martedì 16 maggio 2017

Lillo Dellino, il pittore, il designer e il fotografo, classe 1943.

Firma questo articolo pubblicato sul n° 9 di Pentagrammi - Rivista di Cultura , Musica, Arte, Ambiente e Società - il noto pittore barese Manlio Chieppa.

Il suo logo era un cavallo alato col passo gagliardo: quel mitologico Pegaso con Bellerofonte, rappresentato nelle sue solite «trasparenze» epidermiche, come fosse tatuato sul corpo del destriero, sulla base di una penna a sfera. A distinguerne eloquentemente le espressioni grafiche, nell’irruenza di ispirazioni artistiche sempre più avvolgenti; a lungo meditate, in una impostazione elegante, di una precisione maniacale che non dava adito a sbavature di sorta. Lillo Dellino il pittore, il designer e il fotografo, classe 1943. Mancato d’improvviso a Parigi nell’ottobre del 2013, in un viaggio che avrebbe unito, ad un traguardo esistenziale, i suoi contatti professionali. Ora ritornano esposte le sue opere; quasi revival o piuttosto doveroso «omaggio» per ricordarlo. Esclusivamente per quella forza inestinguibile della famiglia. 

In una Bari arida e blasfema verso i suoi artisti epocali, ormai nel novero degli estinti. Giacché quanti si susseguono ad amministrarla, in una deriva inarrestabile – non avendo cognizioni culturali dei suoi beni artistici, né conoscenza storica di quanti hanno scritto pagine esaltanti in un Novecento irripetibile – rincorrono la spettacolarizzazione dell’effimero. Il presenzialismo grottesco, la passerella dello star system extramoenia; a succhiarci tutte le risorse sul Capitolo «cultura», di una Regione, che – a differenza di quanto avviene altrove – non valorizza e promuove la propria identità, la storia delle Arti Visive, rappresentata ovunque dai suoi artisti!

Dislocata in tre ambiti cittadini, «Colonnato» dell’ex Provincia (si fa per dire, giacché l’esposizione è stata interrotta più volte, svendendo l’eleganza storico-architettonica del luogo a esecrabile gozzoviglio di parvenu! Lo avevamo anticipa- to: ormai in mano alla sciatteria metropolitana!), «Spazio Giovani» e Museo Nicolaiano. In un «percorso ragionato», con le opere realizzate dall’Artista. Studi, progetti, disegni a pastello, inchiostri, oli e tecniche fotografiche, che hanno spa- ziato dalla memoria storica e celebrativa, con particolare riferimento al culto Nicolaiano, già dal IX Centenario della Tra- slazione del 1987 (in simbiosi con la sua compagna ed artista Carmela Boccasile), a quelli per il Centro Ecumenico O Odigos e relativa impostazione grafica, e tal’altri Organismi Ecclesiali, per riviste, periodici e collane editoriali, sino alla grafica pubblicitaria e committenza promozionale. 

Una sequenza creativa, che ci ha riportato quasi la «presenza» della sua figura, amica e stimata, dal sorriso sornione e una modestia esemplare. Un artista dai modi pacati e sereni, impegnato in molteplici interessi e dalla fervida verve ispirativa. Metodico e pur straordinariamente vulcanico d’idee e scenari, che sapeva ricercare lontano nella storia, rivivendo epoche distanti, per riproporle con la sua gestualità segnica, trascinante. Immerse in atmosfere e teatri iconografici di grande impatto cromatico, a costruire emozioni smarrite. Rinascimentale o barocco, per la sontuosità e l’eleganza avvolgente di un «segno» nitido, morbido e pastoso, a delineare contorni ed immagini favolistiche, di partecipata liricità. 

Con l’aura ridondante di leggende smarrite e riagguantate, nella dissolvenza di neb- bie e crepuscoli; aurore, pregne di brina mattutina al primo raggio di sole ad illuminare l’assunto. I merletti e le pietre bianche di castelli e cattedrali, di una Puglia incarnata. Disegnata in fastose velature in chiaro-scuro, nel gioco di sovrapposizioni, unico ed originale. Com’è stata tutta la sua produzione, costellata da insiemi di tessere colorate, come tanti puzzle o schegge di caleidoscopio, a comporre e scomporre una infinità di allegorie.

Il suo lavoro ha trovato la giusta eredità nel figlio Dario (classe’74, saggistaescrittore), che ha fondato Segni&Disegni, con una vasta gamma di servizi editoriali. Presentando per l’occasione la Monografia dedicata a Lillo: prima opera per la Collana Editoriale «Non ti scordar di me» – Ed. Così&Così. Cui auspichiamo – stante i presupposti del titolo – possa segnare un incentivo ad una rinascita cultural-artistica in questa regione asfittica, risvegliando le coscienze imbelli, per il futuro delle nuove generazioni.