mercoledì 21 dicembre 2016

Gloria Campriani. Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico

Quest’oggi 21 dicembre 2016 alle ore 18.30 la performance interattiva “Gloria Campriani. La Relazione nel Dono” presso la Galleria Cavalieri Ordine Vittorio Veneto di Poggibonsi (Siena) aprirà la mostra “Gloria Campriani. Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico” a cura di Ilaria Magni.
In questo periodo natalizio la perfomance interattiva e la mostra di Gloria Campriani, artista che da sempre lavora con il materiale tessile utilizzando il filo come metafora sociale, mirano a valorizzare l’esperienza dell’incontro con l’altro, inteso come esplorazione di diverse e stimolanti emozioni e realtà contro l’irrigidimento, la chiusura mentale e l’individualismo.
La perfomance interattiva La RELAZIONE del DONO introduce il percorso della mostra Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico presentata da Ilaria Magni.
Si ringrazia per la collaborazione la Misericordia di Poggibonsi, l’Associazione Multimedia91 e il Gruppo Filpucci Industrie Filati.
Gloria Campriani – Indossa il mio abito mentale, viaggio empatico
Poggibonsi (SI) – dal 21 al 31 dicembre 2016

domenica 18 dicembre 2016

MEN 2 – disegni

Quest'oggi, domenica 18 Dicembre 2016 alle ore 17.30, presso il Margaret Cafè in Via V. Madonia 93 a Terrasini (PA) sarà inaugurata la mostra di Tiziana Viola Massa dal titolo: “MEN 2 – disegni”. La mostra, promossa dall’associazione Asadin con la collaborazione di Evelin Costa, sarà presentata da Vinny Scorsone. Visitabile fino al 7 Gennaio 2017.

L’artista porta avanti il ciclo di opere dedicate agli uomini intrapreso lo scorso anno con la mostra intitolata “Men”, curata da Marcello e Vinny Scorsone ed esposta presso la Galleria d’arte Studio 71 a Palermo. Erano in quel caso circa 20 opere, tra disegni e dipinti, dedicate “al sesso forte spesso vittima delle proprie debolezze, delle proprie fragilità, in un momento critico della nostra società nella quale le identità vanno affievolendosi sempre più”. 

Tiziana Viola Massa, in questa seconda tappa, esporrà una serie di disegni nei quali ha continuato ad indagare l’universo maschile. L’artista spoglia gli uomini di ogni apparenza e li riveste di contraddizioni, paure e fragilità, rendendoli veri, autentici, umani, ma anche metafisici. Sono uomini in balia della vita, abbandonati a se stessi, prede del proprio io e degli altri, sopraffatti dagli eventi, alla ricerca di qualcosa di trascendente ed al contempo tormentati da debolezze tutte umane. La nudità di queste opere non è ammiccante, è a volte ironica, ma mai “scandalosa”, non c’è nulla da nascondere e da censurare, perché nel corpo non c’è vergogna: sono i moralismi, le falsità, le ipocrisie a rendere volgare l’umanità ed in questa mostra il corpo è purezza sensuale, natura, riflessione, dolore, vita. 

Scrive Vinny Scorsone che ha presentato l’artista in catalogo: “È una poesia d’amore quella che Tiziana Viola Massa ha dipinto. Sulle tele il corpo maschile fa mostra di sé in maniera semplice e vera. Come nelle statue greche e romane, nei suoi uomini non c’è alcun ammiccamento sessuale. Difatti la loro nudità, al contrario di quanto potrebbe sembrare, non è principalmente fisica, bensì interiore, rivelatrice di personalità differenti, di virtù e funzioni sociali. Colti in momenti solitari, gli uomini dipinti di Tiziana sono in realtà lo specchio di una società spesso in bilico tra l’essere e l’apparire. Nei soggetti rappresentati apparentemente non c’è finzione o alterazione del sé dovuta al proprio ruolo, difatti ogni corpo è principalmente l’esatta trasposizione iconica di un carattere precipuo, eppure, soprattutto in alcuni casi più di altri, la componente psicologica che regge e scardina questo equilibrio è fortemente presente...”. Ed è con una poesia di Vinny Scorsone che si apre il catalogo della mostra: 

L’ASCESA
Resta.
Il tempo scorre. 
Ho dipanato la matassa che mi hai offerto e l’ho usata per trafiggerti. Con quel filo ti ho legato ed esso era fatto della tua stessa sostanza: dono stolto di un cuore innamorato.
Carne e sangue si sono rivelati sulla tua pelle diafana. 
Resta.
Il suono dei tamburi di guerra ha lasciato il posto al mio pianto.
Il tuo spirito fugge via, ho poco tempo.
Con lo sguardo ti accarezzo. Ripercorro ogni tuo muscolo, ogni tua ombra.
Mio santo, mio guerriero, mio uomo, mio sposo. 
Il tempo ha lasciato su di te le sue ferite e io le mie.
Rimani con me affinché io possa abbracciarti ancora una volta, ancora una notte.
Il tuo corpo si piega e si tende ad un passo dall’annullamento.
Il buio mi circonda e mi trattiene. Questa volta non potrò seguirti.
Il laccio emostatico ti stringe e i cateteri venosi ti muovono come fili di una marionetta, dendriti e assoni di un tessuto non più mio.
Resta amor mio, per un ultimo istante, e poi va perché nulla è per sempre.
Non potrò trattenerti ancora a lungo. Scivoli dolcemente tra le mie braccia in un attimo dilatato destinato ad esaurirsi troppo presto. Vinny Scorsone

Tiziana Viola Massa, classe '78, si laurea all’ Accademia delle Belli Arti di Palermo in pittura ed Arte Sacra Contemporanea. Ha all’attivo diverse personali di pittura e molte collettive in Italia ed all’estero accompagnate da ottimi cataloghi.

Dal 2009 sono ubicate permanentemente dodici opere di grandi dimensioni, che toccano i cinque metri di altezza, nella Chiesa di San Gabriele Arcangelo di Palermo. Il progetto è stato curato dal teologo Don Cosimo Scordato e Padre Franco Romano con l’approvazione della Curia Arcivescovile di Palermo. 

Tra le collezioni pubbliche vi sono: il Museo degli Angeli a Sant’Angelo di Brolo, La Fondazione La Verde-La Malfa di San Giovanni La Punta, L’Ente Provincia di Palermo, La Galleria Civica Sciortino di Monreale, Associazioni Incisori siciliani, Museo Diocesano di Monreale, Chiesa San Gabriele di Palermo, Fondazione Francesco Carbone alla Real Casina di Caccia di Ficuzza, Galleria permanente d' arte PiziArte di Tortoreto, Complesso San Gaetano a Monreale, Pinacoteca di santa Rosalia a Palermo, e diverse collezioni privatein gallerie in Italia.

Insegna pittura e disegno da diversi anni, ha esposto in diverse città italiane e all'estero. Ha vinto diversi premi di pittura in Sicilia e segnalazioni in premi nazionali, tra i quali segnalazione al Premio nazionale Satura Arte di Genova, Premio nazionale In Arte Multiversi e Young Showcase al Museo Magma di Caserta. 

Tra le ultime esposizioni personali "Men" a cura di Marcello Scorsone e Vinny Scorsone, Galleria Studio 71 Palermo," Il corpo e l’anima" Galleria PiziArte Tortoreto Lido, a cura di Manuela e Patrizia Cucinella."Wander and Boundless", Galleria Art-arte di Pescia (PT) a cura di Elena Orlando,  "Boundless" bi-personale insieme alla fotografa catanese Eva La Malfa, Patrocinio della Provincia di Palermo, Palazzo Jung, a cura di Vinny Scorsone e Galleria D'arte Studio 71, " Lux Fecunda" Palazzo Asmundo Palermo.

mercoledì 14 dicembre 2016

Segni di luce al Museo Diocesano di Arte Sacra

Segni di luce, rassegna di Arte Sacra contemporanea promossa ed organizzata dall’Associazione culturale ‘Terra’ e dalla Fondazione Rocco Spani Onlus di Taranto, prenderà il via domenica 18 dicembre alle ore 18.30 nelle sale del MuDi (Museo Diocesano di Arte Sacra), già sede storica del Seminario Arcivescovile (XVI sec.) di Taranto.
La rassegna, progettata site specific dal prof. Giulio De Mitri, affermato artista pugliese, e curata dal critico e storico dell’arte dott.ssa Sara Liuzzi, annovera la presenza di un valido quartetto di artisti calabresi, appartenenti a formazione, linguaggi e a due diverse generazioni: Lucia Rotundo e Maria Teresa Sorbaraartiste-docenti, con un rilevante background culturale. Caterina Rotella e Antonio Tolomeo, invece, due giovanissimi studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e creativi emergenti.
Accompagna la mostra un significativo catalogo edito da Print Me, per la Collana di Arte Contemporanea IMAGO, diretta da Sara Liuzzi, contenente testo istituzionale, critico, apparato iconografico e note biografiche sugli artisti.
Gli artisti, con le loro opere – scrive la curatrice, nella presentazione in catalogo – ci condurranno nell’infinito mistero della luce. Un prezioso evento che fa trasparire il messaggio, invitando il fruitore alla riflessione. (…) Una mostra singolare che si pone come obiettivo quello di riaccendere l’attenzione sugli aspetti iconici e aniconici dell’Arte Sacra contemporanea, attraverso linguaggi essenziali e trasparenti, che vadano oltre l’effimero, per una nuova lettura che esprima trascendenza nello spirito del Sacro”.
All’inaugurazione interverranno i proff. Antonio Basile, critico e docente di Antropologia culturale all’Accademia di Belle Arti di Lecce, Giulio De Mitri, artista e docente di Tecniche e tecnologia delle arti visive all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e il dott. Silvano Trevisani, critico e direttore della rivista “L’Officina, Laboratorio delle culture e delle storie”.
La rassegna Segni di luce è inserita nell’ambito della terza edizione del “Natale nell’Isola…” ovvero nel centro storico di Taranto.
Segni di luce a cura di Sara Liuzzi
Taranto, Museo Diocesano di Arte Sacra
Centro Storico – Vico I Seminario
Inaugurazione 18 Dicembre 2016, ore 18.30
Infoline: 3932204680 – 3204520266
Email: info@associazioneterra.org

martedì 13 dicembre 2016

Barbie Global Beauty

Vogue Talents e Mattel insieme per una collezione che ha coinvolto 20 stilisti internazionali che si sono sbizzariti ognuno col proprio stile a vestire la bambola più famosa del mondo.

'Barbie Global Beauty' è il nome della collezione realizzata dal creativo team del Design Centre di Mattel a El Segundo che ha prodotto queste Barbie disponibili e in vendita in esclusiva su YOOX (mentre i ricavi delle vendite delle 20 Barbie saranno devoluti a supporto del Fondo Ambiente Italiano per la ricostruzione dell'Oratorio della Madonna del Sole nella frazione di Capodacqua di Arquata del Tronto. 

Viste una per una le 20 “signorine” della serie Barbie Global Beauty, in esclusiva su YOOX, sono tutte da collezionare. Sia per il look che per il make-up fantasioso: Così Simone Rocha ne ha creata una versione bucolic-girl, Marco De Vincenzo si è immaginato la mitica Barbie come una business woman in tailleur glitter anni '70 mentre Paula Cademartori l’ha pensata in chiave glamour e urbana. 

sabato 10 dicembre 2016

Diario Minimo di Castellucci e Babbi

Sabato 10 dicembre l'atelier Carmen Avilia - Fantomars proporrà la doppia personale di Adua Castellucci e Davide Babbi, dal titolo "Diario Minimo", in via Fondazza 17b, a Bologna, dalle 18 in poi.

I due artisti romagnoli sono legati da un comune sentire che fa di loro spiriti molto liberi e molto affini, e il linguaggio che li accomuna è sospeso tra una disincantata ma per nulla cinica ironia ed una visionarietà che trascende la banale superficialità delle cose apparenti.

Quindi la ricerca del meraviglioso, pur declinata in differenti sfumature, ed anche attraverso tecniche molto personali, si fonde nel risultato di creare interi mondi da esplorare all'interno di una singola opera, e dunque intere galassie quando le opere si moltiplicano ed entrano in reciproca risonanza.
L'uso di materiali spesso nati per altre destinazioni che non per la costruzione di stupore, arricchisce l'efficacia dei misteriosi enigmi che ogni lavoro propone, sempre sul filo della magia e dello sberleffo.

Inoltre nelle due sale dell'atelier saranno esposte in visione anche le raffinate creazioni orafe di Franca Bonazza, "Metallina", che si armonizzeranno coi mosaici, i quadri e le installazioni di Adua e Davide.

Diario minimo
FANTOMARS ARTE ACCESSIBILE
Bologna - dal 10 dicembre 2016 al 13 gennaio 2017
Via Frassinago 3d (40123)
+39 3356910063
fantomars@live.it
www.fantomars.jimdo.com

mercoledì 7 dicembre 2016

Presentazione premio "Ottella for GAM".

In occasione dell'arrivo a Palazzo della Ragione delle opere selezionate ad ArtVerona 2016 come vincitrici del premio "Ottella for GAM", la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti presenterà l'iniziativa al pubblico con un evento dedicato che si svolgerà il giorno 14 dicembre p.v. alle ore 16.30. 

L'esposizione delle opere, in presenza dei membri della giuria, sarà accompagnata dalla performance Music for an Exhibitioncon brani musicali ad esse ispirati, composti ed eseguiti da Federica Furlani, giovane sound designer e compositrice per cinema e teatro.

Un momento per salutare Mauro Fiorese.

Opere vincitrici il premio "Ottella for GAM":
Mauro Fiorese, Treasure rooms degli Scavi di Pompei - Napoli, 2015, Galleria Boxart, Verona
Giuseppe Teofilo, Senza Titolo(Deriva), 2016, Galleria Niccoli, Parma
Gohar Dashti, Iran, Untitled, 2013, Officine dell'immagine, Milano

Logo cocktail  L'incontro è gratuito e non richiede prenotazione.

Informazioni generali
Palazzo della Ragione
Galleria d'Arte Moderna Achille Forti
Cortile Mercato Vecchio
37121 Verona

Orario
Da martedì al venerdì 10.00 - 18.00
sabato, domenica e festivi 11.00 - 19.00
Lunedì chiuso

Contatti
T. 045 8001903
info@palazzodellaragioneverona.it
www.palazzodellaragioneverona.it


martedì 6 dicembre 2016

Conversazione mondana, amorosa e libertina

Conversazione mondana, amorosa e libertina:questo il titolo del nuovo incontro dedicato alla storia dell’arte del conversare, raccontata da Benedetta Craveri, che giovedì 15 dicembre alle ore 18.30 animerà il salotto milanese del Circolo dei Lettori - Fondazione Adolfo Pini, per la serie Conversazioni fra amiche che leggono.

Benedetta Craveri, prendendo le mosse dal suo libro più recente, dedicato a quei seduttori, nella vita e nel pensiero, che furono Gli ultimi libertini (Adelphi), ci porterà nei più vivaci e arguti salotti francesi, dal Seicento fino ai giorni della Rivoluzione, quando la storia dell’Europa cambiò per sempre, e ci introdurrà alle soavi e insieme ferree regole che sottendono alla civiltà della conversazione: divertire e divertirsi attraverso la parola, conoscere e usare le buone maniere, mostrare curiosità e interesse per l’altro, incoraggiarlo a dare il meglio di sé. Regole di seduzione mondana che potrebbero valere anche in amore.


Giovedì 15 dicembre, ore 18.30

CONVERSAZIONE MONDANA, AMOROSA E LIBERTINA

Con Benedetta Craveri
Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi 2, Milano
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Informazioni: T. 02 874502
www.fondazionepini.it
Facebook: Fondazione Pini


lunedì 5 dicembre 2016

Veritas Feminae a Villa Bernasconi

Dopo la suggestiva esperienza nei Sassi di Matera e quella presso il Museo degli Arsenali di Amalfi, la mostra Veritas Feminae prosegue il percorso dedicato all'universo femminile e fa tappa a Cernobbio (CO) presso le Sale espositive di Villa Bernasconi.

52 artisti in esposizione + 7 guest artist fuori concorso.

Il tema è l’Universo Femminile, la “Donna” e le sue molteplici sfumature, portando alla luce quelle “Verità Velate”. Il testo critico è affidato alla dott.ssa Teresa Stacca, critico d’arte.

Anche per questa esperienza, ad ogni artista in esposizione sarà affiancato una ‘DONNA SIMBOLO’: Ipazia D’Alessandria, Sononisba Anguissola, Matilde Serao, Giovanna d’Arco, Frida Kahlo, Maria Sklodowska, Edith Piaf, Rita Levi Montalcini, Marie-Sophie Germain, Maria Callas, Sabine Spielrein e tante altre….

Tutte donne che hanno lasciato un’impronta indelebile nella nostra storia. L’esposizione avverrà dal giorno 8 al giorno 18 dicembre 2016 con orario 14.00/19.30. L’ingresso è libero.

Il vernissage è fissato per il giorno 8 dicembre alle h 18.00 in presenza delle Istituzioni locali, degli artisti, appassionati d’arte, addetti del settore e critici.


Durante il Vernissage è prevista la Performance

DANDELION | Ciò che per Lei è salvezza, per Lui è prigione
a cura dei Performer Mina D’elia e Massimiliano Manieri

Mina e Massimiliano ci condurranno insieme alla conoscenza del mondi apparentemente contrapposti, il maschile ed il femminile, e il tentativo, artistico e poetico, di superare le "cesure", di trovare una nuova via.

Lui rappresenta la gravità, il nichilismo che però nascondono un estremo e titanico sforzo di "liberazione".

Lui cuce i suoi veti a chimere elette a dogmi carnefici.

Lei, nella gravità e nel Caos, si fa "piuma, vento, seme" per riappropriarsi della dimensione naturale che ci è toccata come destino, ma della quale l'umanità sembra aver perso ogni ricordo... Il femminino opera il riscatto, rende possibile ancora farsi "beffa" dei sistemi (economico, ideologico, religioso) e rialzare gli occhi al cielo e nutrirsi ancora della Terra. La leggerezza e il gioco nascondono ben altro! Sono l'ultimo e il più poetico tentativo di Salvezza dopo aver attraversato il dolore, il fallimento, il senso di Caos e di morte che sembra schiacciare ogni traccia di spiritualità, di sacralità.


Ad arricchire la serata inaugurale inoltre reading itineranti di poesie tra le stanze espositive, con scelte poetiche a cura di Liliana Angela Grassi e letture recitate dai lettori dell’Associazione
#abbracciebaci: Re Giovanni, Massimo Varisco, Giorgio Cottini e Malu’ Lattanzi La Location

Villa Bernasconi a Cernobbio costituisce uno dei più preziosi esempi di stile liberty in Italia.

Fu edificata prima tra il 1905 ed il 1906 dall’Architetto Alfredo Campanini, non direttamente sul lago ma a poca distanza dallo stabilimento tessile del committente Davide Bernasconi. La decorazione della villa è ispirata all’industria tessile: uno dei più notevoli dello stile floreale esuberante in Lombardia. I motivi decorativi ricordano il processo di produzione della seta con decorazione che si ispirano a bachi da seta, farfalle e foglie di gelso. Dopo i recenti ed impegnativi restauri, se ne possono ammirare tutti i particolari.

La villa è di proprietà del comune di Cernobbio dal 1989; ora è polo culturale e ospita mostre ed eventi nell’ambito del progetto “Liberty Tutti”.


L.go Alfredo Campanini 2 Cernobbio (CO) villa.bernasconi@comune.cernobbio.co.it tel. 031 - 3347209


I Patrocini
La rassegna gode del Patrocinio Morale della Regione Lombardia, Regione Basilicata, Comune di Cernobbio, Comune di Amalfi e Fondazione Matera 2019.


Gli artisti in esposizione:
Algisi Maria Grazia, Arnaout Sara, Barbaglia Claudia Aurelia, Barile Zarro Marisa, Caliari Clelia, Ciaramicoli Simona, Ciocia Alberto, Coccia Giuseppe, Colombo Carloluigi, Damiano Alessandra, De Luca Mattia, Di Falco Antonio, Donati Meyer Cristina, Dragonetti Simona, Gaeta Stephanie, Garuti Cesare, GenesiArt, Giordano Margherita, Giuliano Pinella, Grassi Liliana Angela, Greppi Marco, Larenza Antonella, Larosa Nadia, Lusignani Gabriella, Maddalena Cristina, Meneghin Susi Monica, Modaffari Antonella, Montalbetti Cristina, Mumari, Pagni Elisa, Pasini Gaia, Pepe Dody, Perna Marco, Piccirillo Elisabetta, Prenzato Giuseppe, Ranzato Ilaria, Rescaldani Carlagiulia, Rumen Nicoletta, Saia Rosario, Sanna Antonello, Santarsiero Martina, Scafuto Francesca, Sciaulino Roberta - Roscia, Shakar Galajian, Silvestre Angelina, Simonelli Marcella, Spampinato Domenico, Spoto Francesca, Taroni Marina, Tonello Renzo, Vivace Domenica, Zamboni Cristiana


Guest Artist (fuori concorso) con opere accuratamente realizzate per l’esposizione Veritas Feminae:
Ciro e Gelsomina Ascione, con l’ opera L’Araba Fenice

Rossella Baldecchi con l’opera Elisabetta Nataly Crollo con l’opera Ritratto di Donna Emanuele Dascanio con l’opera Rosa Rùtila Paolo Medici con l’opera Veritas Feminae Carlo Perretti con l’opera Solitud

Danilo Ricciardi con l’opera Mater Dulcissima

La rassegna proseguirà con l’Incontro letterario co-creato da Liliana Angela Grassi


“LA BELLEZZA NELLA POESIA E NELL’ARTE”
17 dicembre h 17.30 Villa Bernasconi


Ospiti:
Tomaso Kemeny,
Vicepresidente Casa della Poesia di Milano, poeta e critico letterario
Laura Garavaglia,
Presidente della Casa della Poesia di Como e direttore artistico del Festival Internazionale di Poesia Europa in versi
Francesca Pirrone, poetessa poliglotta, traduttrice, editor
Moderatore: Giovanni Ingino


Degustazioni
Tenuta Belvedere di Gianluca Cabrini, vini di nicchia d’Oltrepò Pavese. Ceresio di Lupica, panificio, pasticceria, caffetteria, produzione propria artigianale, specialità siciliane


Veritas Feminae team
Gina Affinito | Curatore 
Teresa Stacca | Critico d’arte 
Mariano Cervone | Grafiche La Cromografica | Catalogo
Scelte Poetiche | Liliana Angel Grassi
Performance | Mina D’Elia e Massimiliano Manieni 
Supporto | Giusy Vergara ed Antonello De Stefano

Per contatti: veritas.fem@gmail.com



sabato 3 dicembre 2016

4 Levels di Andrea Chisesi a Palazzo Velli Expo

Il giorno 6 dicembre 2016 alle ore 18, 00 lo spazio di Palazzo Velli Expo (Roma) in collaborazione con l’Atelier dell’artista presenta la personale “4 Levels” di Andrea Chisesi a cura di Marcella Damigella

L’artista Andrea Chisesi nasce a Roma nel 1972. A Milano nel 1998 apre lo studio “Andrea Chisesi photografer” dove presto inizia a sperimentare una tecnica che lui stesso definirà “Fusione”, l’unione di pittura e fotografia.  Dopo dieci anni, inaugura il primo atelier di pittura; solo nel 2013 si trasferisce ad Ortigia (Siracusa) dove apre il suo atelier e dove tuttora vive. La mostra “4 Levels” è titolo aperto a molteplici significati. Un livello dopo l’altro, una sezione accanto all’altra, la mostra che esemplifica mirabilmente la stratificazione estetica e concettuale dell’artista, non è rigidamente concepita in 4 sezioni a se stanti. Ogni parte è di rimando all’altra: fuochi d’artificio, fusioni, décollage, sovrapposizioni pittoriche, ogni parte è strettamente in connessione con il tutto. 

La retrospettiva che inaugura il 6 dicembre e prosegue fino al 20 dello stesso mese, espone a Roma, tra le antiche stanze del trecentesco Palazzo Velli, parte della sua produzione più significativa. Il corpus di 47 opere propone una visione integrale del suo operato. L’uso vivace del dripping con i “fuochi d’artificio”, rappresentano la vita e il senso effimero del tempo che passa, le “Fusioni”, la sua forma estetica più innovativa, sono dedicate agli eroi del passato e raffigurate nell’arte antica; gli strappi (i “Décollage”) sono di chiara ascendenza pop, la sezione del Sacro (in collaborazione con Lilin) campeggia insieme al florilegio pittorico della sezione “Matrem” che omaggia Pollaiolo, Bougureau, Bernini ecc. 

Il percorso espositivo di Chisesi rigoroso, razionale e contemporaneamente fortemente emozionale, si chiude nella sezione “My money”: il tributo alla vecchia lira anticipa la collezione completa che sarà presentata a Taormina il prossimo anno. Articolato e profondo, il lavoro di Chisesi indaga tutte le varianti espressive possibili, non predilige una forma a un’altra: l’ecletticità costituisce la sua cifra personale.

comunicato stampa

venerdì 2 dicembre 2016

Modena e i suoi fotografi 1870-1945

Raccontare gli artisti che hanno fatto di Modena la città della fotografia attraverso un percorso di oltre settanta immagini provenienti da importanti collezioni storiche cittadine. Questo è l’obiettivo di "Modena e i suoi fotografi 1870-1945",  volume che si propone di illustrare come a Modena la fotografia, nei suoi oltre centosettanta anni di vita, sia sempre stata praticata ad altissimi livelli, facendo di questo territorio uno dei luoghi maggiormente sensibili all’arte dei sali d’argento.

Dagli atelier Orlandini, Sorgato, Bandieri, Andreola, ai grandi fotoamatori come Ferruccio Testi e Francesco Carbonieri, le immagini selezionate non intendono semplicemente raccontare la storia della fotografia modenese o delle trasformazioni urbanistiche del territorio, quanto piuttosto offrire l’occasione di apprezzare la qualità e il valore artistico degli autori che tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento pongono le basi per l’affermarsi di una radicata cultura dell’immagine.




giovedì 1 dicembre 2016

I Tesori del Nord e delle altre provincie russe alla Galleria Civica di Campione d’Italia.

Dal 10 dicembre alla Galleria Civica di Campione d’Italia in mostra i “Tesori del Nord e delle altre provincie russe”: 38 antiche icone russe provenienti in larga misura dal patrimonio di Collezione Orler con sede a Marcon (Venezia) e da alcune importanti collezioni private. 

Nel complesso le opere esposte coprono un arco cronologico che va dal XVI al XIX secolo, con tavole provenienti per lo più dai centri iconografici della Russia settentrionale (Cholmogory, Kargopol’, dalla regione del fiume Onega, Vyg, Belosersk, Ustiug la Grande dalla regione di Vologda) ma anche dalla Russia centrale, dalla regione del Volga, da quella di Yaroslavl’ fino ad arrivare a quella degli Urali con Neviansk.

Tesori del Nord e delle altre province russe
Icone del XVI - inizio XIX secolo dalla Collezione Orler e da altre collezioni private

A cura di Levon Nersesyan e Migena Hajdari

Galleria civica san Zenone
Piazzale Maestri Campionesi - Campione d’Italia (CO)

Inaugurazione 10 dicembre ore 16
10 dicembre 2016 - 15 gennaio 2017


mercoledì 30 novembre 2016

Beatrice Gallori. Core

Per dare il titolo alla sua mostra personale Beatrice Gallori ricorre al linguaggio scientifico: Core come nucleo, termine con cui nell’informatica si intende una parte del microprocessore, insieme al package che lo contiene. L’esposizione si compone di opere-installazioni create site specific che ruotano attorno alle ricerche dell’artista toscana sulla “cellula” che sono poi il tramite per studiare l’uomo in quanto essere vivente. 

Al Lu.C.C.A. – spiega Luca Beatrice, uno dei curatori della mostra – Gallori espone tutte opere site specific che riflettono una volta di più sulla condizione residuale della pittura, unica possibilità che tale mezzo può giocarsi in una difficile condizione contemporanea. Certo la riflessione sul monocromo parte da lontano, con sfumature e variazioni sia internazionali che italiane: è uno stile ben radicato nella tradizione tardo novecentesca e attualmente tornato di attualità per la critica e per il pubblico. Gallori però fa di più, inserendo la propria riflessione nello spazio con cui dialoga e in qualche modo combatte negandone i tratti distintivi, modificando angoli e proporzioni con la sua tipica forma a blob”.

“Viviamo il momento più interessante e imprevedibile nelle arti visive degli ultimi venticinque anni – aggiunge il co-curatore Maurizio Vanni – nel quale la realtà, privata di qualunque elemento interpretativo in grado di garantirne la coerenza, lascia il posto a coloro che non vogliono alluderla o narrarla, ma ricrearla ex novo attraverso una pluralità di codici plausibili. Beatrice Gallori riparte dalla molecola, dalla genesi della materia, non come operazione atavica e regressiva, bensì per ritrovare nel ‘concepimento del Tutto’ quelle relazioni capaci di ricostruire un nuovo mondo visivo. Core non è la risposta, ma l’unica via possibile”.

Lo speciale allestimento della mostra coinvolge il visitatore, stimolando diversi sensi attraverso il colore delle opere, le modalità con cui sono state realizzate e il movimento che creano con la loro struttura all’interno delle sale. “Mi sono divertita – sottolinea Beatrice Gallori – a cercare il vuoto, il pieno, ciò che non si vede, ciò che c’è, quello che ancora non c’è, che potrebbe accadere oppure no. È uno studio sulla cellula nuda e cruda, su quello che porta con sé e sulle informazioni che veicola dei nostri corpi, e che a volte li condanna. Una sorta di linea sottile tra la vita e la morte, ma anche una possibilità di comprensione dell’oltre. Ritengo che dobbiamo vedere l’infinitamente piccolo per capire l’infinitamente grande”.

L’esposizione è realizzata con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Lucca, Opera delle Mura, Camera di Commercio di Lucca, Confindustria Toscana Nord, Confcommercio Province di Lucca e Massa Carrara, Confesercenti Toscana Nord, Confartigianato Imprese Lucca, e con il supporto di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Gesam Gas+Luce, e-Gate, Lara&Rino Costa Arte Contemporanea, Vecchiato Arte.

Beatrice Gallori. Core
Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art, Lucca
3 dicembre 2016 – 5 febbraio 2017
a cura di Luca Beatrice e Maurizio Vanni

Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca tel. +39 0583 492180
www.luccamuseum.com | info@luccamuseum.com


Orario mostra:
Da martedì a domenica ore 10-19
Chiuso il lunedì
Biglietti: intero 7 €; ridotto 5 €

Inaugurazione: 2 dicembre ore 17,30 (su invito)

Organizzazione: Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
In collaborazione con: MVIVA
Con il patrocinio di: Regione Toscana, Comune di Lucca, Opera delle Mura, Camera di Commercio di Lucca, Confindustria Toscana Nord, Confcommercio Province di Lucca e Massa Carrara, Confesercenti Toscana Nord, Confartigianato Imprese Lucca
Con il supporto di: Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Gesam Gas+Luce, e-Gate, Lara&Rino Costa Arte Contemporanea, Vecchiato Arte.

Ufficio Stampa
SPAINI & PARTNERS + 39 050 36042/310920 www.spaini.it
Addetto Stampa Lu.C.C.A.

lunedì 28 novembre 2016

Default di Aniello Barone allo Spazio Nea di Luigi Solito.

Default è il titolo evocativo della mostra di  che inaugura il 30 novembre allo Spazio Nea di Luigi Solito (fino al 31 dicembre).

Laureato in Sociologia, l’artista dal 1995 dà inizio a una ricerca fotografica che affronta le tematiche relative al rapporto uomo-ambiente, proponendo un’indagine sull’area metropolitana, che Barone sviluppa attraverso la duplice attenzione al paesaggio e all’antropologia urbana.  Allusiva e metaforica, la fotografia di Barone rifiuta l’elemento narrativo e didascalico, come attesta anche il ciclo di lavori Paesaggi, realizzato tra il 2007 e il 2011 con la macchina panoramica e presentato alla Nea in occasione di una personale del 2013. Il tema della crisi, che in quella serie di fotografie veniva analizzata attraverso la lente del rapporto tra uomo e paesaggio contemporaneo, è affrontato anche nella nuova personale Default, approfondimento sui cambiamenti antropologici che l’epoca attuale ha determinato.  La società contemporanea, infatti, dopo un processo di anestetizzazione e di simulazione del reale, oggi affronta una crisi di valori e la perdita di modelli e di paradigmi di riferimento: “E in questa mutazione antropologica si assiste all’estinzione dell’inconscio. Da qui la scelta di utilizzare la parola «default» intesa come perdita di fiducia”, afferma l’artista, il quale sceglie di fotografare i bunker perché allusivi della sociopatia che affligge l’umanità. Barone, dunque, per formazione culturale, assume la fotografia come strumento di indagine speculativa e di verifica sul campo, operando una cesura rispetto alla tradizionale concezione di fotografia antropologica, che l’artista attualizza e trasforma in opportunità di ricerca estetica e di riflessione concettuale. [osdv]

Questo lavoro di Aniello Barone, ha dei riferimenti chiari, altri meno espliciti e alcuni cosi ben nascosti da essere lontani dalla conoscenza dello stesso autore. Parlano della storia del genere umano, dall’evoluzione che spesso è una involuzione e del costante esperimento che l’uomo si è autoimposto. Nel lavoro di Barone c’è il segreto militare, fino alla più grande organizzazione europea per la ricerca nucleare: il CERN, la più imponente trovata dell’uomo per simulare dio, lo stesso dio che proprio l’uomo prima aveva immaginato. È questo che caratterizza la ricerca di Aniello, in un progetto strettamente mentale. Questa corsa sfrenata dell’uomo, a simulare la vita, per non viverla più, e accettare le impostazioni di base che i device da noi stessi programmati ci impongono, di default” [Luigi Solito]

La mostra aderisce alla rassegna Synth che, giunta alla seconda edizione sceglie di invadere la città e gettare ponti culturali tra la musica e le arti visive e digitali: in occasione dell’opening, Synth produrrà una sonorizzazione della mostra fotografica di Aniello Barone.


Aniello Barone (San Giovanni a Teduccio, Napoli, 1965. Vive e lavora a Napoli). Dopo la laurea in Sociologia all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con una tesi sul degrado ambientale, dal 1995 inizia a fotografare, interessandosi alle tematiche che riguardano il rapporto uomo-ambiente, l’immigrazione, quindi le cosiddette “subculture”, e le periferie. Attualizzando e superando il concetto di fotografia etnografica e antropologica, Barone la utilizza come mezzo per dialogare con la complessità della realtà. Collabora con quotidiani e riviste e i suoi lavori sono stati esposti a Napoli (al Museo Archeologico Nazionale e alla Biblioteca Nazionale) e in numerose città italiane ed estere come Parigi, New York, Shanghai, S. Pietroburgo e dal 2005 insegna Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2007, il libro “Detta Innominata” ha vinto il Premio Marco Bastianelli.

  
titolo: Default
artista: Aniello Barone
durata: 30 novembre – 31 dicembre 2016
dove: Spazio NEA, via Costantinopoli 53 / piazza Bellini 59 - Napoli
orario: lunedì – domenica dalle 9.00 alle 2.00 am
ingresso: libero
contatti: 08118705839 | info@spazionea.it


giovedì 24 novembre 2016

Anatomies: Hans Bellmer - Lello Torchia

Il prossimo 29 novembre si inaugura “Anatomies”, la mostra che combina le opere di Hans Bellmer e di Lello Torchia

Il grande, controverso maestro di Katowice morto nel 1975 e il giovane – molto apprezzato – scultore napoletano sono rappresentati, in un suggestivo allestimento, da otto lavori che abbracciano un arco temporale di cinquant’anni. Tra “Portrait d'Unica avec l'œil-sexe” (acquaforte del 1964 di Bellmer) e “Senza titolo” (scultura in bronzo del 2014 di Torchia) fluiscono varie stagioni dell’arte contemporanea, ma c’è un comune denominatore che le unisce: l’attrazione per l’anatomia umana. Il corpo raccontato da Bellmer è quasi esclusivamente femminile: una visione allucinatoria, eversiva, demoniaca e apocalittica. Le sue “Dolls” disarticolate e misteriose, nonché vulnerabili e oscene, si spingono ben oltre i confini tracciati dalle ossessioni di Bosch e Arcimboldo tanto da rimanere, ancora oggi, un unicum nel panorama dell’arte. La statuaria classica, giunta fino a noi rimodellata dal tempo e in molti casi mutilata, è invece all’origine del corpo descritto da Torchia. Nei disegni e nelle sculture le membra sono sfigurate, bucate e graffiate; le cancellature e le lacerazioni conferiscono ai lavori carattere di ricordo: essi oscillano tra la presenza e l’assenza, la vita e la morte. 

La mostra, che non pretende certamente di essere esaustiva (soprattutto rispetto alla sterminata vastità dell’opera di Bellmer), offre alcuni importanti spunti di riflessione sull’interesse dei due artisti – che non si sono mai incontrati per palesi motivi anagrafici – nei confronti del corpo: un tema ancora attuale, come nei primi decenni del ‘900.

Hans Bellmer (Katowice 1902 – Parigi 1975) nel 1936 si stabilisce a Parigi per sfuggire alla dittatura nazista e nel 1937 espone le sue opere alla “Mostra Internazionale Surrealista” di New York. Nel 1966 il Museo di Ulm gli dedica un’ampia mostra retrospettiva, a cui seguono quelle dello Stedelijk Museum di Amsterdam, nel 1970 e del MOCA di Chicago, nel 1975. Nel 1983 (“Photographe”) e nel 2006 (Hans Bellmer: Anatomie du Désir ) è il Centre Pompidou di Parigi a celebrare il suo “genio scandaloso”.

Lello Torchia (Napoli, 1971) esordisce nel 1999 con la mostra “Il bosco sacro dell’arte” presso il Parco del Museo di Capodimonte, a Napoli. Negli anni ha tenuto svariate mostre personali e collettive: Galleria Scala Arte, Verona; Galleria Studio 34, Salerno; Franco Riccardo Artivisive, Napoli; The White Gallery, Milano; Museo Archeologico di Calatia, Maddaloni; Biblioteca civica, Brescia; Palàcio Foz, Lisbona; Karazin Kharkiv National University, Kharkiv; Tempio di Mithra, Humshaugh.


Front Space, La Fuerza Plaza, 2241 Chino Roces Avenue, Makati City, Philippines.
Lunedì – Venerdì  08:00 – 17:00
Info: +63 2 893 1607



mercoledì 23 novembre 2016

Arte e impresa: tra comunicazione, formazione e innovazione.

COPERNICO RADAR  
L’osservatorio smart  di COPERNICO – Where Things Happen sul mondo del lavoro, nuove tendenze e lifestyle

“Le antenne più adeguate per trasformare la percezione istantanea in strumento di efficacia non si trovano nella tradizionale cassetta degli attrezzi del manager. Di quelle antenne sono dotati gli artisti. Ed è a loro che dobbiamo rivolgerci se vogliamo finalmente imparare il presente”. 

Questa era la mission dell’Art for business forum 2011, uno statement che nel corso degli anni è diventato per molte aziende un approccio reale al business. In più di cinque anni è interessante notare che questo importante suggerimento si è concretizzato. Il rapporto tra arte e impresa si è infatti modificato e rafforzato nel tempo. La cultura si sta sempre più trasformando in un reale investimento per le imprese, uno strumento capace di dare loro nuove rappresentazioni, nuove narrazioni; un asset strategico in grado di rafforzare brand che debbono pensare a mercati globali. 

La cultura diventa quindi un partner in grado di guidare e ispirare le imprese. E’ per questo che COPERNICO RADAR, l’Osservatorio smart di COPERNICO Where Things Happen sul mondo del lavoro, nuove tendenze e lifestyle, ha cercato di individuare i 3 pillars attraverso cui le aziende possono investire in cultura e arte, con un occhio rivolto agli esempi di oltremanica e oltreoceano, ma consapevole della storia e del territorio italiano, per intraprendere e valorizzare un progetto di investimento culturale.

Arte per Comunicare
La comunicazione è fondamentale per ogni azienda. Sempre di più, i brand del lusso come Prada, Trussardi e Furla, o anche aziende di altri settori come Enel, Terna, UBS e BSI dedicano una parte della loro communication strategy a progetti artistici che oggi rappresentano una v alida alternativa a proposte espositive di istituzioni museali ed enti pubblici. L’arte, in questo caso, produce dei contenuti che possono creare valore per il pubblico esterno e creare contemporaneamente brand awareness. 

Arte per Formare
E’ importante allo stesso tempo sviluppare la comunicazione interna e coinvolgere direttamente i dipendenti, per far sì che il progetto artistico li riguardi in prima persona, lavorando quindi sul significato e la fruizione di questo a più livelli. Di conseguenza, la formazione attraverso l’arte è una modalità con cui si può lavorare sulla visione aziendale, mediante un contatto diretto con l’artista o le sue opere, per traslare alcune dinamiche artistiche a quelle aziendali. Molte banche in passato, da Deutsche Bank a Unicredit, hanno usato l'arte per migliorare l'organizzazione del lavoro e creare un senso di appartenenza fra i dipendenti. L'arte può infatti servire come stimolo, restituendo creatività alla vita lavorativa e offrendo nuovi punti di vista. La Fondazione Ermanno Casoli ad esempio è da anni impegnata su questo fronte e ha sviluppato un progetto di formazione – “e-straordinario” – che porta l’arte contemporanea nel mondo industriale: artisti di fama internazionale in collaborazione con trainer specializzati in formazione manageriale lavorano ad un progetto artistico con i dipendenti di un’azienda, attraverso incontri teorici e workshop.

Arte per Innovare
È da queste dinamiche, quindi anche mediante l’arte, che è possibile creare innovazione o attuare un processo di avvicinamento alle novità tecnologiche e scientifiche. Emblematico in questo senso è stato Metri d’arte, un progetto di Miroglio Textile per cui l’azienda ha chiamato a collaborare artisti di fama internazionale con i designer del Gruppo Miroglio. Ricerca e sperimentazione per creare nuovi tessuti, concepiti come opere d’arte, che hanno saputo incorporare un contenuto, una storia da raccontare e valorizzare allo stesso tempo il processo creativo. Un processo da cui i disegni originali degli artisti sono stati elaborati dall’ufficio stile per dare vita a differenti tipi di tessuti e varianti, commercializzati poi nelle collezioni. 

Altro esempio virtuoso di rapporto tra arte e impresa è la Whitelight Art Gallery, ospitata nell’Art Basement di Copernico Milano Centrale. Anche COPERNICO – Where things happen, nel suo obiettivo di innovare la visione dello spazio di lavoro attraverso lo smartworking, ha voluto servirsi delle arti visive aprendo i suoi spazi ad una galleria di arte contemporanea che propone un programma espositivo aperto al pubblico, ma attento anche alle contaminazioni con la community copernicana. 

Concludendo, come ha recentemente affermato James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera durante il ciclo di “ C- Moments” all’interno di Clubhouse Brera, gli appuntamenti in cui parla del ruolo e valore dell’arte e della cultura nella società contemporanea (l’ultimo in programma il 15 dicembre). “L’arte, secondo me, ‘has to be used”. Il risultato più interessante è ammirare come le persone si trasformano nei confronti dell’arte, mutando da osservatori passivi in fruitori attivi”. 

martedì 22 novembre 2016

Digital, mobile, social lessons from 3 years @MetMuseum

In occasione dell’inaugurazione dei seminari del sistema MAB (Musei, Archivi, Biblioteche) l’Università degli Studi di Torino ospita la lezione del professor Sree Sreenisavan, docente di digital media al master di giornalismo della Columbia University, dall’ottobre 2016 Chief Digital Officer della città di New York e fino a poco tempo prima responsabile della comunicazione digitale del Metropolitan Museum. 

L’intervento verterà sul racconto dell’esperienza condotta durante i tre anni di lavoro al Met, durante i quali è stata rimodulata la strategia dei social media e degli strumenti digitali offerti ai visitatori del museo.

L’incontro, che si svolgerà giovedì 24 novembre alle 17.00 presso l’aula 1 della Palazzina Einaudi in corso Dora Siena 68/a, sarà introdotto da Enrico Pasini, delegato dal Rettore per il Sistema Bibliotecario, Archivistico e Museale dell’Università degli Studi di Torino e presidente del comitato scientifico del Sistema Museale di Ateneo, e da Anna Masera, direttrice laboratori e testate del Master in Giornalismo dell’Università degli Studi di Torino, modererà il dibattito Maria Beatrice Failla, docente di museologia e coordinatore dell’unità torinese del progetto Prin “La Vita delle opere, dalle fonti al digitale” dedicato alla comunicazione digitale nei musei.

Il seminario è stato organizzato in collaborazione con i direttori, i conservatori e i responsabili della comunicazione di diverse istituzioni museali, tra cui la Fondazione Torino Musei, i Musei Reali, il Museo Egizio, il Museo del Cinema, la Reggia di Venaria, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, oltre che dal Sistema Museale dell’Università degli Studi di Torino, che animeranno la discussione finale, per il quale è prevista la traduzione consecutiva. Sarà possibile partecipare al dibattito e dialogare con Sree e con i musei torinesi anche tramite i social media e formulare le domande sull’argomento attraverso gli hashtag #sreeturin e #AskSree 





lunedì 21 novembre 2016

La Natura in mostra alla Cantina Albinea Canali.

«È nel cuore dell’uomo che la vita dello spettacolo della natura esiste; per riuscire a vederlo, bisogna sentirlo». Dalla celebre frase di Jean-Jacques Rousseau, tre mostre sul tema della “Natura”, curate da Luigi Borettini alla Cantina Albinea Canali (Via Tassoni 213, Reggio Emilia) dal 27 novembre 2016 al 14 gennaio 2017.



Realizzato con il patrocinio del Comune di Albinea (RE), il progetto sarà inaugurato domenica 27 novembre alle ore 16.00.

All’interno della Cantina Albinea Canali saranno allestite tre esposizioni: nella Sala Cavalieri, una personale del pittore piacentino Gianfranco Asveri, promossa e realizzata in collaborazione con Radium Artis Galleria d’Arte; nella Sala Ottocento, una collettiva con opere pittoriche degli artisti reggiani Luigi Camellini, Sara Giuberti, Stefano Grasselli, Giovanna Magnani, Rodolfo Pisi, Fabio Rota, Romano Salami; nel Salone delle Capriate, le ricerche fotografiche di Giovanni Badodi, Naide Bigliardi, Giuseppe Maria Codazzi, Marcello Grassi, Corrado Moscardini, Fabio Vezzani.


Segnalato da :
Chiara Serri
M. +39 348 7025100

CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
info@csart.it
www.csart.it



domenica 20 novembre 2016

Il futuro delle città disegnato da Antonio Sant’Elia

Giovedì 24 novembre, alle ore 19.00, presso il Palazzo della Triennale, si tiene l'inaugurazione della mostra realizzata in occasione del centenario della morte di Antonio Sant’Elia.

La mostra promossa dalle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano e di Como, dal Comune di Como e dalla Triennale di Milano, celebra l’autore del Manifesto dell’Architettura Futurista.

Le straordinarie visioni e prefigurazioni della città futura disegnata da Antonio Sant’Elia hanno anticipato forme che solo l’avvento del XXI secolo ha visto realizzate.

Da Renzo Piano alle modellazioni di MVRDV, di Steven Holl, di Vincent Callebaut, di MAD o del recentissimo “Google North Bayshore” di BIG, Sant’Elia si conferma, a un secolo dalla sua tragica morte durante la Grande Guerra a soli 28 anni, come fonte inesauribile di ispirazione.

La mostra in Triennale si rivolge ad un pubblico più vasto rispetto a quello specialistico degli architetti e ha lo scopo di far conoscere l’opera dell’autore del Manifesto dell’architettura futurista pubblicato nel 1914.


Palazzo della Triennale
Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano



sabato 19 novembre 2016

Un nuovo percorso espositivo proposto dal CSAC

Sabato 26 novembre 2016 l’Archivio-Museo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma presenta un percorso espositivo rinnovato in sette delle sedici sezioni visitabili all’interno della suggestiva cornice dell’Abbazia cistercense di Valserena, a pochi chilometri da Parma: una selezione inedita di oltre 600 opere tratta dallo straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi custoditi dallo CSAC e suddivisi tra le collezioni di Arte, Fotografia, Progetto, Media e Spettacolo.





venerdì 18 novembre 2016

Arriva 'Il Viaggio', la rassegna di gioielli ed incontri all' Atelier Orafo Devis Palazzi di Pesaro

Partirà sabato 26 novembre la rassegna di gioielli denominata ‘Il Viaggio’ presso il Devis Palazzi Atelier di Pesaro.

La rassegna si terrà in occasione della seconda sede del Devis Palazzi Atelier (www.palazzidevisgioielli.it) in Via della Maternità, 5 a Pesaro, località a lui cara per la completezza dell’anima artistica e marittima della città, mantenendo la prima sede ed headquarter a Porto Verde, location comoda per molti clienti che possono arrivare in barca per appuntamenti riservati.

Per omaggiare questa duplice anima, Devis Palazzi ha deciso di inaugurare la rassegna ‘Il Viaggio’, quattro appuntamenti che raccontano il viaggio percorso da ogni gioiello. Dall’origine della pietra preziosa o della perla rara, alla ricerca della qualità, alla lavorazione, all’ideazione e alla personalizzazione che ogni creazione, anche la più piccola e simbolica, contiene al proprio interno. ‘Il Viaggio’ di ogni gioiello continua il proprio percorso ‘nelle mani’ e ‘nel cuore’ del committente, molto spesso donandolo e passandolo di generazione in generazione. Accompagnarlo con questi brevi incontri, diventa un ulteriore patrimonio da tramandare e ‘regalare’, fatto di conoscenza, aneddoti e della storia dell’origine dettagliata di quella particolare creazione. 

La rassegna ‘Il Viaggio’ si terrà nell’Atelier Orafo di Pesaro sabato 26 novembre, sabato 3 – 10 – 17 dicembre alle ore 17.00. Il maestro orafo accoglierà l’ospite accompagnandolo con un bicchiere di bollicine e guidandolo in percorsi affascinanti e inesplorati ai molti. 

Sabato 26 Novembre ore 17.00 Perle rare 

Sabato 3 Dicembre ore 17.00 Il Corallo 

Sabato 10 Dicembre ore 17.00 Pietre preziose vs Pietre semipreziose 

Sabato 17 Dicembre ore 17.00 I diamanti 

Tutti gli appuntamenti avranno accesso gratuito anche se, per una migliore accoglienza, è consigliabile la prenotazione, non obbligatoria. 

Devis Palazzi
Devis Palazzi è nome noto nel mondo dell’artigianato orafo e dell’alta gioielleria.

Orafo rinomato e creatore per maison importanti, mantiene la sua mission di ‘trattare ogni singolo pezzo come una piccola opera d’arte’, trovando grandi soddisfazioni nell’interpretare i desideri e sogni, spesso inespressi, della sua clientela più esigente. Frutto della geniale creatività dell'orafo DEVIS PALAZZI tutte le creazioni sono caratterizzate dalla passione nella ricerca di pietre e perle rare da cui prende vita un gioiello unico ed affascinante. Le creazioni personalizzate che esprimono la cura, l’attenzione artigianale, la creatività e la passione, diventano gioielli unici, dedicati a quell‘unica persona che li ha ispirati e per cui sono stati pensati. Sarà una creazione che prenderà vita dal disegno eseguito a mano poi trasformato nel progetto 3D che permette di ammirarne la lavorazione esclusiva e i colori delle gemme accostate tra loro in modo armonioso. Scoprirlo insieme è sempre un'emozione unica che cattura lo sguardo.  

Per i giornalisti si prega di contattare direttamente per incontri dedicati DEVIS PALAZZI ATELIER ORAFO Via della Maternità, 5 - Pesaro email: info@palazzidevisgioielli.it T: +39 0541 640571 T: +39 0721 67698   

giovedì 17 novembre 2016

L' Arte Morbida alla Galleria Domus Romana.

In pieno centro di Roma, nella splendida cornice della Galleria Domus Romana, in via delle Quattro Fontane 113, si terrà la terza edizione della mostra " Arte Morbida". L'inaugurazione avrà luogo il 24 novembre alle ore 17. La mostra proseguirà dal 25 al 27 novembre dalle 10 alle 20.

L'evento è organizzato dalla Scuola Romana Quilting con l'intento di far conoscere il Quilting nella sua forma meno conosciuta, appunto quella artistica e contemporanea.

Saranno esposte le opere di artisti pluripremiati in Italia e all'Estero, come ad esempio Sheila Frampton-Cooper, artista statunitense da qualche anno residente in Francia, apprezzata in tutto il mondo per le sue opere di Art Quilting, premiata nelle più qualificate competition, che per la prima volta espone in Italia 4 dei suoi più famosi quilts; Katie Pasquini Mosopust, da quasi 30 anni creatrice di quilts di arte contemporanea che sono ammirati e collezionati da una vasta gamma di estimatori. Dai suoi inizi come pittrice è passata al quilting tradizionale, il suo lavoro si è evoluto da Mandala strutturati e Mind-Blowing dimensionali, a paesaggi pittorici eseguiti con i tessuti e le tecniche di cucitura più creative. Oltre naturalmente a molte opere di alcuni dei maggiori esponenti italiani.

In esposizione presso l'Arte Morbida anche la mostra itinerante "Quiltomanti". Sarà possibile ammirare i 22 quilt rappresentanti le carte dei tarocchi, interpretate da altrettanti artisti.

Oltre alla visita, a ingresso libero delle 60 e più opere in Mostra, sarà possibile, previa iscrizione, partecipare nei giorni di venerdì, sabato e domenica ai work-shop nei quali alcune delle artiste presenti insegneranno le loro tecniche.

Potete trovare il programma completo dell'evento sulla pagina : 
http://www.scuolaromanaquilting.it/wordpress/arte-morbida-2016/




lunedì 14 novembre 2016

BOOM 60! Era arte moderna.

GIOVEDI A PALAZZO
Preludio alla bellezza con i capolavori in GAM
Le voci dei curatori sulle principali mostre italiane.

Giovedì 17 novembre, ore 16.30 
MARIELLA MILAN

"BOOM 60! Era arte moderna"

La mostra intende esplorare l'esperienza artistica del decennio 1955-1965, attraverso i rotocalchi illustrati dell'epoca, il cinema, la televisione e le opere di grandi maestri, tra i quali troviamo Arturo Tosi con l'opera Val Seriana del 1900, concessa in prestito dalla Galleria d'Arte Moderna Achille Forti. Il percorso espositivo della mostra "BOOM! 60 Era arte moderna" (Museo del Novecento, 18 ottobre 2016 - 12 marzo 2017, Milano) si concentra soprattutto sul contesto della città meneghina, centro della grande editoria commerciale e al tempo stesso della ricerca artistica più avanzata. Da tale narrazione emerge un'immagine dell'arte contemporanea e dei suoi protagonisti alternativa rispetto a quella della critica colta, dove i temi estetici s'intrecciano spesso con la presenza di celebrità del cinema, mentre un nuovo interesse per il mercato dell'arte moderna si affaccia sulle pagine delle riviste, in linea con l'ottimismo degli anni del boom economico. Mercato e collezionismo sono in espansione e, in nome del "miracolo" italiano, l'arte sembra destinata a entrare, come il frigorifero e il televisore, nelle case di tutti.

MARIELLA MILAN
Dottore di ricerca in storia dell'arte, si è occupata in particolare dell'arte moderna raccontata dalla stampa di attualità illustrata e delle fonti fotografiche nelle arti visive tra Otto e Novecento. Ha recentemente pubblicato il volume Milioni a colori. Rotocalchi e arti visive in Italia 1960-1964, Quodlibet, Macerata 2015. Curatrice, insieme ad Antonello Negri, Mariagrazia Messina e Desdemona Ventroni, dell'esposizione "BOOM 60! Era arte moderna".

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Si consiglia la prenotazione anticipata a:
info@palazzodellaragioneverona.it
T. 045 8001903

Informazioni generali 
Palazzo della Ragione 
Galleria d’Arte Moderna Achille Forti
Cortile Mercato Vecchio
37121 Verona

Orario
Da martedì al venerdì 10.00-18.00
Sabato, domenica e festivi 11.00-19.00
Lunedì chiuso

Contatti 
T. 045 8001903 
info@palazzodellaragioneverona.it
www.palazzodellaragioneverona.it


Prossimi appuntamenti:

Giovedì 24 novembre, ore 16.30
I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d'avanguardia
Palazzo Roverella, Rovigo
GIANDOMENICO ROMANELLI

Giovedì 15 dicembre, ore 16.30
Il Museo dell'universo. L'arte italiana e il genio dell'Europa
Scuderie del Quirinale, Roma
CAROLINA BROOK
VALTER CURZI



venerdì 11 novembre 2016

RWD - FWD di Alfredo Pirri per il progetto 'I pesci non portano fucili''.

Martedì 15 novembre 2016 alle ore 19.00 inaugura la mostra RWD - FWD ospitata presso lo Studio/Archivio di Alfredo Pirri e promossa da Nomas Foundation.

Curata da Ilaria GianniRWD - FWD è la prima tappa del progetto I pesci non portano fucili,titolo scelto dall'artista in omaggio all'opera The Divine Invasion di Philip K. Dick (1981), in cui l'autore immagina una società disarmata e fluida come il mare aperto.


RWD - FWD mette in luce il lavoro di Alfredo Pirri e la sua poetica, rintracciandone le origini e il percorso a partire dal suo archivio personale. La scelta di usare lo studio dell'artista come spazio espositivo nasce dal desiderio di far entrare il visitatore in contatto con un luogo di meditazione, creazione e di archiviazione.

Una selezione di materiale prodotto e conservato dall'artista, testimonianze e tracce del suo percorso di ricerca, dagli anni Ottanta a oggi, sarà rivelato al pubblico per la prima volta. Bozzetti, note, fotografie, lettere, schizzi, video, documenti inediti, progetti di opere e di incontri, permetteranno allo spettatore di addentrarsi nel processo artistico e intellettuale di Pirri.

La molteplicità e la varietà dei materiali esposti sottolinea come l'attività dell'artista non si sia distinta solo nell'ambito delle arti visive ma anche del teatro, nell'architettura e nella grafica, campi in costante dialogo e spesso inscindibilmente legati nell'opera di Pirri.


Durante tutto il periodo di apertura della mostra, la sede di Nomas Foundation si trasformerà in un vero e proprio laboratorio in cui l'artista lavorerà alla creazione di un'opera di grandi dimensioni. Fino al mese di gennaio 2017 il visitatore potrà osservare il procedere della creazione dell'opera ed essere coinvolto, attraverso una serie di incontri organizzati per l'occasione, nel processo di ricerca creativa. 

L'opera, che sarà presentata ufficialmente durante il finissage della mostra - presso Nomas Foundation il 25 gennaio 2017, il giorno del sessantesimo compleanno di Pirri - verrà poi esposta nella retrospettiva dedicata all'artista, a cura di Benedetta Carpi de Resmini e Ludovico Pratesi, che inaugurerà nel 2017 nella sede del MACRO Testaccio.

Tappa intermedia tra le due mostre sarà un convegno ospitato dal MAXXI che affronterà il rapporto tra arte e architettura, riflessione fondamentale del percorso di Pirri. Questo "passaggio di testimone" è indicativo del clima di collaborazione istituzionale e di condivisione progettuale tra diverse realtà culturali romane, pubbliche e private, da cui è scaturita l'intera iniziativa I pesci non portano fucili che si propone come un valido modello di rete culturale fortemente sostenuto dall'artista, in cui ogni tappa sarà autonoma ma in dialogo con le altre.


Ogni domenica la rivista online Alfabeta2 ospiterà una documentazione di testi, video e audio proveniente dall'Archivio Alfredo Pirri, a cura di Chiara Pirri.