Professore e Curatore). Le sessioni di approfondimento saranno condotte da moderatori come Carolyn Christov-Bakargiev (Direttore, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino), Lorenzo Giusti (Direttore, Museo MAN, Nuoro), Letizia Ragaglia (Direttore, MUSEION, Bolzano), Nicola Ricciardi (Direttore Artistico, OGR, Torino) e Andrea Viliani (Direttore, Museo MADRE, Napoli).

Il convegno includerà anche una sessione scientifica coordinata da Gail Cochrane (Dottoressa, Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Design) e Pier Paolo Peruccio (Professore, Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Design), con panel e contributi di esperti provenienti da prestigiose Università e Istituti internazionali, quali Sara Abram (Coordinatore del settore conservazione arte contemporanea, Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", Scuola di specializzazione avanzata, Torino), Lily Diaz-Kommonen (Professore, Aalto University, Helsinki), Claudio Germak (Professore, Politecnico di Torino), Cecilia Hurley-Griener (Ricercatore e docente, École du Louvre, Parigi), Michael Grugl (Critico e Architetto, Rhode Island School of Design, Providence), Sanneke Stigter (Assistente Professore, Università di Amsterdam), Hélène Vassal (Capo delle collezioni, Centre Pompidou – Professore, École du Louvre, Parigi), Malene Vest Hansen (Professore Associato, Università di Copenhagen) e Victoria Walsh (Professore e Responsabile del programma Curating Contemporary Art, Royal College of Art, Londra).

Data la missione di AMACI – Associazione fondata nel 2003 con lo scopo di promuovere i linguaggi dell’arte contemporanea, di supportare lo sviluppo delle politiche istituzionali per il contemporaneo e di definire linee guida per una comune strategia culturale per i musei d'arte contemporanea – e la nuova e crescente necessità di analizzare le più recenti pratiche museali, Museums at the ‘Post-Digital’ Turn non intende interrogarsi su "cosa sta accadendo?" ma su una questione più urgente e durevole: "quali saranno gli scenari futuri?"

La rivoluzione tecnologica ha posto le istituzioni culturali di fronte a una sfida generazionale che le invita a riscrivere il proprio ruolo e ad aggiornare le proprie pratiche operative. Il convegno vuole affrontare un aspetto cruciale del nostro tempo, che ha portato a un cambiamento radicale nei modi di produrre e fruire le opere d'arte, mettendo il museo d'arte contemporanea di fronte alla necessità di una riflessione approfondita e trasversale. Nell’ultimo decennio le connessioni tra reti e la realtà digitale sono diventati elementi effettivi della vita quotidiana. Tali dimensioni sono state naturalizzate nel nostro modo di pensare l’esistenza, in una visione del mondo che ingloba la totalità del vivere contemporaneo, dal rapporto con gli oggetti alla strutturazione ramificata delle dinamiche sociali. L’arte e il suo sistema hanno recepito questo mutamento - la cosiddetta "svolta post-digitale" - avviando un processo di trasformazione sostanziale.

La condivisione in tempo reale di immagini e informazioni attraverso dispositivi digitali ha portato a una sempre maggiore radicalizzazione della pratica artistica, minando il concetto di unicità a favore di un principio di "interconnessione". Oggi, la visione "online" quasi sempre anticipa quella dal vero (anzi, a volte la sostituisce completamente), e un numero sempre maggiore di opere d’arte viene creato in modo specifico per essere fruito attraverso lo schermo. Le conseguenze di questo fenomeno di moltiplicazione e diffusione mettono in discussione le convenzioni espositive, le dinamiche della mediazione e i ritmi di produzione e legittimazione delle piattaforme tradizionali, a favore di processi più immediati. Il consenso, ottenibile molto più rapidamente che in passato, sembra essere sempre meno espressione di giudizi elaborati e sempre più un problema collettivo di visibilità, di sopravvivenza dell'immagine all'interno del web. Una sfera, quella online, che, in relazione al processo di progressiva integrazione tra spazio fisico e digitale, emerge sempre più come luogo materiale: non una zona virtuale, un'alternativa alla realtà, ma qualcosa di concreto che permea il nostro quotidiano. Non sorprende dunque che all’incursione dei network digitali nelle diverse fasi di produzione e fruizione dell’opera d’arte non stia corrispondendo una nuova fase del percorso di dematerializzazione avviato dalle neoavanguardie, bensì una reinterpretazione del pensiero realista e materialista – da parte di artisti, critici e curatori – in alternativa agli approcci postmodernisti e post-strutturalisti.

All’interno di questa cornice di riferimento, studiosi e esperti invitati da tutto il mondo si confronteranno attorno ad alcuni quesiti fondamentali:
• cosa ha in serbo il futuro per il museo?
• che ruolo può giocare il museo come istituzione nello spazio fisico del web?
• quali cambiamenti sono in atto nelle pratiche curatoriali, nelle strategie espositive, nelle politiche di raccolta, collezionismo e conservazione, nelle tecniche di mediazione e nei sistemi di insegnamento?
• come è cambiata la relazione con il pubblico e quanto continuerà a cambiare negli anni a venire?
• quali risultati – in termini di consenso, incidenza, capacità persuasiva e critica dei progetti museali – è giusto aspettarsi da un sistema di fruizione e ratifica sempre più "esternalizzato"?
• quale ruolo potrà giocare la storia dell’arte negli anni a venire e in che modo dialogherà con l’azione sempre più fluida dei musei?

Il convegno sarà ospitato all'interno delle OGR - Officine Grandi Riparazioni di Torino, nuovo centro di produzione culturale e di sperimentazione interdisciplinare di oltre 35.000 metri quadrati, che inaugurerà il 30 settembre 2017 grazie al sostegno fondamentale della Fondazione CRT. L'approfondita esplorazione dei vari ambiti di funzionamento del museo d'arte contemporanea è un tema fondamentale sia del convegno che del luogo che ospiterà l'evento. OGR è infatti il risultato dell'ambizione di riunire due anime, quella della ricerca artistica e quella dell'innovazione, mettendo assieme le idee e i valori della creatività con gli strumenti e i linguaggi delle nuove tecnologie all'interno di un suggestivo scenario architettonico post-industriale.

Il convegno si terrà in inglese, con la possibilità di traduzione simultanea in italiano.
Gli atti verranno pubblicati da Mousse Publishing in due lingue come parte del primo numero della collana dal titolo Museo Ventuno – Museum Twenty One.

Il convegno è realizzato con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di ICOM Italia, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

Programma completo al link: http://www.amaci.org/attivita/museo-ventuno-una-piattaforma-di-ricerca-sui-musei-del-ventunesimo-secolo


AMACI
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Lara Facco – Comunicazione AMACI
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mercoledì 13 settembre 2017

La forma della bellezza

A Pienza (Siena), presso Palazzo Salomone Piccolomini, prende il via il progetto “Giovani artisti e il Classico” ideato da Roggero Roggeri e Sara Mammana, che vede, ogni anno, l’allestimento di due esposizioni dedicate ai migliori allievi delle accademie italiane ed estere.

La manifestazione debutta con la collettiva “La forma della bellezza”, visibile dal 16 settembre all’8 ottobre e organizzata da Biagiotti per l’Arte, che vede protagonisti sedici artisti selezionati della Florence Academy of Art di Firenze, istituzione di prestigio internazionale, nata oltre 25 anni fa. Gli artisti scelti provengono da dodici paesi, dall’India alla Corea, dagli Stati Uniti all’Australia, oltre che da varie nazioni europee.

Come spiega il curatore Roggeri «Del resto, nel contesto dell’unica vera Città Ideale del Rinascimento: Pienza, questa manifestazione diviene un omaggio al prezioso insegnamento e alla grande eredità culturale che il papa umanista Pio II ha voluto, in maniera indelebile, imprimere nella propria città natale che, grazie ad un progetto unico e irripetibile, ha assunto le vesti di un complesso urbano esteticamente perfetto, in cui le leggi matematiche dell’armonia fungono ancora oggi da comune denominatore per l’emanazione di una bellezza sempre potente e ancora attuale».

La rassegna intende sottolineare come la bellezza formale basata sui canoni armonici dell’estetica classica antica, sia ancora capace, oltrepassando le mode, di affascinare l’uomo moderno, sempre più bisognoso, in un contesto di forte crisi identitaria politico-culturale, di un modello di bellezza autentica ed ideale.



martedì 12 settembre 2017

Iron Levels a Gagosian

Gagosian è lieta di presentare Iron Levels, una mostra di nuove opere dell’artista francese Davide Balula (Vila Dum Santo, Portogallo, 1978).

Surreale, ironico e impegnato, il lavoro di Balula esamina l’interrelazione tra filosofia, fenomenologia e fisica.

Per la sede romana della galleria Gagosian, l’artista ha creato uno speciale percorso esperienziale, intimamente connesso con l’architettura dello spazio.

All’ingresso i visitatori sono invitati ad attraversare un metal detector il quale, - rivelando il metallo e il materiale non-corporeo come chiavi, monete e cellulare ormai considerati un’estensione di noi stessi, - funge da portale che separa lo spazio idealizzato della galleria dal mondo esterno.

Nella prima sala il pubblico è libero di prendere in mano delle sfere di acciaio poste in contenitori d’eccezione:  scolpiti da artigiani locali in travertino, rievocano la morbidezza, le curve della pelle e la resa anatomica dei Maestri scultori italiani.

La sfera e il suo supporto esplorano l’equilibrio gravitazionale tra il corpo e la Terra, invitando a riflettere sul peso, la massa e la densità.

La sala ovale della galleria ospita una nuova serie dei noti Burnt Paintings di Balula, realizzati appositamente per l’ampia curva della parete principale. Queste opere presentano due elementi binari: il residuo di carbone che resta dal legno bruciato, e  l’impronta su tela lasciata dallo stesso carbone. In gruppi di due, tre o quattro elementi per opera, questi “dipinti” vivono in una stretta relazione di positivo e negativo come nella fotografia o nel processo di stampa. Il metodo di creazione del carbone è lento e continuo con un graduale aumento e diminuzione della temperatura, in modo che il legno non diventi cenere ma possa essere bruciato ancora.

I Burnt Paintings esaminano la ciclica, quasi alchemica, trasformazione di energia in natura, fenomeno fondamentale nel lavoro di Balula. 


Gagosian
Via Francesco Crispi 16
00187 Roma
+39 06 42086498 - roma@gagosian.com

lunedì 11 settembre 2017

Per un buon uso delle rovine

Per un buon uso delle rovine, la prima personale di Franco Guerzoni da Monitor, si inscrive in un arco temporale molto ampio, e prova a stabilire un dialogo tra presente e passato, come se momenti diversi della ricerca di Guerzoni potessero illuminarsi a vicenda.

In questo periodo si colloca infatti uno snodo (per usare un’espressione dell’artista) segnato dall’abbandono della fotografia e dall’approdo alla pittura, il medium che, da più di tre decenni, accompagna il suo percorso.

Gli anni di questo passaggio, a cavallo tra i decenni Settanta e Ottanta e successivi a quelli della collaborazione con l’amico Luigi Ghirri (in cui le fotografie di Ghirri venivano usate dall’artista come base materiale per innesti di frammenti e materiali eterogenei che sembravano provenire dalle stesse immagini indagate) sono fondamentali per comprendere alcuni aspetti della poetica di Guerzoni oggi: l’attaccamento al tema della rovina, intesa come monumento di un tempo muto e immisurabile che per Guerzoni può idealmente appartenere alla classicità ma anche ad un passato vicino, autobiografico (fatto di incontri con i resti di case e archeologie recenti); una pratica che si articola su una serie di gesti e azioni semplici – grattare, trovare, scavare, stampare, sottrarre, aggiungere, asciugare, sabbiare, strappare - che talvolta escludono l’uso del pennello e invitano l’artista a occupare una posizione apparentemente indefinita, sempre tenuta in scacco dall’immagine e subordinata alle sollecitazioni che provengono da essa.

Così se Statue come pietre, pietre come libri sono disegni, dai tratti essenziali e sottili, di statue e siti immaginari che sembrano svilupparsi a partire da alcuni cocci, veri o contraffatti, posati sulla superficie, Spie sono lavori in cui nelle crepe di una lastra di gesso affiorano visi, o anche soltanto occhi, stampati in polvere di carbone, tratti da pitture antiche.

Nelle Carte da viaggio, invece, realizzate tra anni Settanta e Ottanta, i movimenti del colore nascono negli interstizi e nelle pieghe materiali della carta che diventa spesso supporto e si tende, si lacera e si stropiccia.

I dipinti recenti, infine, si impongono per la loro presenza materiale e si presentano come “quasi monocromi”, superfici dove da un tono generale emergono, dagli strati sottostanti, ferite, lacerazioni, bagliori.

Si tratta, in tutti i casi, di strappi d’affresco, una tecnica utilizzata dall’artista dagli anni Ottanta che racchiude i due momenti fondamentali della sua pittura: una di costruzione, basata su un lungo processo di formazione del supporto; e un percorso a ritroso (di falso restauro) nella memoria e nella storia materiale del dipinto, di decostruzione e sottrazione, una specie di archeologia intima e contraffatta, dove il riemergere inaspettato di un frammento, in forma di coccio, mosaico, lacerto (di colore o materiale) può diventare il fulcro energetico di tutto il dipinto.

Accompagnerà la mostra, inoltre, Oeuvre, appunti per un manuale di pittura, volume scritto da Franco Guerzoni con prefazione firmata da Davide Ferri, edito da Skira, che sarà presentato il 13 settembre in occasione del talk presso il Mercato Centrale. Il libro non desidera essere un catalogo, quanto piuttosto una memoria, dedicata alla materialità del fare, che accompagna con riflessioni e pensieri la realizzazione dei dipinti esposti. Il tentativo e anche quello  di riallacciare il lavoro presente a quello dei primi anni ’80, anni nei quali l’autore abbandona il mezzo fotografico come supporto delle sue ricerche a favore di altri orizzonti.

Per un buon uso delle rovine - Franco Guerzoni
A cura di Davide Ferri
Opening MONITOR 14 settembre ore 19-21

13 settembre | 19.00
MERCATO CENTRALE ROMA | Via Giolitti, 36
TALK - Franco Guerzoni, Davide Ferri, Ermanno Cavazzoni, Nicolas Ballario in
conversazione
MONITOR
Via Sforza Cesarini 43a-44 I - Rome Ph 0039.06.39378024
monitor@monitoronline.org


domenica 10 settembre 2017

Futuro Eroico

Ogni individuo nella propria vita, a partire dagli antichi Greci e Romani, prende parte a banchetti, pratica l’eros e percorre la natura, costruisce comportamenti culturali e sociali. Una pratica naturale, quasi sempre condotta con sapienza e conoscenza, talvolta condotta in modo istintivo, addirittura violento; dove i processi comportamentali della conoscenza e della razionalità vengono meno e, il più delle volte, non si riesce ad afferrarne il senso, a non fare la differenza tra la realtà oggettiva e soggettiva cosi come avviene tra gusto, piacere e sensazioni visive. La differenza tra la pratica del piacere nell’eros, del gustare il cibo e dell’attraversare la natura, intesa come passaggio di una realtà fittizia.

Il titolo della mostra Futuro Eroico, suggerisce l'idea di un percorso sensoriale privilegiato, privo di pregiudizi nella pratica del buon convivio, con la possibilità di svelare realtà nascoste alla nostra mente e riportarle ad una dimensione personale di conoscenza.

Una rassegna ai confini tra eros(piacere), cibo(gusto) e natura(sensazione). Scatola Celeste presso Spazio Hortus dal 10 settembre al 7 ottobre 2017

Partecipano: Dasha&Mari, Evita Andujar, Fabio Campagna, Luca Cecioni, Giovanna D'Amico, Maria D'Anna, Gianni Grattacaso, Costabile Guariglia, Federica Limongelli, Giorgia Madonno, Fabio Mariani, Pamela Napoletano, Francesca Scalisi, Enzo Scola, Viviana Vitelli, Xia Ying.

sabato 9 settembre 2017

Arte in Fiera del Levante

La Galleria Formaquattro presenta "Arte in Fiera", in occasione della 81esima edizione della Fiera del Levante, nel nuovo padiglione arredamento.

Le esposizioni sono allestite in 8 stand e prevedono la partecipazione di 13 artisti: 

Stand 186: "Pantoni", personale di Giancarlo Montefusco in arte Jack.
Stand 216: live performance degli artisti Daniele Bruno e Alessandro Suzzi in arte Gods in Love.
Stand 304: esposizione di Angela Consoli e Paolo Tinella.
Stand 347: personale di Pep Marchegiani.
Stand 372: personale di Ido Erani.
Stand 412: "Quattropuntozero", collettiva di Alfredo Briganti, Natalia Bartoli, Alessandra Lama, Myriam Risola.
Stand 455: "Il mio mondo" personale di Antonio Squicciarini.
Stand 481: "Rievolution" personale di Cristina Cara 


Informazioni e contatti

Arte in fiera
81esima Fiera del Levante
Nuovo Padiglione Arredamento

dal 9/09/2017 al 17/09/2017

Contatti:

Formaquattro
Via Argiro n. 73
70121 Bari – Italy
Tel. 0039 080 9675720
info@formaquattro.com
www.formaquattro.com

venerdì 8 settembre 2017

Idee e segni a Perugia

Il Movimento Arte del XXI Secolo inizia a Perugia la stagione autunnale di eventi con una prestigiosa collettiva ospitata dalla Ipso Art Gallery, che opera in un ex Oratorio del 1629, il quale conserva ancora la sacralità del luogo, attestata dalla presenza di una Natività di Giovanni Francesco Bassotti (Assisi, 1600-1665) e di uno splendido Crocefisso ligneo di Giampietro Zuccari, uno dei più grandi intagliatori perugini del Seicento. 

Lo spazio espositivo si trova nel centro storico della città e si avvale della direzione artistica di David Andrea Orsini e della guida del padre Mario. Questo evento si avvale della competenza acquisita in 500 mostre, 350 della Ipso Art Gallery e 150 del Movimento, una buona garanzia per chi deciderà di esporre.


giovedì 7 settembre 2017

Equilibrio Precario / Precarious Balance

Si inaugura venerdì 8 settembre a Venezia la mostra Equilibrio Precario / Precarious Balance bi-personale di Marta Czok Jacek Ludwig Scarso; l'esposizione a cura di Barbara Vincenzi sarà presentata alle ore 18,00 all'interno dello spazio ArteSpazioTempo ubicato in Campo Ghetto Novo, nel cuore del Ghetto Ebraico della Laguna veneta.

Dopo una prima collaborazione al Museo MACRO di Roma, i due artisti si ritrovano insieme con il progetto Equilibrio Precario / Precarious Balance che delinea bene i concetti comuni che uniscono i due interpreti nel raccontarci la precarietà della vita: ambedue si avvalgono di palcoscenici intensamente coreografici che catturano lo spettatore con differenti modalità tecniche ediversi piani di lettura , lontani ma vicini nella sensibilità del percepire l'esistenza dell'uomo in modo così sfuggevole.

Le opere di MartaCzok (nata in Libano nel 1947 da genitori polacchi), si raccontano come scene teatrali in cui gli attori di volta in volta cambiano ruoli, diventando metafora al contempo tragica e ironica dell'attualità, in un'alternanza di visioni tese a una rilettura trasversale dell'esistenza umana, di una storia senza tempo che come una beffa si ripete.

Jacek sente su di sé il peso dell'eredità lasciata ai giovani: la fragilità del provvisorio. Le opere di Jacek Ludwig Scarso, artista multimediale nato a Roma nel 1979, di origini polacco-italiane che vive e lavora a Londra dal 1998, richiamano direttamente il suo background registico nella performance e nel teatro. Si avvale infatti di fotografie, video e installazioni per creare i suoi teatri impossibili con opere che sottendono a situazioni sfuggenti e assurde, interpretando la posizione dell'essere umano in uno spazio artefatto e sempre più effimero.

Arte Spazio Tempo
Fino al 5 novembre 2017
Campo del Ghetto Nuovo 2876-2877, Venezia.
Orari: dal martedì al sabato 11-13 - 15-19. Lunedì e domenica su appuntamento

Siti web:

Per info: 346.0865859

mercoledì 6 settembre 2017

Con L’utopia della mente stellare MICRO riapre la nuova stagione

Con un autunno ricco di mostre, incontri e approfondimenti, MICRO riapre la nuova stagione e sarà Emanuele Parmegiani con “L’utopia della mente stellare” ad aprire i battenti giovedì 21 settembre 2017 con il primo di una lunga serie di eventi espositivi che si prefiggono una fertile contaminazione tra musica, teatro, letteratura e performance.

Con la mostra di Parmegiani riparte dunque il percorso della galleria che da anni porta avanti un progetto finalizzato alla promozione di artisti e personalità emergenti tra più interessanti della scena romana, e della cultura visiva contemporanea.

La personale è curata da Paola Valori e si articola intorno ad un tema universale, che mette al centro l’esistenza dell’uomo. Come un lungo e profondo viaggio la ricerca che conduce Parmegiani all’astrazione è scandita dagli elementi che da sempre contraddistinguono la sua opera: figure stilizzate e primitive, simboli e segni incessanti che affollano le sue ispirazioni tra realismo e fantasia. La mostra, a cui l’artista vuole dare un senso esistenziale con l’emblematico titolo “L’utopia della mente stellare” - ha inizio come un sogno ad occhi aperti, e ripercorre con travolgente vitalità l’intenso vissuto di un artista immaginativo e fuori dalla convenzioni.

L’esposizione riunisce oltre 30 opere selezionate tra le più significative realizzate negli ultimi anni. Come scrive in catalogo Alberto DambruosoLa sua pittura dalle forti tinte espressioniste si caratterizza per un andamento impetuoso del segno, che spesso si ripete in modo ossessivo, altre volte diventa la base sulla quale l’artista appone delle figure di derivazione street art. Libero di muoversi senza alcuna preoccupazione tra l’astratto e il figurativo, Parmegiani si sta distinguendo per un pittura “fresca” e di grande impatto visivo”.

Numerose tele inedite e di grandi dimensioni, in un percorso che non manca di documentare anche un corpus di disegni e di schizzi preparatori, che saranno visibili in una sala a parte, sempre negli orari di galleria. La mostra resterà aperta fino al 31 settembre 2017 nei seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle 11 alle 18 (domenica chiuso).

Come di consueto Micro propone un ricco calendario di eventi e aperture collaterali, il cui programma è visitabile sul sito ufficiale.

Media Partner: Ignorarte
Sponsor tecnico: Casale Del Giglio


Riferimenti organizzativi: MICRO Arti Visive
Info & Contatti: Paola Valori + 39 347 0900625
www.microartivisive.it
info@microartivisive.it


“L’UTOPIA DELLA MENTE STELLARE”
mostra personale di Emanuele Parmegiani
a cura di Paola Valori
21 – 30 settembre 2017
Inaugurazione giovedì 21 settembre alle 18,30

MICRO Arti Visive
Spazio Porta Mazzini |Roma, Viale Mazzini 1




martedì 5 settembre 2017

Lorenzo Barberis

In concomitanza alla 57ª Biennale d'Arte e al 74° Festival del Cinema, arriva a Venezia per la prima volta, proposta dalla Galleria AccorsiArte presso Palazzo Priuli Bon in Campo San Stae, la personale completamente inedita del giovane artista Lorenzo Barberis, classe 1994.

La mostra presenta 10 dipinti inediti del ventitreenne torinese scoperto dalla gallerista Daniela Accorsi: “nonostante la giovane età”, afferma la Accorsi, “ci sono le potenzialità per l'affermazione di un grande artista”.

Dallo studio dei Maestri delle avanguardie artistiche novecentesche, i lavori di Barberis presentano uno stile autentico e già visibilmente consolidato: l'astrazione delle immagini, il rifiuto delle leggi prospettiche, del volume e del chiaroscuro, l'uso espressivo e costruttivo del colore reso con vigore tecnico, connotano un espressionismo astratto identificativo della sua poetica.

Il pubblico ha l'occasione unica di ammirare le tele che finora sono state racchiuse nel laboratorio creativo di Barberis, dipinti in cui le figure prendono vita scomponendosi in piani prospettici. L'artista, indagando la propria interiorità e trasponendola sulla tela, riesce a comunicare allo spettatore tutte le sfaccettature dalla varietà dell'individuo.

Negli straordinari dipinti di Barberis l’occhio di chi guarda non segue uno schema visivo definito, bensì strade percettive in grado di fornire sempre nuove visioni libere da qualsiasi schema mentale, questo grazie ad una stesura casuale del colore che l'artista fa colare da barattoli direttamente sulla tela in maniera spontanea.
In questo modo la pittura risulta materica e semplificata, finalizzata al non coinvolgimento psico-percettivo dello spettatore, il cui sguardo può così perdersi nella ricerca costante di nuovi spunti riflessivi.

Sarà possibile incontrare l’artista e visitare la mostra, con la curatrice e gallerista Daniela Accorsi, venerdì 8 settembre alle ore 11.30.



Lorenzo Barberis
Nato a Torino nel 1994, il giovane pittore piemontese, dopo aver frequentato studi artistici, si laurea nel 2016 presso l'istituto Europeo per il Design di Torino. 
Sensibile al mondo dell'arte fin dai primi anni dell'infanzia grazie ad un ambiente familiare che da tradizione coltiva una forte passione per le arti e la cultura, trova la propria strada nell'arte e piena espressione artistica nella pittura. 
Nel novembre 2016 espone la sua prima personale presso gli spazi della Galleria AccorsiArte a Torino, in concomitanza alla Fiera d'arte torinese Artissima. 
Nel 2017 oltre alla sua personale presso Accorsi Arte è presente, sempre con una personale a Le Dame Gallery di Londra.





Per maggiori informazioni:
Accorsi Arte
T. 342 0929640
www.accorsiarte.com

lunedì 4 settembre 2017

Choosing Colors

Questa è la prima mostra itinerante Choosing Colors. Abbiamo scelto Roma come prima tappa per esporre le opere di artisti contemporanei italiani e internazionali con un unica richiesta: il colore. 

Fotografie, pittura su tela, acquerelli, installazioni e opere materiche e interattive. Fino al 10 settembre sarà possibile visitare la collettiva nella galleria Il Laboratorio in via del Moro 49 a Roma. Prossima tappa il cuore di Parigi a fine settembre!

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 16:00 alle 21:00
Questi gli artisti partecipanti a Roma:

Alessandro Arrigo 
Bulfarini Franco
Dario Calì
Carletti Simona
Ciacchini Graziano
Cinelli Antonio
Cinpoesu Florin Gabriel
Coccia Gianfranco
Contardi Sara (SC-Art)
Corradini Raffaella
Cozza Maria Rosaria
Di Biagio Irene
Difilippo Vito
Flores Angelica
Fratarcangeli Marco
Carmine Frigioni
Genova Mauro
Giannotti Loredana
Illiano Vincenzo
Ingrassia Giovanni
Maestripieri Fabio
Mancino Pasquale e Marta (Pas Mart)
Mattia Morelli
Morreale Sabrina
Ombroso Agnese
Palese Angela
Ilaria Pergolesi
Pierbattisti Tamara (Pita)
Pillai Ivo
Rota Graziella Valeria.
Salerno Antonio
Santi Fabio
Sorbo Emma
Sonia Vecchio (So.Ve)

venerdì 1 settembre 2017

Wolfgang Laib

Dal 3 settembre 2017 al 7 gennaio 2018 il MASI ospita un’importante mostra monografica dedicata a Wolfgang Laib, artista tedesco la cui opera si distingue nel panorama artistico contemporaneo per essenzialità, chiarezza e profondità di pensiero. Il progetto espositivo, elaborato in stretta collaborazione con l’artista, raccoglie 50 opere tra sculture, fotografie, disegni e installazioni che esplorano tutti gli ambiti del suo universo creativo.

La mostra si apre dando spazio a disegni e fotografie, delineando immediatamente il singolare vocabolario artistico di Laib, capace di coniugare con armonia e semplicità una profonda conoscenza di culture e religioni orientali con un’altrettanto intima riflessione sulle le radici del patrimonio culturale occidentale.

Le fotografie realizzate da Laib durante i suoi viaggi in Europa e in Asia compongono un repertorio di forme che prende nuova vita nei suoi essenziali disegni a pastello.  A loro volta i motivi che popolano le opere su carta riecheggiano e si amplificano nelle sculture e installazioni che completano il percorso espositivo, secondo un principio di circolarità e ripetizione paradigmatico dell’opera dell’artista.
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Nell’ampio spazio espositivo del piano -2 dialogano senza barriere opere rappresentative dell’intero percorso artistico di Laib: dalla Milkstone, scultura essenziale che sposa in un equilibrio perfetto la durezza del marmo alla fluidità del latte, presente sin dalle prime esposizioni, alle più recenti strutture in legno ricoperte da rilucente lacca birmana (Untitled, 2003); dalla celeberrima sequenza dei Rice Meals (1983) fino all’imponente ziggurat (Es gibt keine Anfang und kein Ende, 1999) in legno e cera d’api che impressiona con la sua mole e il suo intenso profumo. Prezioso fulcro della mostra è l’ampio e luminoso campo di polline di pino, presenza al tempo stesso effimera e grandiosa, che inevitabilmente invita a meditare sulla ciclicità della natura e la precarietà dell’esistenza, celebrandone al contempo la complessità e la ricchezza.

Significativa è l’attitudine con la quale Laib da sempre si confronta con i  materiali organici e inorganici che rendono inconfondibili le sue opere: il marmo viene scolpito, la cera viene plasmata e il polline disposto in ordinate composizioni senza la presunzione di attribuire alla materia un nuovo valore, bensì con la volontà di essere un tramite che con il suo lavoro rende visibile la bellezza intrinseca ad ogni materiale.

Wolfgang Laib
LAC Lugano Arte e Cultura
3 settembre 2017 - 7 gennaio 2018

A cura di Marco Franciolli, direttore MASI
in collaborazione con Francesca Bernasconi, responsabile sviluppo progetti MASI

Inaugurazione: sabato 2 settembre 2017, ore 17:00