martedì 21 febbraio 2017

Caterina Giansiracusa alla Galleria d'Arte Contemporanea "Museo Nuova Era"

Mostra personale di Caterina Giansiracusa alla Galleria d'Arte Contemporanea "Museo Nuova Era" dal 24 febbraio al 5 aprile 2017

Caterina Giansiracusa vive e lavora a Torino. Si è formata in scultura e arti visive all'Accademia Albertina della Belle Arti di Torino e al Burg Giebichenstein Kunsthochschule a Halle (Saale), in Germania.

La sua ricerca artistica parte dall'osservazione dei movimenti del corpo nello spazio, con particolare attenzione allo spazio abitativo e alla vita quotidiana ed è volta a indagare e ridefinire la percezione comune di ciò che intendiamo per "paesaggio" e "ambiente".

Al lavoro d'artista affianca periodi di assistenza presso altri artisti.
Nel 2016 ha partecipato al progetto OpenGround2016, un seminario di formazione per artisti e curatori, ideato da State of Concept (Atene) e Lettera27 (Milano) a cura di Cristina Perillo e Myrto Katsimicha.

Nel 2015 ha collaborato con il collettivo DeviAzioni partecipando con l'installazione reLIVE a Smartrams1 a cura di Daniela Petrone e a per/FORMARE, un progetto di MASBEDO, a cura del Dipartimento Educazione della Fondazione Merz.

Nel 2013 ha curato insieme ad Annalisa Zegna il progetto sperimentale A.N.G.A.R. in residenza presso Villa Mossa a Occhieppo Superiore (BI).


Caterina Giansiracusa
Museo Nuova Era | Galleria d'Arte Contemporanea

Opening > venerdì 24 febbraio ore 19.00 
Periodo espositivo: dal 24 febbraio al 5 aprile 2017
www.museonuovaera.com
museonuovaera@alice.it


lunedì 20 febbraio 2017

I migliori oggetti della nostra vita

Giovedì 23 febbraio, ore 18.30, un nuovo incontro del Circolo dei Lettori – Fondazione Adolfo Pini, dedicato al libro di Marta Boneschi dal titolo: I migliori oggetti della nostra vita.

Questo magnifico libro, pubblicato da Il Mulino, è l’occasione per raccontare la storia di quegli oggetti che hanno condizionato e rivoluzionato i nostri comportamenti. L’autrice ne parlerà con l’acuto e brillante osservatore di moda, costume e società, Antonio Mancinelli.

Gli oggetti raccontano i cambiamenti e il Novecento è stato un secolo che ne ha prodotti un’inaudita quantità: dal frigidaire al minipimer, dall’automobile al juke box, dallo scooter all’iPhone, dalla bicicletta ai catini di plastica. Attraverso questo incontro vedremo quali sono state le “cose” che hanno attraversato la nostra esistenza, rendendola così diversa da quella di nonni e genitori. Parleremo di design e costume, storia e moda, sociologia e antropologia, e le bellissime immagini del libro ci porteranno lontano nel tempo, alla ricerca degli oggetti perduti.



Ufficio stampa Fondazione Adolfo Pini 
ddl studio T +39 02 8905.2365 

Alessandra de Antonellis  
E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net T 339 3637.388

Laura Cometa 
E-mail: laura.cometa@ddlstudio.net  T 327 1778443


sabato 18 febbraio 2017

Soft Sea

The exhibition is the first of a series of events entitled ShowCase, a series of exhibitions that sees the collaboration of different galleries across the region to present solo shows or curatorial projects designed by the galleries themselves – in the spaces of the Project Room. 

The first appointment of this project is “Mare Morbido” (“Soft Sea”) by Mariantonietta Bagliato, curated by Gaia Valentino and promoted by Bluorg Gallery in Bari. 

The installation, sea made of fabric, draws its inspiration from real life events, almost as if it were looking for a fairly tale ending to the  frequent tragedies of today’s world. The pieces of fabric are offcuts of daily life, which have that suggestive power of mirroring people’s image, just like  the sea, which becomes human like the border it represents and that must be crossed. [MORE]


venerdì 17 febbraio 2017

Cercando fiori mai visti

La galleria d'arte contemporanea Intragallery ha il piacere di presentare la mostra di Roberto Caracciolo "Cercando fiori mai visti", a cura di Pia Candinas. Il vernissage è in programma sabato 25 febbraio 2017, dalle ore 11.00 alle ore 13.30, presso Intragallery (via Cavallerizza a Chiaia, 57, Napoli). La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo 2017 dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19.30, e il sabato dalle 10.30 alle 13.30.

Nato negli Stati Uniti nel 1960, Caracciolo vive e lavora a Roma. Le sue origini sono napoletane e francesi; come artista sono forse da rintracciare nella lontana Dinastia Tang (618-907) oppure nel poeta giapponese Saigyō  del dodicesimo secolo, autore del titolo scelto per questa mostra. Questi maestri orientali, inventori di un'arte della semplicità, della contemplazione della natura, del desiderio di purezza e dell'alternanza tra parola e silenzio, sono presenti in tutto il lavoro e nell'universo mentale di Caracciolo. 

Se le opere esposte in questa mostra - ovvero le pitture a olio su tela, gli acquarelli su carta e le sculture in ceramica montate sul muro - svelano l'interesse dell'artista per sottili aspetti fisici del mondo materiale, tuttavia la principale attenzione di Caracciolo è rivolta al trascendentale. Egli infatti fa appello al nostro spirito con un'arte che rivela la falsa dicotomia tra astrazione e figurazione.

Il processo creativo è spoglio, semplice e preciso. Non ci sono segreti nell'esecuzione dell'opera: ogni aspetto del processo pittorico è visibile allo stato nudo. Le pennellate sono fatte per essere visibili una per una. L’osservatore è invitato a essere testimone del modo preciso in cui la pittura a olio si posa sulla tela e in cui l'acquarello macchia ed entra dentro la tessitura della carta. La nostra attenzione è catturata e trattenuta da delicate striature e da infinite e calibrate gradazioni di tonalità. Gocce di colore si rivelano tracce di quell'istante passeggero, in cui l'artista mette a fuoco il suo pensiero nel mondo fisico.

Gli effetti casuali non si possono definire non pianificati, la geometria è rigida ma intuitiva e suggerisce il ritmo della natura. Anche i colori essenziali, ovvero il bianco, il nero, il rosso, il verde e il blu, sono usati in maniera parsimoniosa ma intensa allo stesso tempo e sembrano esistere in modo indipendente, come pietre in un giardino giapponese. Le vibrazioni cromatiche che emanano dalle opere di Caracciolo ci invitano a dedicare del tempo alla contemplazioni silenziosa.

Roberto Caracciolo è proteso verso la natura e la sua rappresentazione nell’arte, e nella poesia, che "da sempre parte mi aiuta e guida nel lavoro. Mi piace leggere poesie e trarne energia, che mi dia una scintilla da cui far partire un’idea, che sia l’origine di un’immagine". L'artista  si sente particolarmente vicino a Paul Celan, che reputa un poeta enigmatico e dolente. Come Celan, Caracciolo è un poeta della tonalità, del tocco, delle proporzioni raffinate, che esalta un mestiere antico e, a lui, sacro.

BREVE BIO
Roberto Caracciolo ha studiato al United World College of the Atlantic, nel Galles; all’Istituto d'Arte di Urbino; e alla New York Studio School. Dal 1982 al 1984 Caracciolo ha lavorato come aiuto scenografo per Dante Ferretti. Dal 1985 ha iniziato a mostrare la sue opere in gallerie private e in altre istituzioni pubbliche e private sia in Italia che all’estero. Tra le sue mostre personali citiamo quelle presso la Galleria Belvedere e la Galleria Grossetti di Milano, la André Emmerich Gallery, la Earl McGrath Gallery e la Loretta Howard Gallery di New York e la Blancpain Stepczynski di Ginevra.

Roberto Caracciolo ha insegnato alla Loyola University Chicago di Roma, alla Cornell University Rome, alla New York University di Firenze, dal 2007 è professore di disegno e pittura presso la Temple University Rome Campus, dove collabora anche al programma del Master in Fine Arts; attualmente insegna anche alla School of Visual Arts a Roma e alla John Cabot University. Dal 2007 al 2010 è stato l’Arts Liaison dell’American Academy in Rome, dove ha curato una mostra personale di Betty Woodman nel 2010.

giovedì 16 febbraio 2017

Antò: quando il design sposa l’arte

La Galleria Fatto ad Arte presenta la mostra Antò: quando il design sposa l’arte, un omaggio a due donne della ceramica che inaugura proprio l’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.
Antò è l’acronimo di ANTOnia ‘Neto’ Campi e ANTOnella Ravagli, designer/ceramista classe 1921 (Compasso d’Oro alla Carriera nel 2011) e pioniera nella cultura del progetto la prima, artista/ceramista classe 1963 la seconda. Un sodalizio nato nel 2011, tra due personalità creative apparentemente distanti tra loro, ma con un DNA comune – la ceramica – che ha visto nascere e sviluppare una forte e prolifica empatia progettuale e produttiva. Un linguaggio comune che modula e fonde alla perfezione da un lato il senso della composizione e dell’armonia e la propensione verso l’oggettistica della Campi e dall’altro la matericità e il grande formato proprio dell’energia artistica della Ravagli.
La produzione di Antò s’inserisce dunque perfettamente nel percorso di valorizzazione dell’artigianato artistico italiano che la Galleria Fatto ad Arte porta avanti da più di vent’anni e che dal 2016 ha spostato la sua attività da Monza a Milano. 
Nel percorso della galleria è evidente la ricerca costante di temi che indagano il rapporto tra arte, design e artigianato e la mostra Antò: quando il design sposa l’arte, rappresenta l’occasione per approfondire il concetto delle collaborazioni artistiche.
Nei numerosi esempi di collaborazioni designer-artigiano, nella maggior parte dei casi il rapporto si risolve sempre e comunque a favore del designer, a cui si riconosce l’incipit innovativo del prodotto. Diverso valore assume invece il contributo designer-artista, esperienza meno inflazionata, che mette a confronto due maestranze dello stesso calibro i cui modi di avvicinarsi all’opera sono diametralmente opposti.
Ed è questo proprio il caso di Antò, un duo che è riuscito a creare – rigorosamente a quattro mani – un’articolata serie di progetti/realizzazioni definendo un proprio linguaggio, frutto del confronto e dell’incontro tra due esperienze professionali ed espressive differenti, ma che hanno generato una nuova grammatica e sintassi.

In più di cinque anni molte opere sono state realizzate: dalla piccola serie, alla maquette fino al pezzo unico. In mostra varie testimonianze: dai primi Medaglioni, tondi modellati con le particolari argille della Ravagli e decorati con i ‘segni’ della Campi; alla serie dei Libri, di differenti dimensioni, progettati da quest’ultima con le lettere intagliate dell’altra; ai Quadri/tappeto veri e propri quadri materici in cui la terracotta si mescola al gesso dando vita a campiture cromatiche irregolari e astratte; ai Fiori pensati sia come opere d’arte a formare una installazione sia come centri tavola e vasi; per finire con la Scultura da viaggio in serie numerata e le Colonne sistema modulare autoportante, che può comporre sculture di grande formato e quindi opere d’arte, ma anche creare una soluzione d’arredo decorativo e funzionale.

Segnalato da :
Maria Chiara Salvanelli
Via Bocconi 9
20136 Milano
cell + 39 3334580190 tel +39 02 39461253
mariachiara@salvanelli.it

martedì 14 febbraio 2017

Hellmut Seidl

Il 16 febbraio alle ore 15,00 verrà inaugurato presso il Circolo sottoufficiali del 36° stormo caccia” dell’aeronautica militare di Gioia del Colle (BA) la mostra "Hellmut Seidl".


venerdì 10 febbraio 2017

Non sono di gesso per Baci in Galleria

Dopo il successo delle scorse edizioni, torna l’evento promosso dalla GAMeC in occasione della festa degli innamorati: «Baci in Galleria» sarà ospitato quest’anno all’interno della grande antologica dedicata a Mario Cresci, appena inaugurata.

Il sottotitolo di questa edizione, «Non sono di gesso!», fa riferimento alla suggestiva cornice in cui si svolgerà l’evento: lo Spazio Zero del museo, allestito con i modelli ottocenteschi in gesso dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara che danno vita all’opera di Cresci «Ipsa ruina docet».

Attraverso queste statue – già protagoniste nel 1996 di un’emozionante installazione al Teatro Sociale di Bergamo – Cresci mette in scena ex novo il rapporto tra classico e moderno, sollecitando una riflessione sul significato dei modelli nella cultura umanistica.

Gli innamorati saranno invitati a individuare il gruppo scultoreo che più rappresenta la natura del loro amore e a scattarsi un selfie con l’opera scelta: rassicuranti e autorevoli come la «Matrona romana», perennemente in conflitto come i «Lottatori», narcisisti e venerati come «Antinoo», o cacciatori come «Perseo»?

Scopritelo alla GAMeC, martedì 14 febbraio, dalle 19 alle 23: potrete partecipare all’evento e visitare la mostra con un ingresso speciale 2x1 (€ 4,00 a coppia). Inoltre, un gadget in omaggio per tutte le coppie!

#nonsonodigesso
#baciingalleria

martedì 7 febbraio 2017

COCO N.5 “RISE OF THE VOID”

Giovedì 9 febbraio 2017  Le Dictateur riapre le porte e scopre la sua  nuova sede espositiva: all’interno del  palazzo Liberty FuturDome, meta di riferimento e di incontro per gli artisti milanesi che aderirono al Futurismo. 

In occasione dell’attesa riapertura,  Le Dictateur e  Belvedere Vodka, storico e consolidato partner dello Spazio, presentano in anteprima assoluta  COCO N.5 “RISE OF THE VOID”. Girato nel Parco Archeologico di Paestum, COCO è il progetto, giunto al quinto episodio, di un disco che unisce musica e videoarte, con la creazione complessiva di 8 video e altrettante colonne sonore originali.

Il progetto è stato ideato dall’artista e designer  Federico Pepe - sceneggiatore e regista di tutti i video - e da  Jacopo Benassi - che ne è sempre l’attore protagonista - fotografo e co-autore con il regista  Paolo Sorrentino del libro “Gli aspetti irrilevanti”, appena pubblicato da Mondadori in cui Sorrentino crea 23 racconti partendo da 23 ritratti di Benassi.
Nel montaggio di ogni video è escluso il sonoro e l’opera si dispone ad accogliere di volta in volta il pezzo originale di un compositore, creato partendo dal potere evocativo delle immagini. Il processo rispetto al mondo discografico risulta quindi invertito: prima viene creato il video e successivamente la musica.

A ideare il pezzo per il quinto video sarà uno dei più grandi compositori al mondo:  Teho Teardo, noto al grande pubblico per le colonne sonore di film come “Il Divo” e “L’amico di famiglia” di Paolo Sorrentino, “Denti” di Gabriele Salvatores, La Ragazza del Lago fino a Il Gioiellino di Andrea Molaioli, compresi anche i lavori di Vicari, Cupellini, Chiesa e Incerti. Il musicista si esibirà in una  performance live durante la proiezione del Video RISE OF THE VOID a partire dalle ore 20.00 di giovedì 9 febbraio 2017. Un’occasione imperdibile per il pubblico per vedere il video che, prima del completamento dell’intero progetto, sarà reso visibile solo in occasione di festival internazionali e non verrà trasmesso su alcun canale.

TEHO TEARDO
Teho Teardo è considerato uno dei più grandi compositori al mondo: i suoi lavori nel cinema sono noti a tutti, con le colonne sonore di film come Il Divo e L’amico di famigliaî di Paolo Sorrentino, Dentidi Gabriele Salvatores e La Ragazza del Lago fino a Il Gioiellino di Andrea Molaioli, compresi anche i lavori di Vicari, Cupellini, Chiesa e Incerti. La sua musica ha una fortissima componente cinematicae il suo lavoro è improntato ad un fortissimo feeling con le arti visive. Tra gli importanti riconoscimenti ottenuti, si annovera la vittoria, dopo quattro candidature, del David di Donatello per la colonna sonora de "Il Divo", e il Premio Ennio Morricone come miglior compositore, conferitogli dal Maestro stesso.

JACOPO BENASSI
Fotografo. Collabora con Rolling Stone, GQ, Wired italia, Wired U.S.A, Riders, 11 Freunde, e Crush Fanzine, Dapper Dan,Vice, Almaviva /Le Figaro, Gioia, Purple fr. Nel 2009 l'agenzia 1861 United gli pubblica una monografia monumentale “The Ecology of Image” nel 2011 apre Talkinass- Paper and Records e produce un magazine e dei cd live di artisti della scena underground internazionale.
Collabora con diversi registi come Paolo Sorrentino, Daniele Ciprì, Asia Argento. Collabora con l’artista Federico Pepe con Coco un progetto di musica e videoarte. Nel 2016 fa uscire “Gli aspetti irrilevanti” edito da Mondadori di cui è coautore con Paolo Sorrentino: il regista premio Oscar crea 23 racconti partendo da 23 ritratti di Jacopo Benassi.

FEDERICO PEPE
Artista poliedrico, consapevole che comunicare è sempre di più intrecciare discipline. Educato a muoversi tra pratiche diverse ha lavorato nel corso degli anni per abbattere le separazioni tra arte,
design e advertising. E artista, editore, operatore culturale, designer, e direttore creativo esecutivo del gruppo multinazionale DLVBBDO. Con il fotografo Jacopo Benassi ha creato un innovativa fanzine “The eyes can see what the mouth can not say”. Con Patricia Urquiola firma la collaborazione per la serie di elementi d’arredo CREDENZA. Sempre con Jacopo Benassi ha fondato il progetto di musica e videoarte COCO. Nel 2006 fonda Le Dictateur.

LE DICTATEUR 
Le Dictateur è tra i più dinamici protagonisti della nuova scena indipendente dell’arte italiana. E’ stato fondato nel 2006 come progetto editoriale a cui hanno preso parte, con lavori inediti, i più grandi artisti della scena nazionale e internazionale. Nel 2009 è diventato anche spazio espositivo indipendente con sede in via Nino Bixio. A partire dal 2012 viene inaugurata Le Dictateur Press, casa editrice indipendente. Le Dictateur è stato selezionato dal MoMa di New York nella mostra Millennium Magazine ed è stato tra gli spazi invitati da Cattelan/Gioni/Alemani a No Soul for Sale, la mostra che si è svolta nella Turbine Hall della Tate Modern per celebrare i più importanti spazi indipendenti della scena internazionale. La sua programmazione artistica è stata ospitata presso Family Business di Cattelan/Gioni a Chelsea New York e presso il Palais de Tokyo di Parigi



Segnalato da: 
ddl studio | T  +39 02 8905.2365
Alessandra de Antonellis 
| E-mail:  alessandra.deantonellis@ddlstudio.net  | T 339 3637.388
Ilaria Bolognesi 
| E-mail:  ilaria.bolognesi@ddlstudio.net | T 339 1287.840

lunedì 6 febbraio 2017

Ugallery

Luoghi urbani presi in "prestito", tra contaminazione e ricerca di nuovi linguaggi, che si elevano a spazio espositivo diffuso in cui riversare e promuovere ad un vasto pubblico le Arti a 360°. 

Un contenitore artistico/culturale in cui Arti visive, Short Movies, Teatro e Musica vibrino all’unisono in funzione dell’unico scopo a cui mira, un ritorno al dialogo pubblico/artista, un riavvicinamento tra il linguaggio dello spettatore e quello dell’opera d’Arte contemporanea.

Ugallery prende in prestito spazi pop, mutuandone le dinamiche comunicative e interagendo pubblicamente con chiunque intenda esprimere il proprio punto di vista, al di là dei tecnicismi attraverso cui l’Arte, negli anni, si è resa sempre più avulsa dal concetto popolare di fruizione. 

L’Arte, come megafono, deve essere dotata di mezzi in grado di farne metabolizzarne il ruolo “educativo”, senza il quale ogni città, ogni comunità, ogni civiltà cessa di essere carburante di un meccanismo, diventando di fatto, realtà aride senza possibilità di crescita sociale.



ARTI VISIVE
Delphine Valli
Cristian Biasci
Giuseppe Teofilo
Luca Coser
Mariagrazia Pontorno
Raffaele Fiorella
Alessandro Boezio
Pietro Di Terlizzi
Francisco Cabanzo (Colombia)
Katia Berlantini
Igor Imhoff
Giuseppe Petrilli
Mosè La Cava
Luigi Sardella
Michela Muserra (New York)
Marco Biscardi
Angela Vocale
Alessandro Echevarria (NewYork)
Riccardo Tonti
Francesca Loprieno
Laura Scaringi
Leo Ragno
Valerio Agricola
Rocchina Del Priore
Morena Fortino
Sergio Rubini
Ezio Ferreri
Alberto Reggianini
Maurizio Gabbana
Christian Loretti
Jara Marzulli
Cristina Lotti
Dorian Rex
Eva Belgiovine
Iginio Iurilli
Marina Mancuso
Pietro Mancini
Riccardo Bandiera
Roberta Serenari
Iula Marzulli-Marianna Fumai-Gabriella Cosmo


LIVE SET
H.E.R.
Apulian Blues Foundation
M.U.N.I.
Ciro Famiglietti
SNERV

SHORT MOVIES
ENCOUNTER di Fabrizio Rinaldi
GIOCO DEL SILENZIO di Virginia Mori
LORISdi Matteo Fania
STRIPES di Marco Adabbo
U SU' di Mimmo Mancini
SOTTO CASA di Alessio Lauria

7 YOUNG ARTISTS FOR UG
Adriana De Lisi
Angelo Checchia
Federica Tonti
Raffaele Sarcina
Natascia Vocale
Rachele Sabatino
Hui Huang

Padiglione Nuovo Ente Fiera Foggia
dal 24 al 28 febbraio 2017 



domenica 5 febbraio 2017

Continuità - Dipinti di Carlo Giusto

Sabato 11 febbraio alle 17,30 , presso gli spazi del Circolo degli Artisti e in quello attiguo del Comitato di Rigore Artistico g.c., in Pozzo Garitta, inaugura una mostra antologica del Maestro Carlo Giusto, decano degli artisti savonesi.

Visitabile fino al 26 febbraio 2017, con orari dal martedì alla domenica dalle 17 alle 19; domenica e festivi anche 10  -  12.

"(..) Ho iniziato a dipingere nel 1954 – racconta Giusto-. Prima ho dedicato alcuni anni alla lettura e allo studio della storia dell’arte. Non ho frequentato l’Accademia: volevo essere allievo di me stesso. Un uomo libero. Libertà che conobbi fin dai quattordici anni, quando salii in montagna a combattere coi Partigiani." (..) - Carlo Giusto

"(..) Oggi come ieri, Carlo Giusto trova la sua profonda dimensione ontologica nella pittura. Alla ricerca del “varco montaliano” che chiuda il cerchio, che sveli il segreto di una ricerca continua, dove Giusto ha percorso le strade della sperimentazione restando sempre fedele a se stesso.
Difficile individuare una sintesi, capace di raccontare una vita dedicata all’impegno civile e all’arte. Per questo la mostra, ospitata nella prestigiosa e storica sede del Circolo degli Artisti, a Pozzo Garitta, racconta due momenti precisi dell’'esperienza pittorica che, secondo l'’artista, “chiudono il cerchio. Ma l'’anello vacilla”. (..) " - Silvia Campese
                                                                                  

Continuità - Dipinti di Carlo Giusto
Circolo degli Artisti  
Pozzo Garitta, 32  17012 Albissola Marina (SV)
Dall'11 al 26 febbraio 2017
               
circ.artistialbisola@libero.it



sabato 4 febbraio 2017

Our Place in Space

"Our Place in Space", a cura di Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, propone un viaggio visivo attraverso il Sistema Solare fino ai confini dell'Universo conosciuto, sottolineato dalla percezione interpretativa di dieci artisti italiani - Antonio Abbatepaolo, Marco Bolognesi, Paola Giordano, Ettore Greco, Mario Paschetta, Alessandro Spadari, Marialuisa Tadei, Sara Teresano, Mario Vespasiani, Dania Zanotto - che hanno tratto ispirazione dagli scatti di Hubble Space Telescope

Grazie all'integrazione tra le diverse prospettive offerte da artisti e astronomi, l'esposizione invita a riflettere sul posto occupato dall'umanità nel grande schema dell'Universo. 

La mostra sarà aperta al pubblico a Palazzo Cavalli Franchetti, sede veneziana dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, fino al 17 aprile 2017,  tutti i giorni con orario 10.00-18.00. Ingresso libero. Catalogo Bellati Editore. 

Dopo questa prima tappa a Venezia, "Our Place in Space" sarà trasferita nell'antica cittadina di Chiavenna (SO), dove si svilupperà in numerose sedi, tra le quali Palazzo Vertemate, dal 6 maggio al 27 agosto 2017. In seguito sarà ospitata presso l'ESO Supernova Planetarium & Visitor Centre di Garching di Monaco di Baviera (Germania). Ulteriori tappe sono previste in altre città europee, negli Stati Uniti d'America e in Australia. 

Maggiori informazioni: 
www.spacetelescope.org   
www.stsci.edu   
www.bellatieditore.com 



Segnalato da : CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia




venerdì 3 febbraio 2017

incircolarte: Love and Violence

incircolarte: Love and Violence: Per analizzare e approfondire le molte sfaccettature del binomio Amore e Violenza , la mostra “ Love and Violence ” presenta, oltre all’es...

Love and Violence

Per analizzare e approfondire le molte sfaccettature del binomio Amore e Violenza, la mostra “Love and Violence” presenta, oltre all’esposizione d'arte contemporanea, un’importante rassegna di eventi, conferenze ed incontri che si terranno in Galleria Cavour sempre ad ingresso gratuito. 

Piera De Nicolao , Condominium 1 (2013-2016, foto su pellicola,
 stampa analogica su carta baritata, cm 60x50)
Si comincia giovedì 23 febbraio alle ore 17.30 con una conferenza tenuta dalle filosofe dell’Università di Padova Emanuela Magno “ARTE E TERRORE. Botero su Abu Ghraib” e Silvia Capodivacca “La violenza delle donne. Pratiche di emancipazione alternativa”. In particolare il ciclo di dipinti su Abu Ghraib di Botero è una pagina poco conosciuta, lontana dalle immagini di donne abbondanti e festose che lo hanno reso famoso nel mondo. Ottanta opere con cui Botero ha deciso di comunicare al mondo tutto il suo disgusto e disprezzo alla vista delle immagini delle torture e dell’orrore nel carcere di Abu Ghraib, piccola cittadina a circa 30 km da Bagdad.

Si continua con l’incontro di mercoledì 8 marzo alle ore 17.30 dedicato alla calligrafia e pittura giapponese con la performance dell'artista Shofu Yoshimoto e il contributo del filosofo dell’Università di Padova Alberto Giacomelli. Shofu Yoshimoto, tra i quattro artisti giapponesi presenti in mostra, è un’esponente conosciuta internazionalmente per l'arte calligrafica. Nelle sue opere crea contrasti meravigliosi tra il nero dell'inchiostro giapponese e il bianco della carta vegetale in un mirabile equilibrio di fragilità e forza. 

Mercoledì 15 marzo dalle ore 17.30 si terrà un approfondimento sul tema “L’emancipazione della donna contribuisce al superamento della violenza”. Interverranno: Confartigianato Donne Impresa, la dott.ssa Grazia Carfaglio, Consigliere di Assosomm Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro e Gianpaolo Scarante dell’Università di Padova, diplomatico e ambasciatore. 

Il 17 e 18 marzo si terrà il convegno della Associazione di psicoanalisti Junghiani "VJA" (Viaggi Junghiani Analitici) dal titolo “Amore e Violenza: trauma, dissociazione e cura” in collaborazione con il Centro Junghiano Psicologia Analitica, il Centro Soranzo Mestre, che vedrà la partecipazione di Paolo Santonastaso, dell’Università di Padova e di Umberto Gallimberti, dell’ Università di Venezia.

Giovedì 23 marzo alle ore 17.30 spazio alla fotografia femminile con un focus tenuto dalle curatrici Barbara Codogno e Silvia Prelz. Si esploreranno i linguaggi della fotografia declinata al femminile passando da Francesca Woodman a Diane Arbus senza tralasciare artisti locali come la fotografa padovana Alessandra Toninello.

Chiude il ciclo di incontri la conferenza di giovedì 30 marzo ore 17.30 tenuta dai filosofi dell’Università di Padova Lorenza Bottacin Cantoni e Alberto Giacomelli che approfondiranno il tema della violenza dell’eros a partire da due romanzi in cui la letteratura si intreccia con la sessualità: “La filosofia nel boudoir” (1795) il manifesto più compiuto ed estremo del pensiero di François de Sade  e “Venere in pelliccia” (1870) di Leopold von Sacher Masoch. Due autori che hanno esercitato una notevole influenza in ambito letterario e culturale tanto da dare origine ai termini “sadismo” e “masochismo”. 


LOVE AND VIOLENCE
esposizione di arte contemporanea
a cura di Barbara Codogno e Silvia Prelz
Galleria Cavour - Padova
11 febbraio – 2 aprile 2017
ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00, chiuso il lunedì
ingresso libero


Contatti
www.facebook.com/loveandviolence.artfair | info.loveandviolence@gmail.com 

Comunicazione e relazioni con i media
Angela Forin | Tel. +39 347 1573278 | angela.forin@gmail.com | press@angelaforin.it 

giovedì 2 febbraio 2017

Una mostra imperdibile per i 20 anni del Museo Lia

20 straordinari capolavori raggiungono le raccolte del Museo Lia per un superbo Omaggio nel suo ventennale.

Comunicato Stampa

Serve un po’ di intelligente, illuminata follia per spingere un uomo d’impresa, un “ingegnere”, a spendere il proprio tempo e le proprie risorse, per inseguire la Bellezza creata dagli artisti dei secoli passati. E, una volta messa insieme una collezione di rilievo mondiale, per decidere di donarla alla sua città, La Spezia. 

Vent’anni fa, dall’incontro tra il collezionista e l’amministrazione comunale, nasceva così il Museo Civico “Amedeo Lia” e questa ricorrenza diventa occasione per ricordare- attraverso un elogio alla Bellezza - una grande storia e un grande protagonista.

In questi venti anni sono stati molti tra i maggiori musei internazionali a rivolgersi al Lia per prestiti di opere di rilievo, a conferma di come l’occhio del collezionista, spesso assistito da esperti da lui attentamente individuati, avesse saputo cogliere veramente il meglio, i capolavori autentici, che via via emergevano sul mercato del grande e gradissimo antiquariato.

Oggi, nel ventennale, la città della Spezia ha scelto di onorare la memoria di Amedeo Lia facendo convergere nel magnifico Museo a lui dedicato venti capolavori aggiuntivi, uno per ogni anno del ventennale, ognuno di essi offerto per questo “omaggio collettivo” da un diverso museo che con il Museo Lia ha avuto rapporti scientifici e di scambio.

I 20 sono capolavori scelti sulla base della qualità, ovviamente, ma anche sulla base della loro “assonanza” con le opere patrimonio del Lia. Ospiti di qualità, dunque, e “di famiglia”.

“La risposta dei musei interpellati è stata unanimemente positiva. Il rispetto e la considerazione per il Museo e la sua collezione sono amplissimi e nessuno dei venti musei da noi interpellati ha frapposto alcun ostacolo. Mi sento quindi di dire che il Museo Lia avrà esattamente ciò che per il suo ventennale avevamo pensato e sognato”.

“E impossibile fare una classifica dei prestiti, trattandosi di opere tutte veramente notevoli, afferma il sindaco della Spezia Massimo Federici. Mi limito a citare semplicemente l’elenco nominativo dei grandi maestri che saranno al Lia. Cito artisti come Dosso Dossi, Neri di Bicci, Giovanni da Modena, Annibale Carracci, El Greco, Bramantino, Chardin, Panfilo Nuvolone, Matteo Civitali, Jacopo Bassano, Beato Angelico, Gian Lorenzo Bernini, Giulio Cesare Procaccini, Bergognone, Pontormo, Guercino, Ludovico Carracci. Ma anche alcuni straordinari reperti archeologici o esempi eccelsi di arti applicate, in assonanza appunto alle diverse Collezioni Lia.

A ricevere questi illustri ospiti, saranno le circa 1000 opere di grande varietà, dall’epoca classica, al tardo antico, al Medioevo e per finire al XVIII secolo, che compongono la Collezione Lia. Si tratta di dipinti, miniature, sculture in bronzo, rame, avorio, legno, vetri, maioliche, oggetti d’arte che documentano il gusto e la cultura dell’arte in Italia e in Europa.

Nella collezione i cosiddetti “primitivi” sono una vera gemma, con oltre settanta tavole di Pietro Lorenzetti, Bernardo Daddi, Lippo Memmi, Lippo di Benivieni, Lorenzo di Bicci, Barnaba da Modena, Paolo di Giovanni Fei, il Sassetta; inoltre molte tempere e tele fra cui Vincenzo Foppa, Antonio Vivarini, il Bergognone, un probabile Raffaello giovane, Pontormo, Tiziano, Tintoretto, Sebastiano del Piombo, Giovanni Cariani, Gentile e Giovanni Bellini, Bernardo Bellotto, Canaletto.


A rendere questo superbo “Omaggio” hanno concorso i fiorentini Galleria dell'Accademia, Museo del Bargello, Museo Nazionale di San Marco e Museo Horne, il Museo Civico Medievale di Bologna, il Castello Sforzesco, la Pinacoteca di Brera e il Diocesano per Milano, il lucchese Museo Nazionale di Villa Guinigi, le veneziane Gallerie dell’Accademia, la Carrara di Bergamo, la Galleria Nazionale delle Marche e, da Roma, la Pinacoteca Capitolina, il Museo Nazionale di Palazzo Venezia e la Galleria Borghese, per quanto riguarda l’Italia. L’estero è presente con la Gemaldegalerie di Berlino, il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid, il Musée Jacquemart-André di Parigi e il Städelsches Kunstinstitut di Francoforte. 


Museo Civico "Amedeo Lia"
Via Prione, 234 - 19121 - La Spezia
http://museolia.spezianet.it
Tel. 0187.731100
Fax. 0187.731408

Ufficio stampa: Studio ESSECI di Sergio Campagnolo tel. 049.663499 
Referente Simone Raddi - gestione2@studioesseci.net

mercoledì 1 febbraio 2017

Archives

Il Teatrino di Palazzo Grassi presenta un nuovo ciclo di documentari realizzati dal regista Jef Cornelis dedicati ad alcune delle mostre d'arte contemporanea più significative dagli anni Sessanta a oggi. Questi film rappresentano una rara testimonianza audiovisiva della storia degli eventi espositivi.



Giovedì 8 febbraio alle ore 18 Presentazione di Archives con lo storico dell'arte e curatore Yves Aupetitallot. Segue la proiezione del primo film della rassegna. 

Giovedì 9 e venerdì 10 febbraio dalle ore 11 alle ore 19 Proiezione di una selezione di sette documentari realizzati da Jef Cornelis

Incontro in francese con traduzione simultanea in italiano. Film proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. 

Ingresso libero fino a esaurimento posti.