venerdì 22 settembre 2017

Aliquid

La galleria GINOMONTI arte contemporanea presenta dal 23 settembre al 31 ottobre 2017 Aliquid, mostra collettiva di fotografia a cura di Gabriele Perretta

Saranno esposte opere di Claudio ABATE, Chan-Hyo BAE, Jean-Paul BRUN, Gerald BRUNEAU, Maurizio CESARINI, James COLLINS, Michel COMTE, Enzo CUCCHI, Giorgio CUTINI, Francesco DI LORETO, Mario DONDERO, Eriberto GUIDI, Angelo IODICE, Giuliana LAPORTELLA, Sergio MARCELLI, Helmut NEWTON, Dino PEDRIALI, Claudio PENNA, Jerry SCHATZBERG, Cindy SHERMAN, Vibeke TANDBERG. 

Nel testo critico contenuto nel catalogo della mostra, il critico e curatore Gabriele Perretta scrive: «La fotografia è un tentativo di raggiungere la sproporzione sociale, la liceità, la dissociazione, l’arterità, in quanto non deve piacere, né deve calmare e coordinare; la fotografia è la spoliazione del vero e del fascinoso, perché deve inchiodare l’intelligenza e costringerla ad analizzare. La fotografia, inoltre, è trazione verso l’Aliquid: stile, figuralità, espressione, concretezza, messaggio, movimento e, inevitabilmente tecnica ed esperienza, che danno luogo “all’un po’ profano” e alla rinuncia all’estetico, perché insieme debbono indirizzare al conflitto amoroso e al progresso. Un confronto tra alcuni dei più attenti fotografi fa emergere la materialità del testo fotografico come luogo di produzione di pratiche significanti, incrociate e stratificate fino a determinare, appunto, un “fotografare”, ma complesso. Osservare questo segno equivale a scomporli, a rompere l’unità immateriale della struttura e del suo Aliquid, facendola rifluire in una pluralità di forme tra loro diverse e contraddittorie: ed è all’interno di queste che si renderà leggibile, infine, la stessa decisiva contraddizione insita nel momento storico. Il suo luogo è stato la Storia: questa mostra raccoglie la maggior parte degli interventi e contributi “là” prodotti nel corso di click tenutisi dalla fine degli anni ’50 all’avvio del nuovo secolo. In questa direzione, la cultura delle immagini della seconda metà del ‘900 e dell’inizio del Ventunesimo, il bianco e nero e il colore, figure emblematiche come quelle dello spettacolo o dell’universo mediale, assumono un nuovo rilievo critico e storico». 

All'inaugurazione saranno presenti alcuni degli artisti esposti; introdurrà la mostra il curatore Gabriele Perretta.

info@galleriaginomonti.it
www.galleriaginomonti.it

mercoledì 20 settembre 2017

SuperNatural

Dal 21 settembre al 20 ottobre 2017, Gilda Contemporary Art di Milano apre la propria programmazione autunnale con una personale di Francesca Romana Pinzari (Perth, 1976), dal titolo SuperNatural

L’esposizione, curata da Cristina Gilda Artese, presenta una serie di opere inedite che indagano il rapporto tra Uomo e Natura, traendo ispirazione da forme del mondo organico, animale, vegetale e minerale. L'artista ricerca e raccoglie la propria "materia prima" nell'ambiente esterno a lei caro, nei pressi della propria abitazione nella campagna romana, procedendo poi alla creazione di manufatti che conservano la loro consistenza materiale, plasmando oggetti tridimensionali in grado di evocare forme riconoscibili, proprio perché appartenenti alla cultura umana, al suo percorso fatto di stratificazione storica e sociale. 

La ricerca svolta da Francesca Romana Pinzari negli ultimi anni si è focalizzata anche sulla realizzazione di opere composte da crini di cavallo e capelli umani. L’utilizzo dell’elemento organico diventa per l’artista una reliquia, un elemento dalla forte valenza magica, in grado di trasferire l’immortalità fisica e non solo spirituale al soggetto raffigurato. Nei suoi lavori più recenti, sono i rami di rovo a dare forma a sculture e installazioni. L’esposizione si snoda nelle sale del piano terra con i lavori appartenenti alla serie Natura Naturans, in cui elementi naturali come arbusti spinosi e foglie intrecciate formeranno leggere sculture, e cristalli di sali e solfati simboleggeranno la mutazione della materia in un percorso di ascesi mistica. 

Al piano superiore della galleria s’incontrano alcuni lavori creati con capelli di donne e uomini. Si tratta di ritratti realizzati con ciocche di capelli, sotto forma di mandala che, nella tradizione religiosa buddista e induista, costituisce la rappresentazione simbolica del cosmo. Chiude idealmente la rassegna una serie di disegni realizzati con solfato di rame su impiallacciatura di legno.


Accompagna la rassegna un catalogo monografico.


FRANCESCA ROMANA PINZARI. SuperNatural
Milano, Gilda Contemporary Art (via San Maurilio 14)
21 settembre - 20 ottobre 2017

Orari: dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 19.
Sabato dalle 10.30 alle 13 e il pomeriggio su appuntamento.

Ingresso libero

Informazioni: tel. 339.4760708;
info@gilda.gallery
www.gilda.gallery

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Marco Olianas, tel. 02 36 755 700 | marco.olianas@clponline.it | www.clponline.it

martedì 19 settembre 2017

Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara

Nell’incantevole cornice del centro storico di Bologna, il 22 settembre 2017 aprono per la prima volta le porte di Palazzo Pallavicini con la grande mostra “Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara”, a cura di Claudio Curcio e promossa dal gruppo Pallavicini S.r.l in collaborazione con Comicon.

Sarà un’esposizione tra le più importanti mai realizzate sulla vasta e celebre produzione artistica del fumettista Milo Manara. L’evento animerà le sale dello storico palazzo – un tempo sede di fasto e corte di importanti personaggi storici – fino al 21 gennaio 2018 e renderà omaggio all’artista con un percorso espositivo di ben circa 130 opere.

PROGRAMMA GIORNATA INAUGURALE - 22 SETTEMBRE 2017:
 
- Ore 10: apertura al pubblico
 
- Ore 15-17, Sala Rosa: il Maestro Milo Manara incontra il pubblico - dediche per i primi 30 che acquistano il catalogo a partire dalle ore 14
 
- Ore 17.00, Sala Rosa: il curatore Claudio Curcio intervista il Maestro Milo Manara in un incontro con il pubblico
 

INFORMAZIONI UTILI
 
Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara
Opere di: Milo Manara
A cura di: Claudio Curcio
Promosso da: Pallavicini S.r.l.
Dove: Palazzo Pallavicini, Via San Felice 24, Bologna


lunedì 18 settembre 2017

Maurizio Diana al Bostrico

Dal 22 settembre al 7 ottobre 2017 presso la " Galleria Il Bostrico" di Albissola Marina espone l'artista Maurizio Diana con la mostra " Maurizio Diana al Bostrico".

Maurizio Diana è pittore e scienziato dell'arte, termine non abusato in quanto la sua prolungata appartenenza alla direzione scientifica dell'ENEA nel settore specializzato alla conservazione dei beni artistici, si è svolta parallelamente al proprio percorso d'artista.

Partito da un approccio figurativo elaborato fra gli anni '60 e '80, che verrà definito dalla critica internazionale come della "figurazione illuminata", si svilupperà in una continua e permanente ricerca,dapprima con il ciclo delle  
“televisioni monotone" fino alla serie "orizzonti" che daranno corpo alla “poetica della transizione”, lucida interpretazione di una condizione dove la luce, giunta al tramonto fa immaginare la percezione di un' ultima luce.

Tutta l'opera di Diana si svolge sull'enigma irrisolto del nostro esistere.


Circolo degli Artisti  
Pozzo Garitta, 32  17012 Albissola Marina (SV)
               
www.circoloartistialbisola.it
circ.artistialbisola@libero.it

domenica 17 settembre 2017

Il Contorno dell'Anima

Presentato con successo il nuovo ciclo pittorico di Vincenzo Nasuto alla galleria La Torena Arte di piazza di Pescheria 1, a Cortona (Ar).

Tante le persone intervenute, venerdì 15 settembre, nello spazio espositivo cortonese per ammirare da vicino “Il Contorno dell'Anima”, un progetto che dopo essere stato esposto nella sede del Consiglio Regionale della Toscana è approdato nella città perla della Val di Chiana.

Vincenzo Nasuto, ricercatore dell'identità dell'anima, ha raccontato al pubblico la genesi della sua indagine durata oltre tre anni, in cui l’artista ha cercato di dare una cornice a uno dei più grandi misteri dell’umanità, qualcosa che tutti sono convinti che esista ma che nessuno può toccare. 

La serata ha visto gli interventi dell'assessore alla Cultura del Comune di Cortona Albano Ricci, del presidente emerito della Camerata dei Poeti di Firenze Lia Bronzi, del presidente del “Premio Lions Club Cortona Corito Clanis” Giuliana Bianchi Caleri, del presidente del “Premio Internazionale Gino Severini Cortona” Lilly Magi e del giornalista culturale e curatore Marco Botti.

L’ingresso ufficiale di Vincenzo Nasuto nella galleria La Torena Arte è stata l’occasione per scoprire anche le “sciarpe d’artista” dell’autore tosco-pugliese, ovvero i meravigliosi foulard con cui egli si è fatto conoscere a livello internazionale e che oggi vanno ad arricchire le collezioni di case di moda e boutique di prestigio.   

www.latorena.com

sabato 16 settembre 2017

Vettor Pisani alla Galleria Cardi di Milano

La Galleria Cardi di Milano, in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli, è lieta di presentare un’importante mostra antologica di Vettor Pisani con opere dagli anni ‘70 agli anni 2000. La mostra è a cura di Piero Tomassoni, con un saggio in catalogo di Achille Bonito Oliva.

Maestro che sfugge agli abituali criteri di classificazione della storiografia dell’arte contemporanea, e che travalica i limiti temporali e poetici degli anni ‘70, Vettor Pisani (Bari, 1934 - Roma, 2011) si definiva architetto, pittore e commediografo.

In mostra a Milano dal 19 settembre al 21 dicembre 2017
Inaugurazione: lunedì 18 settembre, ore 19

Cardi Gallery
Corso di Porta Nuova 38
20121 Milan
t. (+39) 02-45478189

mail@cardigallery.com
www.cardigallery.com

INFO:
Tuesday, 19 September to Thursday, 21 December 2017
Opening: Monday, 18 September, 7-9pm
Monday through Friday, 10am – 7pm. Saturday by appointment


PRESS CONTACTS:
edoardo@cardigallery.com

venerdì 15 settembre 2017

Museums at The ‘Post-Digital’ Turn

AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino annunciano Museums at The ‘Post-Digital’ Turn (I musei alla svolta ‘post-digital’) il primo convegno ideato da AMACI nell’ambito di Museo Ventuno, una nuova piattaforma di ricerca dedicata alle trasformazioni dei musei d’arte contemporanea.

Il 3 e 4 novembre 2017, alle OGR di Torino, Museums at The ‘Post-Digital’ Turn si articolerà in sette diversi momenti di approfondimento con lecture e presentazioni di Claire Bishop (Professore, CUNY Graduate Center, NY), Cécile B. Evans (Artista), Lauren Cornell (Direttore del CCS Bard’s Graduate Program e Chief Curator all’Hessel Museum of Art, NY), Liam Gillick (Artista), Boris Groys (Filosofo e Critico d’Arte), Christiane Paul (Professore Associato, School of Media Studies, The New School; Curatore Aggiunto per Digital Art, Whitney Museum, NY) e Domenico Quaranta (Critico d’Arte, Professore e Curatore). Le sessioni di approfondimento saranno condotte da moderatori come Carolyn Christov-Bakargiev (Direttore, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino), Lorenzo Giusti (Direttore, Museo MAN, Nuoro), Letizia Ragaglia (Direttore, MUSEION, Bolzano), Nicola Ricciardi (Direttore Artistico, OGR, Torino) e Andrea Viliani (Direttore, Museo MADRE, Napoli).

Il convegno includerà anche una sessione scientifica coordinata da Gail Cochrane (Dottoressa, Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Design) e Pier Paolo Peruccio (Professore, Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Design), con panel e contributi di esperti provenienti da prestigiose Università e Istituti internazionali, quali Sara Abram (Coordinatore del settore conservazione arte contemporanea, Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", Scuola di specializzazione avanzata, Torino), Lily Diaz-Kommonen (Professore, Aalto University, Helsinki), Claudio Germak (Professore, Politecnico di Torino), Cecilia Hurley-Griener (Ricercatore e docente, École du Louvre, Parigi), Michael Grugl (Critico e Architetto, Rhode Island School of Design, Providence), Sanneke Stigter (Assistente Professore, Università di Amsterdam), Hélène Vassal (Capo delle collezioni, Centre Pompidou – Professore, École du Louvre, Parigi), Malene Vest Hansen (Professore Associato, Università di Copenhagen) e Victoria Walsh (Professore e Responsabile del programma Curating Contemporary Art, Royal College of Art, Londra).

Data la missione di AMACI – Associazione fondata nel 2003 con lo scopo di promuovere i linguaggi dell’arte contemporanea, di supportare lo sviluppo delle politiche istituzionali per il contemporaneo e di definire linee guida per una comune strategia culturale per i musei d'arte contemporanea – e la nuova e crescente necessità di analizzare le più recenti pratiche museali, Museums at the ‘Post-Digital’ Turn non intende interrogarsi su "cosa sta accadendo?" ma su una questione più urgente e durevole: "quali saranno gli scenari futuri?"

La rivoluzione tecnologica ha posto le istituzioni culturali di fronte a una sfida generazionale che le invita a riscrivere il proprio ruolo e ad aggiornare le proprie pratiche operative. Il convegno vuole affrontare un aspetto cruciale del nostro tempo, che ha portato a un cambiamento radicale nei modi di produrre e fruire le opere d'arte, mettendo il museo d'arte contemporanea di fronte alla necessità di una riflessione approfondita e trasversale. Nell’ultimo decennio le connessioni tra reti e la realtà digitale sono diventati elementi effettivi della vita quotidiana. Tali dimensioni sono state naturalizzate nel nostro modo di pensare l’esistenza, in una visione del mondo che ingloba la totalità del vivere contemporaneo, dal rapporto con gli oggetti alla strutturazione ramificata delle dinamiche sociali. L’arte e il suo sistema hanno recepito questo mutamento - la cosiddetta "svolta post-digitale" - avviando un processo di trasformazione sostanziale.

La condivisione in tempo reale di immagini e informazioni attraverso dispositivi digitali ha portato a una sempre maggiore radicalizzazione della pratica artistica, minando il concetto di unicità a favore di un principio di "interconnessione". Oggi, la visione "online" quasi sempre anticipa quella dal vero (anzi, a volte la sostituisce completamente), e un numero sempre maggiore di opere d’arte viene creato in modo specifico per essere fruito attraverso lo schermo. Le conseguenze di questo fenomeno di moltiplicazione e diffusione mettono in discussione le convenzioni espositive, le dinamiche della mediazione e i ritmi di produzione e legittimazione delle piattaforme tradizionali, a favore di processi più immediati. Il consenso, ottenibile molto più rapidamente che in passato, sembra essere sempre meno espressione di giudizi elaborati e sempre più un problema collettivo di visibilità, di sopravvivenza dell'immagine all'interno del web. Una sfera, quella online, che, in relazione al processo di progressiva integrazione tra spazio fisico e digitale, emerge sempre più come luogo materiale: non una zona virtuale, un'alternativa alla realtà, ma qualcosa di concreto che permea il nostro quotidiano. Non sorprende dunque che all’incursione dei network digitali nelle diverse fasi di produzione e fruizione dell’opera d’arte non stia corrispondendo una nuova fase del percorso di dematerializzazione avviato dalle neoavanguardie, bensì una reinterpretazione del pensiero realista e materialista – da parte di artisti, critici e curatori – in alternativa agli approcci postmodernisti e post-strutturalisti.

All’interno di questa cornice di riferimento, studiosi e esperti invitati da tutto il mondo si confronteranno attorno ad alcuni quesiti fondamentali:
• cosa ha in serbo il futuro per il museo?
• che ruolo può giocare il museo come istituzione nello spazio fisico del web?
• quali cambiamenti sono in atto nelle pratiche curatoriali, nelle strategie espositive, nelle politiche di raccolta, collezionismo e conservazione, nelle tecniche di mediazione e nei sistemi di insegnamento?
• come è cambiata la relazione con il pubblico e quanto continuerà a cambiare negli anni a venire?
• quali risultati – in termini di consenso, incidenza, capacità persuasiva e critica dei progetti museali – è giusto aspettarsi da un sistema di fruizione e ratifica sempre più "esternalizzato"?
• quale ruolo potrà giocare la storia dell’arte negli anni a venire e in che modo dialogherà con l’azione sempre più fluida dei musei?

Il convegno sarà ospitato all'interno delle OGR - Officine Grandi Riparazioni di Torino, nuovo centro di produzione culturale e di sperimentazione interdisciplinare di oltre 35.000 metri quadrati, che inaugurerà il 30 settembre 2017 grazie al sostegno fondamentale della Fondazione CRT. L'approfondita esplorazione dei vari ambiti di funzionamento del museo d'arte contemporanea è un tema fondamentale sia del convegno che del luogo che ospiterà l'evento. OGR è infatti il risultato dell'ambizione di riunire due anime, quella della ricerca artistica e quella dell'innovazione, mettendo assieme le idee e i valori della creatività con gli strumenti e i linguaggi delle nuove tecnologie all'interno di un suggestivo scenario architettonico post-industriale.

Il convegno si terrà in inglese, con la possibilità di traduzione simultanea in italiano.
Gli atti verranno pubblicati da Mousse Publishing in due lingue come parte del primo numero della collana dal titolo Museo Ventuno – Museum Twenty One.

Il convegno è realizzato con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di ICOM Italia, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

Programma completo al link: http://www.amaci.org/attivita/museo-ventuno-una-piattaforma-di-ricerca-sui-musei-del-ventunesimo-secolo


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mercoledì 13 settembre 2017

La forma della bellezza

A Pienza (Siena), presso Palazzo Salomone Piccolomini, prende il via il progetto “Giovani artisti e il Classico” ideato da Roggero Roggeri e Sara Mammana, che vede, ogni anno, l’allestimento di due esposizioni dedicate ai migliori allievi delle accademie italiane ed estere.

La manifestazione debutta con la collettiva “La forma della bellezza”, visibile dal 16 settembre all’8 ottobre e organizzata da Biagiotti per l’Arte, che vede protagonisti sedici artisti selezionati della Florence Academy of Art di Firenze, istituzione di prestigio internazionale, nata oltre 25 anni fa. Gli artisti scelti provengono da dodici paesi, dall’India alla Corea, dagli Stati Uniti all’Australia, oltre che da varie nazioni europee.

Come spiega il curatore Roggeri «Del resto, nel contesto dell’unica vera Città Ideale del Rinascimento: Pienza, questa manifestazione diviene un omaggio al prezioso insegnamento e alla grande eredità culturale che il papa umanista Pio II ha voluto, in maniera indelebile, imprimere nella propria città natale che, grazie ad un progetto unico e irripetibile, ha assunto le vesti di un complesso urbano esteticamente perfetto, in cui le leggi matematiche dell’armonia fungono ancora oggi da comune denominatore per l’emanazione di una bellezza sempre potente e ancora attuale».

La rassegna intende sottolineare come la bellezza formale basata sui canoni armonici dell’estetica classica antica, sia ancora capace, oltrepassando le mode, di affascinare l’uomo moderno, sempre più bisognoso, in un contesto di forte crisi identitaria politico-culturale, di un modello di bellezza autentica ed ideale.



martedì 12 settembre 2017

Iron Levels a Gagosian

Gagosian è lieta di presentare Iron Levels, una mostra di nuove opere dell’artista francese Davide Balula (Vila Dum Santo, Portogallo, 1978).

Surreale, ironico e impegnato, il lavoro di Balula esamina l’interrelazione tra filosofia, fenomenologia e fisica.

Per la sede romana della galleria Gagosian, l’artista ha creato uno speciale percorso esperienziale, intimamente connesso con l’architettura dello spazio.

All’ingresso i visitatori sono invitati ad attraversare un metal detector il quale, - rivelando il metallo e il materiale non-corporeo come chiavi, monete e cellulare ormai considerati un’estensione di noi stessi, - funge da portale che separa lo spazio idealizzato della galleria dal mondo esterno.

Nella prima sala il pubblico è libero di prendere in mano delle sfere di acciaio poste in contenitori d’eccezione:  scolpiti da artigiani locali in travertino, rievocano la morbidezza, le curve della pelle e la resa anatomica dei Maestri scultori italiani.

La sfera e il suo supporto esplorano l’equilibrio gravitazionale tra il corpo e la Terra, invitando a riflettere sul peso, la massa e la densità.

La sala ovale della galleria ospita una nuova serie dei noti Burnt Paintings di Balula, realizzati appositamente per l’ampia curva della parete principale. Queste opere presentano due elementi binari: il residuo di carbone che resta dal legno bruciato, e  l’impronta su tela lasciata dallo stesso carbone. In gruppi di due, tre o quattro elementi per opera, questi “dipinti” vivono in una stretta relazione di positivo e negativo come nella fotografia o nel processo di stampa. Il metodo di creazione del carbone è lento e continuo con un graduale aumento e diminuzione della temperatura, in modo che il legno non diventi cenere ma possa essere bruciato ancora.

I Burnt Paintings esaminano la ciclica, quasi alchemica, trasformazione di energia in natura, fenomeno fondamentale nel lavoro di Balula. 


Gagosian
Via Francesco Crispi 16
00187 Roma
+39 06 42086498 - roma@gagosian.com

lunedì 11 settembre 2017

Per un buon uso delle rovine

Per un buon uso delle rovine, la prima personale di Franco Guerzoni da Monitor, si inscrive in un arco temporale molto ampio, e prova a stabilire un dialogo tra presente e passato, come se momenti diversi della ricerca di Guerzoni potessero illuminarsi a vicenda.

In questo periodo si colloca infatti uno snodo (per usare un’espressione dell’artista) segnato dall’abbandono della fotografia e dall’approdo alla pittura, il medium che, da più di tre decenni, accompagna il suo percorso.

Gli anni di questo passaggio, a cavallo tra i decenni Settanta e Ottanta e successivi a quelli della collaborazione con l’amico Luigi Ghirri (in cui le fotografie di Ghirri venivano usate dall’artista come base materiale per innesti di frammenti e materiali eterogenei che sembravano provenire dalle stesse immagini indagate) sono fondamentali per comprendere alcuni aspetti della poetica di Guerzoni oggi: l’attaccamento al tema della rovina, intesa come monumento di un tempo muto e immisurabile che per Guerzoni può idealmente appartenere alla classicità ma anche ad un passato vicino, autobiografico (fatto di incontri con i resti di case e archeologie recenti); una pratica che si articola su una serie di gesti e azioni semplici – grattare, trovare, scavare, stampare, sottrarre, aggiungere, asciugare, sabbiare, strappare - che talvolta escludono l’uso del pennello e invitano l’artista a occupare una posizione apparentemente indefinita, sempre tenuta in scacco dall’immagine e subordinata alle sollecitazioni che provengono da essa.

Così se Statue come pietre, pietre come libri sono disegni, dai tratti essenziali e sottili, di statue e siti immaginari che sembrano svilupparsi a partire da alcuni cocci, veri o contraffatti, posati sulla superficie, Spie sono lavori in cui nelle crepe di una lastra di gesso affiorano visi, o anche soltanto occhi, stampati in polvere di carbone, tratti da pitture antiche.

Nelle Carte da viaggio, invece, realizzate tra anni Settanta e Ottanta, i movimenti del colore nascono negli interstizi e nelle pieghe materiali della carta che diventa spesso supporto e si tende, si lacera e si stropiccia.

I dipinti recenti, infine, si impongono per la loro presenza materiale e si presentano come “quasi monocromi”, superfici dove da un tono generale emergono, dagli strati sottostanti, ferite, lacerazioni, bagliori.

Si tratta, in tutti i casi, di strappi d’affresco, una tecnica utilizzata dall’artista dagli anni Ottanta che racchiude i due momenti fondamentali della sua pittura: una di costruzione, basata su un lungo processo di formazione del supporto; e un percorso a ritroso (di falso restauro) nella memoria e nella storia materiale del dipinto, di decostruzione e sottrazione, una specie di archeologia intima e contraffatta, dove il riemergere inaspettato di un frammento, in forma di coccio, mosaico, lacerto (di colore o materiale) può diventare il fulcro energetico di tutto il dipinto.

Accompagnerà la mostra, inoltre, Oeuvre, appunti per un manuale di pittura, volume scritto da Franco Guerzoni con prefazione firmata da Davide Ferri, edito da Skira, che sarà presentato il 13 settembre in occasione del talk presso il Mercato Centrale. Il libro non desidera essere un catalogo, quanto piuttosto una memoria, dedicata alla materialità del fare, che accompagna con riflessioni e pensieri la realizzazione dei dipinti esposti. Il tentativo e anche quello  di riallacciare il lavoro presente a quello dei primi anni ’80, anni nei quali l’autore abbandona il mezzo fotografico come supporto delle sue ricerche a favore di altri orizzonti.

Per un buon uso delle rovine - Franco Guerzoni
A cura di Davide Ferri
Opening MONITOR 14 settembre ore 19-21

13 settembre | 19.00
MERCATO CENTRALE ROMA | Via Giolitti, 36
TALK - Franco Guerzoni, Davide Ferri, Ermanno Cavazzoni, Nicolas Ballario in
conversazione
MONITOR
Via Sforza Cesarini 43a-44 I - Rome Ph 0039.06.39378024
monitor@monitoronline.org


domenica 10 settembre 2017

Futuro Eroico

Ogni individuo nella propria vita, a partire dagli antichi Greci e Romani, prende parte a banchetti, pratica l’eros e percorre la natura, costruisce comportamenti culturali e sociali. Una pratica naturale, quasi sempre condotta con sapienza e conoscenza, talvolta condotta in modo istintivo, addirittura violento; dove i processi comportamentali della conoscenza e della razionalità vengono meno e, il più delle volte, non si riesce ad afferrarne il senso, a non fare la differenza tra la realtà oggettiva e soggettiva cosi come avviene tra gusto, piacere e sensazioni visive. La differenza tra la pratica del piacere nell’eros, del gustare il cibo e dell’attraversare la natura, intesa come passaggio di una realtà fittizia.

Il titolo della mostra Futuro Eroico, suggerisce l'idea di un percorso sensoriale privilegiato, privo di pregiudizi nella pratica del buon convivio, con la possibilità di svelare realtà nascoste alla nostra mente e riportarle ad una dimensione personale di conoscenza.

Una rassegna ai confini tra eros(piacere), cibo(gusto) e natura(sensazione). Scatola Celeste presso Spazio Hortus dal 10 settembre al 7 ottobre 2017

Partecipano: Dasha&Mari, Evita Andujar, Fabio Campagna, Luca Cecioni, Giovanna D'Amico, Maria D'Anna, Gianni Grattacaso, Costabile Guariglia, Federica Limongelli, Giorgia Madonno, Fabio Mariani, Pamela Napoletano, Francesca Scalisi, Enzo Scola, Viviana Vitelli, Xia Ying.

sabato 9 settembre 2017

Arte in Fiera del Levante

La Galleria Formaquattro presenta "Arte in Fiera", in occasione della 81esima edizione della Fiera del Levante, nel nuovo padiglione arredamento.

Le esposizioni sono allestite in 8 stand e prevedono la partecipazione di 13 artisti: 

Stand 186: "Pantoni", personale di Giancarlo Montefusco in arte Jack.
Stand 216: live performance degli artisti Daniele Bruno e Alessandro Suzzi in arte Gods in Love.
Stand 304: esposizione di Angela Consoli e Paolo Tinella.
Stand 347: personale di Pep Marchegiani.
Stand 372: personale di Ido Erani.
Stand 412: "Quattropuntozero", collettiva di Alfredo Briganti, Natalia Bartoli, Alessandra Lama, Myriam Risola.
Stand 455: "Il mio mondo" personale di Antonio Squicciarini.
Stand 481: "Rievolution" personale di Cristina Cara 


Informazioni e contatti

Arte in fiera
81esima Fiera del Levante
Nuovo Padiglione Arredamento

dal 9/09/2017 al 17/09/2017

Contatti:

Formaquattro
Via Argiro n. 73
70121 Bari – Italy
Tel. 0039 080 9675720
info@formaquattro.com
www.formaquattro.com

venerdì 8 settembre 2017

Idee e segni a Perugia

Il Movimento Arte del XXI Secolo inizia a Perugia la stagione autunnale di eventi con una prestigiosa collettiva ospitata dalla Ipso Art Gallery, che opera in un ex Oratorio del 1629, il quale conserva ancora la sacralità del luogo, attestata dalla presenza di una Natività di Giovanni Francesco Bassotti (Assisi, 1600-1665) e di uno splendido Crocefisso ligneo di Giampietro Zuccari, uno dei più grandi intagliatori perugini del Seicento. 

Lo spazio espositivo si trova nel centro storico della città e si avvale della direzione artistica di David Andrea Orsini e della guida del padre Mario. Questo evento si avvale della competenza acquisita in 500 mostre, 350 della Ipso Art Gallery e 150 del Movimento, una buona garanzia per chi deciderà di esporre.


giovedì 7 settembre 2017

Equilibrio Precario / Precarious Balance

Si inaugura venerdì 8 settembre a Venezia la mostra Equilibrio Precario / Precarious Balance bi-personale di Marta Czok Jacek Ludwig Scarso; l'esposizione a cura di Barbara Vincenzi sarà presentata alle ore 18,00 all'interno dello spazio ArteSpazioTempo ubicato in Campo Ghetto Novo, nel cuore del Ghetto Ebraico della Laguna veneta.

Dopo una prima collaborazione al Museo MACRO di Roma, i due artisti si ritrovano insieme con il progetto Equilibrio Precario / Precarious Balance che delinea bene i concetti comuni che uniscono i due interpreti nel raccontarci la precarietà della vita: ambedue si avvalgono di palcoscenici intensamente coreografici che catturano lo spettatore con differenti modalità tecniche ediversi piani di lettura , lontani ma vicini nella sensibilità del percepire l'esistenza dell'uomo in modo così sfuggevole.

Le opere di MartaCzok (nata in Libano nel 1947 da genitori polacchi), si raccontano come scene teatrali in cui gli attori di volta in volta cambiano ruoli, diventando metafora al contempo tragica e ironica dell'attualità, in un'alternanza di visioni tese a una rilettura trasversale dell'esistenza umana, di una storia senza tempo che come una beffa si ripete.

Jacek sente su di sé il peso dell'eredità lasciata ai giovani: la fragilità del provvisorio. Le opere di Jacek Ludwig Scarso, artista multimediale nato a Roma nel 1979, di origini polacco-italiane che vive e lavora a Londra dal 1998, richiamano direttamente il suo background registico nella performance e nel teatro. Si avvale infatti di fotografie, video e installazioni per creare i suoi teatri impossibili con opere che sottendono a situazioni sfuggenti e assurde, interpretando la posizione dell'essere umano in uno spazio artefatto e sempre più effimero.

Arte Spazio Tempo
Fino al 5 novembre 2017
Campo del Ghetto Nuovo 2876-2877, Venezia.
Orari: dal martedì al sabato 11-13 - 15-19. Lunedì e domenica su appuntamento

Siti web:

Per info: 346.0865859

mercoledì 6 settembre 2017

Con L’utopia della mente stellare MICRO riapre la nuova stagione

Con un autunno ricco di mostre, incontri e approfondimenti, MICRO riapre la nuova stagione e sarà Emanuele Parmegiani con “L’utopia della mente stellare” ad aprire i battenti giovedì 21 settembre 2017 con il primo di una lunga serie di eventi espositivi che si prefiggono una fertile contaminazione tra musica, teatro, letteratura e performance.

Con la mostra di Parmegiani riparte dunque il percorso della galleria che da anni porta avanti un progetto finalizzato alla promozione di artisti e personalità emergenti tra più interessanti della scena romana, e della cultura visiva contemporanea.

La personale è curata da Paola Valori e si articola intorno ad un tema universale, che mette al centro l’esistenza dell’uomo. Come un lungo e profondo viaggio la ricerca che conduce Parmegiani all’astrazione è scandita dagli elementi che da sempre contraddistinguono la sua opera: figure stilizzate e primitive, simboli e segni incessanti che affollano le sue ispirazioni tra realismo e fantasia. La mostra, a cui l’artista vuole dare un senso esistenziale con l’emblematico titolo “L’utopia della mente stellare” - ha inizio come un sogno ad occhi aperti, e ripercorre con travolgente vitalità l’intenso vissuto di un artista immaginativo e fuori dalla convenzioni.

L’esposizione riunisce oltre 30 opere selezionate tra le più significative realizzate negli ultimi anni. Come scrive in catalogo Alberto DambruosoLa sua pittura dalle forti tinte espressioniste si caratterizza per un andamento impetuoso del segno, che spesso si ripete in modo ossessivo, altre volte diventa la base sulla quale l’artista appone delle figure di derivazione street art. Libero di muoversi senza alcuna preoccupazione tra l’astratto e il figurativo, Parmegiani si sta distinguendo per un pittura “fresca” e di grande impatto visivo”.

Numerose tele inedite e di grandi dimensioni, in un percorso che non manca di documentare anche un corpus di disegni e di schizzi preparatori, che saranno visibili in una sala a parte, sempre negli orari di galleria. La mostra resterà aperta fino al 31 settembre 2017 nei seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle 11 alle 18 (domenica chiuso).

Come di consueto Micro propone un ricco calendario di eventi e aperture collaterali, il cui programma è visitabile sul sito ufficiale.

Media Partner: Ignorarte
Sponsor tecnico: Casale Del Giglio


Riferimenti organizzativi: MICRO Arti Visive
Info & Contatti: Paola Valori + 39 347 0900625
www.microartivisive.it
info@microartivisive.it


“L’UTOPIA DELLA MENTE STELLARE”
mostra personale di Emanuele Parmegiani
a cura di Paola Valori
21 – 30 settembre 2017
Inaugurazione giovedì 21 settembre alle 18,30

MICRO Arti Visive
Spazio Porta Mazzini |Roma, Viale Mazzini 1




martedì 5 settembre 2017

Lorenzo Barberis

In concomitanza alla 57ª Biennale d'Arte e al 74° Festival del Cinema, arriva a Venezia per la prima volta, proposta dalla Galleria AccorsiArte presso Palazzo Priuli Bon in Campo San Stae, la personale completamente inedita del giovane artista Lorenzo Barberis, classe 1994.

La mostra presenta 10 dipinti inediti del ventitreenne torinese scoperto dalla gallerista Daniela Accorsi: “nonostante la giovane età”, afferma la Accorsi, “ci sono le potenzialità per l'affermazione di un grande artista”.

Dallo studio dei Maestri delle avanguardie artistiche novecentesche, i lavori di Barberis presentano uno stile autentico e già visibilmente consolidato: l'astrazione delle immagini, il rifiuto delle leggi prospettiche, del volume e del chiaroscuro, l'uso espressivo e costruttivo del colore reso con vigore tecnico, connotano un espressionismo astratto identificativo della sua poetica.

Il pubblico ha l'occasione unica di ammirare le tele che finora sono state racchiuse nel laboratorio creativo di Barberis, dipinti in cui le figure prendono vita scomponendosi in piani prospettici. L'artista, indagando la propria interiorità e trasponendola sulla tela, riesce a comunicare allo spettatore tutte le sfaccettature dalla varietà dell'individuo.

Negli straordinari dipinti di Barberis l’occhio di chi guarda non segue uno schema visivo definito, bensì strade percettive in grado di fornire sempre nuove visioni libere da qualsiasi schema mentale, questo grazie ad una stesura casuale del colore che l'artista fa colare da barattoli direttamente sulla tela in maniera spontanea.
In questo modo la pittura risulta materica e semplificata, finalizzata al non coinvolgimento psico-percettivo dello spettatore, il cui sguardo può così perdersi nella ricerca costante di nuovi spunti riflessivi.

Sarà possibile incontrare l’artista e visitare la mostra, con la curatrice e gallerista Daniela Accorsi, venerdì 8 settembre alle ore 11.30.



Lorenzo Barberis
Nato a Torino nel 1994, il giovane pittore piemontese, dopo aver frequentato studi artistici, si laurea nel 2016 presso l'istituto Europeo per il Design di Torino. 
Sensibile al mondo dell'arte fin dai primi anni dell'infanzia grazie ad un ambiente familiare che da tradizione coltiva una forte passione per le arti e la cultura, trova la propria strada nell'arte e piena espressione artistica nella pittura. 
Nel novembre 2016 espone la sua prima personale presso gli spazi della Galleria AccorsiArte a Torino, in concomitanza alla Fiera d'arte torinese Artissima. 
Nel 2017 oltre alla sua personale presso Accorsi Arte è presente, sempre con una personale a Le Dame Gallery di Londra.





Per maggiori informazioni:
Accorsi Arte
T. 342 0929640
www.accorsiarte.com

lunedì 4 settembre 2017

Choosing Colors

Questa è la prima mostra itinerante Choosing Colors. Abbiamo scelto Roma come prima tappa per esporre le opere di artisti contemporanei italiani e internazionali con un unica richiesta: il colore. 

Fotografie, pittura su tela, acquerelli, installazioni e opere materiche e interattive. Fino al 10 settembre sarà possibile visitare la collettiva nella galleria Il Laboratorio in via del Moro 49 a Roma. Prossima tappa il cuore di Parigi a fine settembre!

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 16:00 alle 21:00
Questi gli artisti partecipanti a Roma:

Alessandro Arrigo 
Bulfarini Franco
Dario Calì
Carletti Simona
Ciacchini Graziano
Cinelli Antonio
Cinpoesu Florin Gabriel
Coccia Gianfranco
Contardi Sara (SC-Art)
Corradini Raffaella
Cozza Maria Rosaria
Di Biagio Irene
Difilippo Vito
Flores Angelica
Fratarcangeli Marco
Carmine Frigioni
Genova Mauro
Giannotti Loredana
Illiano Vincenzo
Ingrassia Giovanni
Maestripieri Fabio
Mancino Pasquale e Marta (Pas Mart)
Mattia Morelli
Morreale Sabrina
Ombroso Agnese
Palese Angela
Ilaria Pergolesi
Pierbattisti Tamara (Pita)
Pillai Ivo
Rota Graziella Valeria.
Salerno Antonio
Santi Fabio
Sorbo Emma
Sonia Vecchio (So.Ve)

venerdì 1 settembre 2017

Wolfgang Laib

Dal 3 settembre 2017 al 7 gennaio 2018 il MASI ospita un’importante mostra monografica dedicata a Wolfgang Laib, artista tedesco la cui opera si distingue nel panorama artistico contemporaneo per essenzialità, chiarezza e profondità di pensiero. Il progetto espositivo, elaborato in stretta collaborazione con l’artista, raccoglie 50 opere tra sculture, fotografie, disegni e installazioni che esplorano tutti gli ambiti del suo universo creativo.

La mostra si apre dando spazio a disegni e fotografie, delineando immediatamente il singolare vocabolario artistico di Laib, capace di coniugare con armonia e semplicità una profonda conoscenza di culture e religioni orientali con un’altrettanto intima riflessione sulle le radici del patrimonio culturale occidentale.

Le fotografie realizzate da Laib durante i suoi viaggi in Europa e in Asia compongono un repertorio di forme che prende nuova vita nei suoi essenziali disegni a pastello.  A loro volta i motivi che popolano le opere su carta riecheggiano e si amplificano nelle sculture e installazioni che completano il percorso espositivo, secondo un principio di circolarità e ripetizione paradigmatico dell’opera dell’artista.
Image

Nell’ampio spazio espositivo del piano -2 dialogano senza barriere opere rappresentative dell’intero percorso artistico di Laib: dalla Milkstone, scultura essenziale che sposa in un equilibrio perfetto la durezza del marmo alla fluidità del latte, presente sin dalle prime esposizioni, alle più recenti strutture in legno ricoperte da rilucente lacca birmana (Untitled, 2003); dalla celeberrima sequenza dei Rice Meals (1983) fino all’imponente ziggurat (Es gibt keine Anfang und kein Ende, 1999) in legno e cera d’api che impressiona con la sua mole e il suo intenso profumo. Prezioso fulcro della mostra è l’ampio e luminoso campo di polline di pino, presenza al tempo stesso effimera e grandiosa, che inevitabilmente invita a meditare sulla ciclicità della natura e la precarietà dell’esistenza, celebrandone al contempo la complessità e la ricchezza.

Significativa è l’attitudine con la quale Laib da sempre si confronta con i  materiali organici e inorganici che rendono inconfondibili le sue opere: il marmo viene scolpito, la cera viene plasmata e il polline disposto in ordinate composizioni senza la presunzione di attribuire alla materia un nuovo valore, bensì con la volontà di essere un tramite che con il suo lavoro rende visibile la bellezza intrinseca ad ogni materiale.

Wolfgang Laib
LAC Lugano Arte e Cultura
3 settembre 2017 - 7 gennaio 2018

A cura di Marco Franciolli, direttore MASI
in collaborazione con Francesca Bernasconi, responsabile sviluppo progetti MASI

Inaugurazione: sabato 2 settembre 2017, ore 17:00

giovedì 31 agosto 2017

Savignano Immagini Festival 2017

Presentata ieri in Regione Emilia-Romagna la 26esima edizione di SI FEST Savignano Immagini Festival, uno dei più importanti festival di fotografia in Italia, riconosciuto a livello internazionale.

Mostre fotografiche, atelier, workshop, premi, librerie specializzate, SI Fest OFF, video proiezioni, happening e performance, eventi speciali: dall’8 al 24 settembre torna a Savignano sul Rubicone (Fc), Ad Confluentes | 26esima edizione del SI FEST, un panorama di narrazioni possibili, di molteplici localizzazioni della fotografia contemporanea, di attraversamenti dialettici nel mondo del visuale, che si incontrano di un unico luogo, che si incrociano e dialogano nel festival.

Il SI Fest - ha detto l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti nel corso della presentazione alla stampa in Regione a Bologna -, è il polo più importante e di eccellenza in Romagna per la fotografia e con “Fotografia Europea” a Reggio Emilia rappresenta la principale manifestazione a carattere nazionale e internazionale sul nostro territorio. Quest’anno, in particolare, SI Fest raccoglie anche il riconoscimento del Mibact, che ha scelto Savignano per una giornata di riflessione tra i principali festival di fotografia italiani con l’obiettivo di creare una rete di valorizzazione. Un fatto che dimostra la grande attenzione che la manifestazione è riuscita a creare nel tempo su di sé, crescendo esponenzialmente negli anni in termini di quantità e di qualità”. 

Il vasto programma prevede 15 mostre, il progetto speciale delle Foto in vetrina, omaggio ai Settant’anni della Casadei Sonora; la novità per le letture del portfolio (con una doppia lettura critica per accostare professionalità diverse). Sotto l’egida del MiBact il convegno Punctum - Fotografia del sistema festival proposte e obiettivi (9 settembre). E poi la campagna fotografica Etnografia delle società complesse, il caso Unione Rubicone e Mare: un progetto a lungo termine - a cura di Aniello Barone e il coordinamento di Tomas Maggioli - volto a condurre un’indagine di carattere etnografico e antropologico sull’impatto e i mutamenti legati ai flussi migratori, sul quale si terrà anche un convegno (domenica 10 settembre). In crescita e costante evoluzione anche la sezione indipendente del Festival: l’ottava edizione di SI Fest OFF - presentata dal direttore artistico Tomas Maggioli, per la prima volta adotta un tema specifico “Strategie Dialettiche”, anche per la selezione dei progetti (oltre un centinaio quelli pervenuti). 

L’immagine guida del #SIFest26 è tratta da In Quarta Persona di Martin Errichiello & Filippo Menichetti (vincitori del Premio Marco Pesaresi 2016).  


martedì 29 agosto 2017

Viaggiare insieme al PAC di Milano ed Exibart.

Bisogna avere il coraggio di affrontare la realtà delle cose: le vacanze sono finite. Ma ormai tutti sanno che per viaggiare non è necessario andare troppo lontano. E così Exibart vi regala ben 15 biglietti, ognuno valido per due ingressi al PAC di Milano per la mostra " Africa. Raccontare un mondo ", a cura di Adelina von Fürstenberg e Ginevra Bria, che propone un punto di vista complesso, articolato tra post-colonialismo e migrazioni, storie di identità e di genere, politica e religione, dal Benin al Madagascar, dal Malawi al Senegal, passando per Zimbabwe, Nigeria, Mauritania, Congo e gli altri Stati dell'area subsahariana, una molteplicità di culture e contesti, interpretata dalle ricerche di 33 artisti. 

Per vincere un biglietto per questo lungo viaggio, basterà inviare una mail a contest@exibart.com entro domenica, 3 settembre, specificando nome, cognome, email, città e CAP.

E non è finita qui, perché nell'ambito della mostra, che rimarrà aperta fino all'11 settembre, sono previste anche tante altre tappe, che approfondiranno aspetti e temi collaterali. Martedì, 5 settembre, alle 19, si terrà una visita guidata speciale con Adelina von Fürstenberg, mentre giovedì, 7 settembre, dalle 19 alle 22, potrete avvicinarvi al mondo della danza africana, grazie a una lezione teorica e pratica, in collaborazione con l'associazione Sinitah e a cura del danzatore Mamadou Ouattara e del musicista Abdoullay Ablo Traore

Domenica, 10 settembre, giornata dedicata alle famiglie, con i "Diari di Viaggio in Mostra" che, in due appuntamenti, alle 15.30 e alle 17.30, trasformeranno i piccoli visitatori in esploratori alla ricerca di materiali, simboli e opere che, insieme alle proprie impressioni, andranno a formare un personalissimo diario dell'esperienza. Lunedì, 11 settembre, alle 19, si chiude con le "Parole in poesia dall'Africa", recitate dalle voci degli attori Alessandro Balducci ed Emiliana Perina e degli scrittori Pap Khouma e Cheikh Tidiane Gaye, a cura di Itala Vivan.

lunedì 28 agosto 2017

Londra in Arte 2017

Dal 9 al 15 settembre 2017 , presso Birla Art Gallery (Londra) si terrà la mostra Internazionale d’Arte Contemporanea "Londra in Arte 2017" . Curata dal critico e storico dell’arte Sabrina Falzone, la mostra espone la migliore arte contemporanea europea dalla scultura alla fotografia e alla nuova ricerca pittorica.



Comprende opere di Art Nou, Cinta Agell, Esther Arnuelos, Montse B. Cavedo, Susana Baldis, Vincenzo Bartoli, Carmen Berges, Giorgio Buccolini in arte G.B., Magdalena Florica, Heber L. Gil, Fina Giménez-Checa, Clara Gràcia, Günther K, Krisma, Higuera, Stefano Iosca, Luca Marchetti L M Art, Moirym, Nietto, Daniela Rancati, Roberto Re, Eva Rossi-Kivimaki, Julio Saldaña Manero, Antonio Salinari, Ana Solanas, Georgeta Stefanescu, Franco Trevisan, Andrés Vijande, Gaetano Zaccareo in arte Zag.


Info:
Vernissage: sabato 9 settembre dalle 17:00 alle 19:00
Indirizzo: 4a Castletown Road, London W14 9HE



Orari di apertura:
domenica 12:00-18:00, dal lunedì al giovedì 16:00-19:00, venerdì 12:00-15:00

Ingresso libero

venerdì 25 agosto 2017

Questioni di Famiglie

CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore
Via delle Monache 2, Bibbiena (Arezzo)
Fino al 3 settembre 2017   

La mostra è una rampa di lancio per il Progetto Nazionale “La Famiglia in Italia” che verrà esposto nel 2018 in occasione del 70° anniversario della FIAF

Bibbiena, 25 agosto 2017 – Il CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (AR), ente nato per volontà della FIAF, la storica Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, ricorda che è possibile visitare ancora per pochi giorni, fino a domenica 3 settembre 2017, la mostra fotografica “Questioni di Famiglie”.

La mostra “Questioni di Famiglie” viene presentata con un anno di anticipo rispetto al Progetto Nazionale “La Famiglia in Italia”, che verrà esposto a Bibbiena nel 2018 in occasione del 70° anniversario della Federazione. Il progetto, già in fase di realizzazione, si rivolge a tutti gli appassionati fotografi e chiede loro di immortalare la famiglia contemporanea italiana; l’obiettivo è quello di realizzare una campagna fotografica di ricognizione che coinvolga migliaia di fotografi.

Questioni di Famiglie” intende presentare al pubblico i molteplici aspetti di come la famiglia è stata raccontata fotograficamente in passato. Con la  consapevolezza che l’argomento è molto vasto, sono state scelte dai dieci curatori della mostra alcune tra le diverse possibili tematiche rappresentative dell’argomento per offrire spunti di riflessione e stimoli anche ai fotografi che si apprestano a partecipare al prossimo Progetto Nazionale.

La mostra è divisa in dieci sezioni (tra cui “La famiglia a tavola”, “La famiglia Social”, “La famiglia nel cinema italiano”..) e ciascuna sezione è seguita da un curatore differente per un totale di oltre 200 immagini esposte. Con le sue 16 celle e un grande corridoio, il CIFA rappresenta il luogo ideale per questo tipo di esposizione, che si offre ai visitatori come un percorso a tappe in cui scoprire, a volte anche con curiosa sorpresa, alcuni esempi di come la fotografia in Italia ha declinato il tema della Famiglia.

Tra i vari Autori che espongono è possibile trovare Cesare Colombo, Nino Migliori, Costantino Ruspoli, Paolo Ventura, Settimio Benedusi, Federico Patellani, Paul Ronald, Eugenio Giacinto Garrone, Gianni Berengo Gardin, Mario Cresci, Toni Thorimbert, Gabriele Galimberti, Giovanni Gastel, Gabriele Basilico e ancora molti altri.

Tatiana Agliani ha curato la sezione La famiglia vista dai giornali. Nella presentazione la curatrice scrive: “…il settimanale illustrato si rivela una fonte preziosa per leggere i cambiamenti nel modo di intendere la famiglia nella società italiana. Attraverso pagine di giornali e fotografie, la sezione della mostra richiama momenti e aspetti dell'evoluzione della rappresentazione della famiglia sulla stampa dal secondo dopoguerra ai primi anni del Duemila”.

Massimo Agus, curatore della sezione La famiglia a tavola, spiega invece che: La superfice delimitata della tavola apparecchiata è lo spazio dove la famiglia italiana negozia le sue dinamiche e costruisce i suoi riti e le sue abitudini. È il luogo dove agiscono i rapporti interni tra i membri della famiglia, si stabiliscono le abitudini gastronomiche e si celebrano le cerimonie speciali. … Le fotografie scelte … ci raccontano il rito del pasto della famiglia italiana durante questi ultimi 25 anni. Ma ci raccontano anche il modo come i diversi autori hanno guardato al fenomeno della famiglia e ai suoi cambiamenti”.

Giovanna Calvenzi, che ha curato la sezione La Famiglia in posa, con 16 immagini che abbracciano il periodo dal 1946 al 2016, afferma: Nella realizzazione dell’immagine, fotografo e famiglia si confrontano e ognuno persegue necessariamente un proprio intento. Il risultato è la fotografia di una famiglia in posa, ma spesso l’immagine è più veritiera di quanto lo siano le intenzioni delle parti in gioco”.

Attilio Lauria si è dedicato alla Famiglia Social con un’installazione che prevede anche video.

Antonio Maraldi ha selezionato le immagini relative alla sezione La famiglia nel cinema italiano. Egli scrive: A ben vedere, il tema della famiglia e dei rapporti familiari attraversa da sempre il cinema italiano e tocca in pratica tutti i generi, dalla commedia al film d’autore. Si potrebbe affermare che i registi abbiano soprattutto raccontato o storie d’amore o storie di famiglia…”

Lucia Miodini, che ha curato la sezione Memorie familiari, scrive: Nella ricerca contemporanea s’individua la persistenza di poetiche accomunate dal riuso della fotografia familiare, pur tenendo conto dei diversi orientamenti e stili espressivi che caratterizzano l’opera degli autori. Sono fotografi e fotografe appartenenti a diverse generazioni che interrogano le pratiche, le forme di presentazione e le articolazioni narrative della memoria familiare… Accomuna tutte queste esperienze il  superamento dei confini tra tempo reale e memoria, tra autenticità e contraffazione, tra appropriazione e simulazione del reale.”

Una cella dedicata all’Album di famiglia è presentata da Claudio Pastrone. Tra i tanti Album di famiglia, oggetto che, da  quando la fotografia e la sua produzione è diventata alla portata di tutti, è stato per anni presenza consueta nelle case, abbiamo scelto un caso particolare. Una coppia, che dal 1980 ai giorni nostri ha raccolto e conservato in 43 modesti album/raccoglitori migliaia di fotografie. Le pagine aperte appese alle pareti sono un omaggio al ricordo personale e privato della loro storia familiare e affettiva.”

Nella cella adiacente Michele Smargiassi propone un’operazione concettuale dal titolo La famiglia senza posa. “…Due sguardi differenti raccontano la famiglia italiana attraverso la fotografia. Il secondo è uno sguardo pubblico, quello dei fotografi professionali, dei fotogiornalisti, dei fotografi artisti, dei fotoamatori… Il loro posto è la pagina del giornale o del rotocalco, l’album professionale, comprato bello che fatto, o la parete della mostra. Il primo è uno sguardo privato, autoriflessivo, tecnicamente assistito dalle fotocamere economiche e automatizzate… Sono le foto delle vacanze, delle cresime, delle comunioni, delle occasioni felici. Ma c’è un terzo genere di fotografia che coinvolge la famiglia. Uno sguardo selvaggio, involontario, mai codificato, che sfugge sia al controllo dell’osservatore esterno che all’autocontrollo del nucleo familiare... Nelle cartoline turistiche, ad esempio…”

La famiglia postbellica è il titolo della sezione curata da Enrica Viganò. A guardare indietro di settant’anni scopriamo – scrive la Viganò - una struttura familiare così diversa da quella dei giorni nostri che diventa difficile immaginare le tappe di un’evoluzione così rapida e radicale. Ma dopo gli anni bui del fascismo, dopo le privazioni della seconda Guerra Mondiale e con la ritrovata libertà, è stato tutto un concorso di energie positive e nuove visioni ad accelerare il cambiamento (ancora in atto) nella società occidentale…”

Con la curatela di Renato Longo e Claudio Pastrone, nel corridoio del CIFA trovano posto anche immagini storiche tratte dagli archivi dell’Associazione per la Fotografia Storica e dagli archivi della FIAF, la Fototeca Nazionale FIAF di Torino e l’Archivio del CIFA di Bibbiena. Immagini che, dalla metà dell’ottocento a tempi più recenti, ripropongono un percorso frammentato e ideale della fotografia che ha per soggetto la famiglia.

Mostra fotografica “Questioni di Famiglie”
Luogo: Centro Italiano della Fotografia d’Autore - Bibbiena (Arezzo), Via delle Monache, 2,
Tel. 0575 1653924 - Cell. 349 2335011
Ingresso: Gratuito
Chiusura: Domenica 3 settembre 2017
Orario mostra: da martedì a sabato 9,30 / 12,30 e 15,30 / 18,30 - domenica 10,00 / 12,30
Per maggiori informazioni: http://www.centrofotografia.org/

FIAF
Fondata nel 1948 a Torino, la FIAF è un'associazione senza fini di lucro che si prefigge lo scopo di divulgare e sostenere la fotografia amatoriale su tutto il territorio nazionale. In oltre sessant’anni di storia la FIAF non ha cambiato il suo originale intento ed oggi annovera circa 5.500 associati e 550 circoli affiliati, per un totale di oltre 40.000 appassionati, coinvolti nelle molteplici attività della Federazione, accomunati dal comune interesse per il mondo della fotografia. La FIAF fornisce molteplici servizi, dai più pratici mirati al sostegno nell’organizzazione di eventi a quelli rivolti alla formazione e alla crescita culturale di ogni singolo associato. www.fiaf.net

CIFA
Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore nasce a Bibbiena, in provincia di Arezzo, per volontà della FIAF, la più importante e meglio organizzata associazione fotografica nazionale non professionale. La sua diffusione sul territorio nazionale e la sua “trasversalità” a livello sociale e culturale, permettono al Centro di porsi come osservatorio privilegiato sulla fotografia. L'attività del Centro pone particolare attenzione allo studio e alla valorizzazione della fotografia italiana del periodo storico che parte dall'ultimo dopoguerra. Di fondamentale importanza è l'impegno nel campo della conservazione, inventariazione, catalogazione e riproposizione al grande pubblico del proprio patrimonio fotografico. A questo scopo sono stati approntati dei locali realizzati secondo le più recenti normative sulla conservazione del materiale fotografico e sta per partire una campagna di inventariazione e catalogazione dei fondi già acquisiti, da realizzarsi con programmi che permettono di interfacciare i dati con quelli delle altre istituzioni culturali italiane. www.centrofotografia.org

Per ulteriori informazioni:

6Glab - il laboratorio di idee di SEIGRADI / Barbara Gemma La Malfa
Via G. Mameli 3 - 20129 Milano
Tel. +39.02.84560801/ Fax +39.02.84560802
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