giovedì 30 luglio 2015

A OVèST di Palazzo Leonetti Luparini

Dopo 430 anni dal primo contatto documentato tra la città di Spoleto e il Paese del Sol Levante, le sale di Palazzo Leonetti Luparini accoglieranno le opere di artisti italiani e giapponesi per celebrare i legami che uniscono la città umbra al Giappone esplorando e documentando le molteplici occasioni di contaminazione da cui hanno origine le sfumature che contraddistinguono il contatto tra i due popoli

OVèST
PALAZZO LEONETTI LUPARINI
Spoleto (PG) - dal 31 luglio al 9 agosto 2015
Via Del Municipio 3 (06049)

mercoledì 29 luglio 2015

Das Ding ovvero dal di dentro : Fotografie di Emma Vitti a Palazzo Panichi di Pietrasanta

In mostra negli spazi di Palazzo Panichi di Pietrasanta circa 40 fotografie di Emma Vitti, stampate in varie dimensioni, che, sala dopo sala ci conducono in un viaggio visivo alla scoperta di risonanze interiori che non possono essere che soggettive e dunque uniche. L’artista si apre alla condivisione delle proprie visioni.

Tra gli elementi ricorrenti nel vocabolario immaginale di Emma Vitti c’è l’involucro: un bozzolo di cui liberarsi, una pelle che sta cambiando, una pellicola trasparente che vela – rivelando – qualcosa che preme, sotto. Una chiusura, strutturale o involontaria; una protezione, un’impossibilità. Una membrana da squarciare o una coltre sotto la quale sia possibile respirare silenziosamente.

Nella produzione degli ultimi anni vediamo sacchetti di cellophane che custodiscono, o proteggono, fiori, foglie, petali. La bellezza dei fiori e la loro seduzione estetica non distolgono però dalla percezione di una sorta di asfissia che innesca riflessioni attorno alle membrane e agli involucri che si frappongono nelle nostre vite, che vi si insinuano ostacolando le nostre relazioni.

In Das Ding l’autrice milanese approfondisce ulteriormente la propria ricerca sull’ambiguo rapporto tra contenitore e contenuto, entrando nei laboratori e nelle fonderie di Pietrasanta per fotografare le gomme utilizzate dagli artisti per la fusione delle sculture: muovendo, distorcendo queste membrane di lattice, avviene che la metafora dell’involucro si sciolga e diventi inequivocabilmente pelle, la pelle di un corpo. Ma succede anche che la gomma rimanga immobile, irrigidita nel suo guscio protettivo o si sottragga e deperisca nel processo della fusione. Il corpo, assente, è continuamente allucinato nell’instabilità della nostra percezione del rapporto figura-sfondo. La pellicola diventa un confine di carne, il limite che regola la dialettica illusoria del pieno e del vuoto.

Scrive Laura Pigozzi: “[…] I lattici antropomorfi di Vitti mostrano che il corpo cavo non è vacuo: è cavo perché qualcosa vi possa risuonare; è cavo al modo in cui è cavo un vaso – prima eco dell’arte umana – definito precisamente dallo spazio che lo rende contenitore. Il ragionamento inconscio di Vitti sull’involucro è sottile e coraggioso: le permette di installare la Cosa, Das Ding, al centro dell’immagine, quel centro velato che la allude per non farci precipitare mortalmente in essa. L’involucro di Emma è una metafora dell’anamorfosi, l’unica prospettiva da cui poter guardare e far vedere il sublime e l’orrore: La Cosa si può, allora, cogliere da un punto di vista possibile. Das Ding può mostrarsi attraverso il cavo, il doppio, la ferita, la pelle, l’organo: polmoni, cuore, doppi uteri a clessidra che segnano il tempo, feti gemelli che divergono. Das Ding, nascosta e visibile, sta lì a fare enigma e a porci la sua incessante interrogazione. A tutti noi, nessuno escluso. […]”

Emma Vitti – Ferita splendida

L’immagine/logo della mostra è emblematica e misteriosa: come osserva Roberto Mutti, […] “siamo inevitabilmente arrivati al momento più alto di questo percorso: finalmente appare il baluginio dell’oro che la luce ritrova sulla superficie metallica. La bellezza da esporre, tuttavia, la possiamo solo immaginare perché a Emma Vitti interessa ritrovare le graffiature, gli aggiustamenti, le abrasioni in cui ritrova le rughe, i segni, le cicatrici che non sono le imperfezioni ma le tracce che la vita ci ha regalato. Non è un caso se il titolo “Ferita splendida” somma alla piacevolezza del suono la contraddizione di un ossimoro. Proprio come nell’ultimo movimento di una sinfonia, ora tutto volge a un lento spegnersi”[…]

Emma Vitti si forma a Torino presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. Allieva di Francesco Menzio e Sergio Saroni, si diploma in Pittura, rafforzando un talento naturale per il disegno attraverso l’acquisizione di rigorose competenze visivo-linguistiche. Docente di educazione artistica, è autrice di numerosi testi nell’ambito della sperimentazione didattica e della formazione artistica. La sua sensibilità verso le qualità emozionali della comunicazione la porta ad indagare gli aspetti terapeutici dell’arte nella cura del disagio psichico e sociale e a svolgere quindi l’attività di arte terapeuta. Questo particolare approccio segna tutta la sua attività artistica, da sempre inserita nel gioco dialettico di due differenti istanze: da un lato la ricerca di una bellezza intesa come forma estetica appagante, dall’altro la necessità di esprimere e dare testimonianza del dolore esistenziale, dell’ineluttabilità. Dopo essersi espressa in passato attraverso il segno grafico, dagli anni ’90 l’artista sviluppa una ricerca personale nell’area della fotografia, intesa come mezzo per dare voce a quelle che ella stessa definisce metafore visive. Le fotografie di Emma Vitti, nella loro ambiguità e bellezza, vivono perché coinvolgono l’osservatore, non solo in quanto semplice fruitore, ma come soggetto creatore di senso.
Emma Vitti ha esposto in mostre personali e collettive in Italia, Europa e Stati Uniti. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

www.emmavitti.it

Das Ding – dal di dentro
Fotografie di EMMA VITTI
Palazzo Panichi, via del Marzocco 2, angolo Piazza Duomo – Pietrasanta (Lucca)
Dal 22 agosto al 10 settembre 2015
Inaugurazione: sabato 22 agosto ore 18.30
Orari: da martedì a domenica 18.00-20.00 e 21.00-23.00 | Ingresso libero
Catalogo Edizioni Undicesima, con testi di Alessandro Romanini, Roberto Mutti, Laura Pigozzi

In collaborazione con:
Comune di Pietrasanta e Centro Arti Visive di Pietrasanta

Info:
Centro Arti Visive di Pietrasanta | pressoffice@cavpietrasanta.it | t. 0584 792655
Centro Culturale Luigi Russo | istituti.culturali@comune.pietrasanta.it | t. 0584 795500

Organizzazione e promozione:
Undicesima Editoria e Comunicazione | info@undicesima.net | www.undicesima.net | t. 02 860290

martedì 28 luglio 2015

SIRONI-BURRI: un dialogo italiano (1940-1958) al Centro Unipol Bologna


A proseguire un‘intensa stagione di mostre d’arte, CUBO, Centro Unipol Bologna, il 28 luglio inaugura “SIRONI-BURRI: un dialogo italiano (1940-1958)” a cura di Christian Caliandro. Un dialogo serrato tra Composizione Murale (1940-’42 ca.) di Mario Sironi e Nero con punti (1958) di Alberto Burri, due opere del patrimonio del Gruppo Unipol, che testimoniano la tensione creativa che anima la ricostruzione dell’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale. 

Realizzati in anni di polemiche e di istanze contrapposte, queste due opere rendono conto di possibili strategie di negoziazione con la crisi e con la transizione che investono l’identità del Paese. Gli anni della maturità per Sironi coincidono con il crollo delle ipotesi di arte murale e con la decisione di tornare alla pittura da cavalletto: nei quadri che realizzerà proprio dai primi anni 40 e fino alla morte, avvenuta nel 1961, le periferie urbane diverranno paesaggi sempre più dilavati e spettrali, mentre figure e oggetti si comporranno sulla tela come relitti, macerie, scorie di un mondo finito colta nel tentativo di trovare un proprio incastro e assemblaggio all’interno di uno scenario completamente mutato. Il Nero con Punti di Burri, invece, elide ogni riferimento esplicito alla tradizione pittorica italiana del Novecento e scava direttamente nella realtà di un presente eroso e di un passato lontanissimo: i sacchi resi bituminosi e cuciti insieme, sono al tempo stesso memoria dell’immediato dopoguerra e riscoperta del senso profondo, arcaico dell’identità italiana, fatto di povertà essenziale, di nudità dimessa. I Sacchi che l’artista realizza durante gli anni Cinquanta sono di memoria francescana e giottesca e allo stesso tempo sono post-apocalittici. 

La memoria collettiva tende spesso a sovrapporre ricostruzione e boom economico dei secondi anni Cinquanta, nonostante essi rappresentino due momenti cronologicamente distinti; così come l’idea stessa del “miracolo” e il suo intero arco semantico tendono forse a oscurare quel faticoso processo costruttivo che ha portato al compimento di quel miracolo. L’Italia riuscì infatti a ricostruire una forma alta ed efficace di consapevolezza prendendo coscienza della realtà tragica del suo trascorso, non certo negandola o rifiutando di considerarla per quello che era: la produzione culturale è testimone di questo enorme sforzo collettivo per elaborare il trauma in divenire e per riconfigurare le basi di un’infrastruttura immateriale ancora più importante per il Paese di quella fisica e materiale. 

Il dialogo tra Sironi e Burri (proposto nel centenario della nascita di quest’ultimo, celebrato in tutto il mondo) fornisce un vivace spunto di riflessione su di una fase cruciale della nostra storia. La riscoperta della realtà nell’arte e nella cultura italiana tra anni Quaranta e Cinquanta costituisce l’origine autentica della nostra identità di cittadini, memoria storica da mantenere viva per gettare oggi le fondamenta del domani.
Il 22 settembre, presso lo Spazio Cultura di CUBO, Christian Caliandro, Vanni Santoni (scrittore, cofondatore del progetto di scrittura collettiva SIC), Alessandra Mammì (critica d’arte contemporanea e giornalista de l’Espresso) si incontreranno per conversare su Sironi, Burri e sull’Italia del loro tempo: sarà l’occasione per una riflessione critica e per approfondire gli aspetti storico-culturali coinvolti in questo dialogo italiano.

Un’Applicazione multimediale, disponibile presso lo Spazio Arte, permette inoltre di ampliare in modo intuitivo e autonomo i contenuti inerenti la mostra.

Realizzato dal Gruppo Unipol in occasione dei 50 anni di attività, CUBO rappresenta e sintetizza in forma artistica, tecnologica e documentale la storia, l’identità e i valori sociali del Gruppo. CUBO è un luogo aperto a tutti che, attraverso percorsi interattivi, animati e altamente tecnologici, consente di vivere esperienze legate alla cultura, all’arte, alla sicurezza e all’innovazione.


Sironi-Burri: un dialogo italiano (1940-1958)
C.U.BO
Bologna - dal 28 luglio al 18 ottobre 2015
Piazza Sergio Viera De Melloo 3/5 (40128)
+39 051 5072512 , +39 051 5072535 (fax)

www.cubounipol.it

domenica 26 luglio 2015

Sinfonie in Scena all' UniCreditPavilion

Raccontare il Cinema attraverso la musica e le immagini lasciateci da chi lo ha reso grande e ripercorrere, senza rendersene conto, la storia del nostro Paese, accompagnati in questo percorso da uno dei più grandi attori italiani, Giancarlo Giannini, questo è l’intento di “Sinfonie in Scena”, un concerto in cui si contaminano tra loro differenti forme di arte, Musica, Cinema, Canto e Teatro.


In questo spettacolo si inverte il normale rapporto che esiste tra immagine e musica in un film: per una volta saranno le immagini ad esaltare la forza espressiva dei grandi temi musicali e non il contrario. L’obiettivo della proiezione sarà quello di esaltare le dinamiche del concerto seguendo la logica ed il tempo del direttore d’orchestra. Sul palco del Pavilion alle spalle dell’orchestra sinfonica, ci sarà un grande schermo sul quale saranno proiettate foto di scena selezionate dallo straordinario archivio della Cineteca Nazionale.

I temi proposti sono i capolavori legati al cinema italiano di grandi compositori quali, Rota, Cicognini, Trovaioli, Morricone, Piovani etc etc

Le immagini proiettate alle spalle dell’Orchestra saranno invece quelle dei grandi registi che con questi compositori hanno avuto lunghi sodalizi (Visconti, Fellini, Leone, De Sica, Tornatore, Troisi , Benigni).

Giancarlo Giannini, icona internazionale del cinema italiano, sarà il “burattinaio” che terrà i fili di questi strumenti emozionali e sarà proprio lui , con il suo talento unico, la sua passione ed il suo amore per il cinema ad accompagnarci per mano in questo viaggio, attraverso racconti, aneddoti, e poesie.

Il concerto sarà arricchito dalla partecipazione straordinaria di Chiara Civello, profonda e sofisticata cantautrice che Tony Bennett ha definito “La miglior cantante jazz della sua generazione”.

Concerto Fotografico 
Prodotto e Ideato da: Tullio Mattone
Con Giancarlo Giannini
Regia: Tullio Mattone e Adriano de Santis
Con l’Orchestra Filarmonica Italiana -OFI
e con Emanuela Loffredo
Arrangiamenti e Direzione d’orchestra: M°Maurizio Abeni
Con la partecipazione straordinaria di: Chiara Civello
In collaborazione con: il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale

(da http://www.unicreditpavilion.it/)

giovedì 23 luglio 2015

Gli Strappi di luce di Marina Qualizza

Sabato 25 luglio alle ore 18.30 presso le sale espositive del Centro Servizi Museali di Tolmezzo adiacente al Museo Carnico “M. Gortani”, verrà inaugurata la mostra antologica della pittrice friulana Marina Qualizza dal titolo “Strappi di luce”

La mostra sarà introdotta da Lino Nassivera alla presenza di ospiti ed autorità, tra cui l’assessore provinciale Francesca Musto che riceverà a nome della Provincia di Udine l’omaggio di un quadro della pittrice Qualizza. Dopo le personali di Villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo, a Udine presso la “Galleria degli Artisti”, la collettiva a Terazza Mare a Lignano ed i riconoscimenti ricevuto al Concorso Nazionale di Cesena, questa mostra a Tolmezzo suggella un anno importante per la pittrice friulana. Un vernissage caratterizzato da uno stile unico e del tutto personale che guarda con attenzione all’espressionismo informale. 

Dalle tele degli anni ’80 e ’90, mirate all’impressionismo, alle ultime opere caratterizzate dalla ricerca della luce, secondo un’introspezione interiore volta alla scoperta di una verità nascosta: spatolate decise, sottrazioni di materia danno vita a intensi e spettacolari paesaggi informali. La mostra è ad ingresso libero e resterà aperta fino al 23 agosto (per info: info@museocarnico.it).

mercoledì 22 luglio 2015

Capolavori della Johannesburg Art Gallery. Da Degas a Picasso...ed altro.

Prosegue con successo la mostra "Capolavori della Johannesburg Art Gallery. Da Degas a Picasso”, in corso alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, fino al 30 agosto 2015
Per tutto il mese di agosto, ogni weekend, l'Associazione ARTpiù Creative Project propone a tutte le famiglie una serie di laboratori didattici gratuiti pensati per trascorrerre una giornata all’insegna dell’arte e della creatività insieme ai propri bambini.

Sabato 25 luglio alle ore 15.00 e domenica 26 luglio alle ore 11.00 bambini e genitori potranno partecipare al laboratorio gratuito “Il filo del viaggio”   Il filo unisce ciò che è separato e distante, lega e collega. E’ capace di descrivere e raccontare. Ispirandosi ai capolavori della Johannesburg Art Gallery i piccoli visitatori daranno vita, attraverso i colori, la carta e tanta fantasia, al loro viaggio nella storia dell’arte. 
Le attività didattiche sono gratuite*, si accede con il biglietto d’ingresso alla mostra ed è necessaria la prenotazione al numero 0382 33676. La durata del laboratorio è di circa 60 minuti e per ogni attività saranno ammessi al massimo 30 bambini. (*Con l’intento di diffondere la cultura nella maniera più accessibile, l’Associazione ARTpiù creative project propone visite guidate e attività didattiche gratuite per le quali sono gradite libere donazioni che consentano di far fronte alle spese necessarie per l’attuazioni di tali attività).

Fino al 30 agosto, ogni martedì alle ore 17.00, continua inoltre l’appuntamento con le visite guidate gratuite per gli adulti. Alle visite guidate gratuite si accede con il biglietto d’ingresso alla mostra, non è necessaria la prenotazione e saranno ammesse al massimo 30 persone in ordine di arrivo a partire dalle ore 16.30.

Sabato 15 e domenica 16 agosto la mostra "Capolavori della Johannesburg Art Gallery. Da Degas a Picasso” resterà chiusa al pubblico.


Calendario completo laboratori didattici gratuiti per le famiglie 

“Il filo del viaggio” | Date: 25-26/07, 29-30/08
Il filo unisce ciò che è separato e distante, lega e collega. E’ capace di descrivere e raccontare. Usiamo il filo come una matita e creiamo un’immagine che racconti un viaggio della nostra vita, per collegare i ricordi del passato con la vita presente. 

“La foto-ricordo” | Date: 01-02/08
Spesso le foto non si limitano a raccontare le immagini di ciò che abbiamo vissuto ma ricordano emozioni, sensazioni e affetti. Creiamo una foto alla nostra memoria per descrivere un ricordo che racconti il viaggio della nostra vita. 

“Un bagaglio di emozioni” | Date: 8-9/08 
E se dovessimo partire verso una meta misteriosa e sconosciuta, cosa metteremmo dentro la valigia? Riempiamo con il colore, le forme e la fantasia la nostra valigia; mettiamo dentro il nostro bagaglio quelle emozioni che sono necessarie per non dimenticare i nostri ricordi. 

“Il souvenir” | Date: 22-23/08 
Quando viaggiamo amiamo legare i ricordi di quell’esperienza a tipici oggetti del luogo visitato. Spesso dimentichiamo che quegli stessi oggetti sono come uno specchio capace di riflettere le nostre stesse emozioni. Assembliamo oggetti di uso comune, colore e fantasia per creare il nostro personale souvenir che racconti le nostre emozioni. 

Per informazioni
www.scuderiepavia.com | info@scuderiepavia.com
Tel:+39 0382 33676 |

lunedì 20 luglio 2015

E se provassimo a curarci i problemi con la Filosofia?

"Si può anche solo pensare che in estate, periodo dedicato al riposo e al divertimento, si possano leggere testi di filosofia? Impossibile, diranno in molti. Possibilissimo invece se pensiamo alla filosofia come un aiuto a risolvere i tanti problemi della vita.

Se usciamo dalla apparente contraddizione di quanto detto sopra, non possiamo pensare che la filosofia, proprio quella disciplina così amata e a volte anche odiata a scuola, non sia arrivata in nostro soccorso nei momenti topici della vita.

La filosofia oggi è sempre più a portata di tutti e dimostra di poter essere di aiuto nelle difficoltà della vita grazie anche alla diffusione di collane e testi dedicati all'argomento, come la nuova collana Pratica Filosofica della KKIEN Publishing International, che si pone l'obiettivo di avviare un nuovo dialogo con i suoi lettori, concentrandosi sugli aspetti concreti della filosofia, e su tutto ciò che può essere di reale aiuto grazie alla riflessione filosofica.

I libri che troveranno spazio in questa collana vogliono riguardare agli aspetti della vita quotidiana che possono trovare sostegno dalla riflessione filosofica. E così, anche ciò che sembra lontano e astruso, diventa famigliare, alla portata di ognuno, utile alla vita di ciascuno.

Come ad esempio “Ho messo le ali”, ebook di Maria Giovanna Farina, curatrice della collana, un libro che tratta problemi della vita corrente che sembrano non avere soluzione, ma che si possono risolvere adottando un approccio filosofico, cioè se si affrontano con la mente aperta, una lucida razionalità ed uno spirito disincantato, anticonformista e pronto a percorrere le strade inconsuete.

Con “Primi passi” invece sempre Maria Giovanna Farina offre un aiuto importante per tutti coloro, genitori e insegnanti, che vogliono iniziare a far conoscere l’amore per la filosofia ai bambini. Con una serie di dialoghi realizzati con alcuni di loro, i bambini riescono a trasmettere concetti importanti e profondi come la libertà, il dialogo e altro ancora, dimostrando che la filosofia può diventare un’utilissima compagna di viaggio.

Federico Sollazzo con “Tra totalitarismo e democrazia” ci offre invece una riflessione originale su come si possa ritornare a parlare di “bene comune” utilizzando, senza grandi paroloni, la filosofia.

Infine, “Tradire si, tradire no”, un simpatico pamphlet dedicato sia a coloro che hanno dubbi sulla fedeltà del proprio partner che a quanti si trovano nella situazione di potere o volere avere una relazione, anche occasionale, al di fuori del rapporto canonico. L’ebook, diviso per argomenti a mo’ di vademecum, conduce il lettore, con un tono confidenziale e a tratti intrigante, attraverso l’apparente semplice, ma in pratica arduo, variegato mondo delle relazioni extraconiugali.

E la filosofia e i filosofi si trovano così a dare suggerimenti, indicazioni, ammonimenti e utili pensieri a chi pensa di non averne bisogno."


Maggiori informazioni sulla collana e sui libri si possono trovare sul sito www.kkienpublishing.it oppure via mail a info@kkienpublishing.it.

domenica 19 luglio 2015

Crossroad

La Fondazione Brodbeck di Catania, lunedì 20 luglio alle ore 19.00, presenta presso la propria sede, Crossroad, mostra collettiva temporanea, realizzata con il patrocinio dell’Università degli studi di Catania e con il supporto degli spazi culturali indipendenti BOCS e Ritmo. Il progetto espositivo è a cura di Chiara Amore, Elisa Aucello, Alba Caligiore, Filippo Davì, Federica Di Mauro, Roberta Foti, Federica Franco, Floriana Giurdanella, Andrea Magno, Daniela Schepis, Simona Trovato, ossia, degli undici studenti che hanno preso parte al “Laboratorio in progettazione curatoriale: storia e pratica della curatela d’arte”, tenutosi presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania e diretto dalla dottoressa Valentina Lucia Barbagallo

Gli studenti hanno avuto modo di cimentarsi con la pratica curatoriale attraverso la lettura dei portfolio, la selezione degli artisti e dei loro lavori, l’ideazione di un concept, lo sviluppo dell’allestimento e del progetto grafico, oltre che della didattica e della comunicazione, seguendo tutte le fasi di realizzazione della mostra. Nello specifico, hanno conosciuto e approfondito le ricerche della maggior parte degli artisti che hanno collaborato, nel corso degli anni, con BOCS e Ritmo, spazi culturali indipendenti di Catania che hanno offerto da subito il loro supporto al progetto con l’idea di creare una mostra che metta in dialogo le loro realtà con la Fondazione Brodbeck e l’Università degli Studi di Catania. 

Ponendo l’attenzione sul concetto di “non luogo” nasce il disegno di mostra Crossroad. Crossroad è qui inteso come crocevia, punto di passaggio, luogo di transizione, metafora di spazi fisici e mentali. Nel quotidiano siamo circondati da luoghi marginali ormai inglobati all'interno del nostro senso comune, zone secondarie e a volte invisibili; così come i non luoghi che caratterizzano sempre più la nostra società. Marc Augè1li definisce luoghi effimeri, fluttuanti, di passaggio attraverso cui tutti noi transitiamo. Eppure, ecco un paradosso: sono questi non luoghi a essere punto di partenza per il viaggiatore smarrito, che si ritrova solo nell’anonimato di questi spazi. 

Partendo da sostrati culturali e bagagli personali differenti - Gabriele Abruzzese, Gianluca Lombardo, Andrea Magione, Lisa Wade interpretano con linguaggi differenti (video, pittura, pastelli, tessitura) quelle zone emotivamente e topograficamente ai margini del mondo, dell’uomo, della società, della famiglia, ecc All’opening saranno presenti gli artisti e i curatori del progetto espositivo che hanno anche ideato e realizzato un catalogo ad hoc per la mostra.

Crossroad
FONDAZIONE BRODBECK ARTE CONTEMPORANEA
Catania - dal 20 al 27 luglio 2015
Via Gramignani 93 (95121)
+39 0957233111 , +39 0957233111 (fax)
info@fondazionebrodbeck.it
www.fondazionebrodbeck.it

venerdì 17 luglio 2015

Ex-Polo Museale Fiorentino: Tutte le mostre da vedere questa estate

Dalla metà di luglio tutti i musei dell’ex-Polo Fiorentino hanno assunto l’assetto estivo che rimarrà tale anche per tutto il mese d’agosto. Di seguito riepiloghiamo i prolungamenti d’orario, le mostre in corso, le opportunità di visite guidate e le novità da non perdere. 

PROLUNGAMENTI D’ORARIO E APERTURE STRAORDINARIE
Fino al 29 settembre ogni martedì la Galleria degli Uffizi e la Galleria dell’Accademia resteranno aperte, con orario continuato, fino alle ore 22 con ingresso a pagamento; prenotazioni al numero 055-294883. 

Anche il sabato, fino al 19 dicembre 2015, gli Uffizi e la Galleria dell’Accademia resteranno visitabili (sempre a pagamento e con possibilità di prenotazione) fino alle ore 23, mentre l’apertura straordinaria del Museo Nazionale del Bargello (dalle 19 alle 23) sarà possibile solo nei sabati da agosto in poi, ma non nei giorni 5 e 19 settembre.

Prolungamento d’orario anche nel Museo di Palazzo Davanzati fino al 9 ottobre, il venerdì fino alle 18.50 con ingresso a pagamento, in occasione della mostra “Il sole in casa. La vita quotidiana nella ceramica popolare italiana dal XVI al XXI secolo”.  
Da segnalare, inoltre, che il 23 e il 30 agosto, dalle 8 alle 14 con ingresso libero, sarà aperto il Giardino della Villa medicea di Castello.

LE MOSTRE IN CORSO
Sono numerose le mostre in corso nei principali musei dell’ex-Polo che proseguono durante i mesi estivi. Ben quattro appartengono al programma di esposizioni temporanee “Un anno ad arte” (con ingresso a pagamento e prenotazione al numero 055-294883 di Firenze Musei): fino all’11 ottobre la Galleria dell’Accademia ospita “L’arte di Francesco. Capolavori d’arte italiana e terre d’Asia dal XIII al XV secolo”; sempre fino all’11 ottobre le sale del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti offrono l’opportunità di assistere alla mostra “Lapislazzuli. Magia del blu”; quindi al Piano Nobile della Galleria degli Uffizi fino al 27 settembre si può ammirare la mostra “Piero di Cosimo (1462-1522). Pittore “fiorentino” eccentrico fra Rinascimento e Maniera”; infine prosegue fino al 15 novembre nelle sale della Galleria Palatina di Palazzo Pitti la mostra “Carlo Dolci 1616-1687”.

A queste esposizioni se ne aggiungono altre sempre con ingresso a pagamento e prenotazione facoltativa al numero 055-294883: fino al 3 novembre prosegue al Museo delle Cappelle Medicee la mostra “Nel segno dei Medici. Tesori sacri della devozione granducale”, mentre nel Giardino di Boboli fino al 30 agosto è possile ammirare le opere di Lynn Chadwick. La mostra in corso nel Museo di Palazzo Davanzati è già segnalata, mentre nel Museo Nazionale del Bargello è aperta da poco, e proseguirà fino all’11 ottobre la mostra “L’ascesa di Orfeo. Fra e Oltre Rappresentazione e Astrazione”. E ancora nella Sala Edoardo Detti del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, al Piano Nobile, fino al 21 settembre è visibile la mostra “Simone Cantarini. Opere su carta agli Uffizi”, il cui ingresso è compreso nel biglietto degli Uffizi. 

Con ingresso gratuito, infine, “Nelle antiche cucine”, la mostra dedicata ai soggetti artistici e agli oggetti d'uso che abbiano un legame con la cucina e il suo ambiente dal XV al XVII secolo che fino al 25 ottobre si tiene negli spazi della Villa medicea di Poggio a Caiano che ospita anche il Museo della natura morta. 

LE VISITE GUIDATE
Fino al 12 agosto, ogni mercoledì si tengono visite guidate gratuite alla Collezione Contini Bonacossi degli Uffizi Sono previste due visite al giorno: una nel turno antimeridiano alle ore 11, l’altra nel pomeridiano alle ore 15. Il ritrovo dei visitatori è fissato mezz’ora prima dell’inizio della visita alla porta n. 1 per compiere il controllo del metal detector. Le prenotazioni si effettuano dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 12 allo 055-2388693. La visita prevede fino a un massimo di 15 partecipanti per volta; a tutti è raccomandato di presentarsi con borse piccole e senza ombrelli.

Fino al 22 agosto (con esclusione del 15 agosto) ogni giovedì e ogni sabato si tengono visite guidate gratuite nell’ex-Chiesa di San Pier Scheraggio dove, tra le altre opere presenti, sono state temporaneamente collocate le sette Virtù di Piero del Pollaiolo e di Alessandro Botticelli. In questo caso sono previste quattro visite: due nel turno antimeridiano e due nel turno pomeridiano. Il ritrovo dei visitatori è fissato alle ore 10,15 e 11,30 del mattino; e alle ore 14,15 e 15,30 del pomeriggio. Le prenotazioni si effettuano dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 12 allo 055-2388693. La visita prevede fino a un massimo di 15 partecipanti per volta; a tutti è raccomandato di presentarsi con borse piccole e senza ombrelli.

Fino al 28 agosto, ogni venerdì si tengono visite guidate (gratuite, ma accesso con regolare biglietto della Galleria degli Uffizi) alla mostra “Piero di Cosimo (1462-1522) – Pittore ‘fiorentino’ eccentrico fra Rinascimento e Maniera” al Piano Nobile della Galleria degli Uffizi. Per l’esposizione sono previsti due giri antimeridiani (alle ore 10,30 e alle ore 11) e due pomeridiani (alle ore 14,30 e 15,30). Le prenotazioni alle visite guidate gratuite si effettuano dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 12 allo 055-2388693; la prenotazione alla visita guidata, che prevede fino a un massimo di 15 partecipanti per volta, non sarà valutata come priorità d’accesso al museo. Le prenotazioni alla mostra degli Uffizi si effettuano chiamando il numero 055-294883 di Firenze Musei.

Sempre nel Museo di Palazzo Davanzati, nell’ambito della mostra “Il sole in casa. La vita quotidiana nella ceramica popolare italiana dal XVI al XXI secolo: fino al 9 ottobre ogni venerdì sono previste visite accompagnate alle ore 15.30, 16.30 e 17.30, previa prenotazione gratuita con le consuete modalità (telefono del museo: 055-2388610 oppre email: museo.davanzati@polomuseale.firenze.it).
E ancora, nella Galleria Palatina è visitabile l’antico Cucinone, restaurato grazie anche al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Il recuperato ambiente è visibile con accompagnamento del personale del museo dal martedì alla domenica: al mattino alle 10.30 e alle 11.30; nel pomeriggio alle 15.30 e alle 16.30; il ritrovo è fissato al desk dell’ingresso del museo, qualche minuto prima dell’inizio della visita. L’ingresso è compreso nel prezzo del biglietto del circuito museale Galleria Palatina - Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti. 

LE NOVITÀ
Tra le numerose novità da non perdere nei vari musei ex-Polo, da segnalare che nel cortile interno della Galleria dell’Accademia è visibile Hero, personalissima interpretazione del David di Michelangelo per opera dell’architetto e designer Antonio Pio Saracino, pugliese d’origine, ma che da oltre un decennio vive e lavora a New York.

Nella Galleria degli Uffizi, le opere di Botticelli (e il grande Trittico Portinari di Hugo van der Goes) fino alla prossima primavera sono visibili nella Sala 41, cui si accede dal Terzo Corridoio, mentre nella Sala 65, al Piano nobile dell’edificio Vasariano, fino a dicembre si potrà ammirare il Ritratto allegorico di Dante Alighieri, opera di Bronzino. 

Comunicato stampa a cura di Marco Ferri 

mercoledì 15 luglio 2015

La Natura Morta/Natura Viva di Vera Mercer

Per la prima volta a Venezia in mostra il lavoro fotografico dell’artista statunitense Vera Mercer. La mostra 'Natura Morta/Natura Viva' è una selezione di spettacolari composizioni fotografiche della grande fotografa, a cura di Italo Zannier, ospitata presso la galleria Silos di Venezia.

La mostra , che è stata inaugurata qualche giorno fa e che  resterà aperta fino alla fine di luglio, propone immagini da intendersi come una rappresentativa sintesi culturale della evoluzione epocale della fotografia, proprio nel momento in cui la sua tecnologia consente esplorazioni facilmente possibili, non soltanto verso l’invisibile dei soggetti, ma nel labirinto psicologico dei simulacri rivelati dall’immagine che Vera Mercer mette felicemente in dialogo, suggerendo misteri esistenziali, che superano ogni eventuale descrizione narrativa. 

martedì 7 luglio 2015

Eva Fischer è morta.

Da adnkronos.com  - Si è spenta questa mattina nella sua casa di Trastevere, la pittrice Eva Fischer. Nata a Daruvar, nella ex-Jugoslavia, il 19 novembre 1920, si diplomò all’Accademia di Belle Arti di Lione e durante il periodo bellico, costretta a fuggire da Belgrado,  fu internata con la madre ed il fratello nel campo di Vallegrande, nell’isola di Curzola.

Da qui riparò a Bologna, dove sotto falso nome fu esponente attiva della lotta partigiana (l'Anpi l‘annovera fra i suoi soci onorari). La guerra l’ha privata di più di trenta fra i suoi familiari, tra cui il padre Leopoldo, rabbino capo ed eccellente talmudista deportato dai nazisti.
Eva fu talmente segnata da questa tragedia che per anni la relegò nell’oblio e nel silenzio più assoluto; affidò invece la voce del suo dolore ad una copiosa produzione di opere -mantenute segrete sino al 1989 perfino ai suoi familiari - che rappresentano un toccante e personale diario sulla Shoah.
se ne è andata.
A guerra finita Eva scelse Roma come città d’adozione ma la sua fu una vita di brevi migrazioni, ovunque il suo estro l’abbia chiamata: Parigi, Madrid, Gerusalemme, Londra.
Entrata a far parte del gruppo di Via Margutta divenne amica di Amerigo Tot, Mafai, Guttuso e Capogrossi. Di quel periodo ricordava le lunghe passeggiate con Cagli e De Chirico, di quando Dalì si innamorò dei suoi mercati edEhrenburg scrisse sulle sue "umili e orgogliose biciclette".
Con Picasso s’intrattenne a casa Visconti parlando d’arte e creatività e il maestro la esortò a progredire e continuare nel suo lavoro. Durante il soggiorno a Parigi divenne amica di Chagall e a Madrid fu assidua frequentatrice dell’atelier di Juana Mordò.
Nominata Artista della Comunità Europea nei primi anni ’80, è stata la prima donna ed il primo pittore ad esporre al Museo di Belle Arti di Osaka. Ha tenuto personali allo Yad Vashem di Gerusalemme e in prestigiose sedi espositive ad Atene, Londra e Amsterdam.

La carriera artistica di Eva Fischer è stata costellata da scambi ed amicizie con artisti e letterati del suo tempo, fra i quali va ricordato anche il lungo sodalizio con Ennio Morricone, che tradusse l’emozione dei suoi cromatismi pittorici nelle magiche note di brani indimenticabili scritti per lei.
Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano le ha conferito nel 2008 l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica .

domenica 5 luglio 2015

Piccola esposizione - Edgardo Simone

EDGARDO SIMONE
Piccola esposizione
MUSA, via di Valesio angolo viale San Nicola - Lecce
orari: lunedì/venerdì 9-13.30 (ultimo ingresso 13)
martedì e giovedì 15.30-18 (ultimo ingresso 17.30)

È questa la prima mostra ordinata in Italia dopo la morte di Edgardo Simone, scomparso a Hollywood nel 1948, e dopo la retrospettiva organizzatagli dal figlio Silvan nel 1961, nella sua galleria di Los Angeles.

Massimo Guastella per Edgardo Simone - Da Brindisi, dopo le giovanili prove artistiche, attestate dai maestri salentini Luigi Guacci e Cesare Augusto Lucrezio, si reca nel 1908 a Roma. È affidato al magistero di Adolfo e Lorenzo Cozza, che gli consente l’accesso all’istituto di Belle Arti.

Nel triennio 1908–1911, assiste al completamento del Vittoriano, con la Dea Roma e i rilievi di Zanelli, la Fontana di Rutelli di Piazza Esedra, vede le opere dei maestri europei presenti all’Esposizione Internazionale, su tutti di Meštrovič e Rodin. È al francese e al simbolismo che si ispira nel Rimorso, perduta figura virile assisa che con il Ritratto del padre (1910) è tra le sue prime produzioni plastiche. Il suo iter artistico troverà la costante cifra stilistica nell’eclettismo dell’ambiente romano, dove confluiscono art nouveau e stile simbolista, suggestioni neobarocche e gusto art Decò dei secessionisti austriaci-tedeschi (si veda la Galera assalita), ritorno alla classicità rievocata dalla scultura dei francesi e dalla plasticità monumentale d’ispirazione michelangiolesca del serbo Meštrovič. Più che i corsi accademici, pratica i cantieri delle «due esposizioni di P. d’Armi e Valle Giulia», assiste Adolfo Laurenti nelle decorazioni per il Palazzo dell’Esposizione e osserva Giovanni Prini (vedi il Fante che bacia una donna con elmetto). 

Tra gli esiti memori del soggiorno romano va considerato il bronzeo Nudo femminile, appartenuto alla collezione del Marchese Moronti di Rieti e poi a Federico Zeri. Passato all’accademia di Belle Arti di Napoli, accoglie la lezione verista di D’Orsi, l’eclettismo di Luigi De Luca, il gusto liberty di Peppe Renda. Tra gli anni Dieci - Venti, risponde a quei caratteri una serie di statuette da salotto, in terracotta o bronzo, come il Cocchiere napoletano, Il Territoriale congedato, di vivo folclore partenopeo, il Tango di genere mondano e i soggetti femminili dai volti graziosi, nei piccoli busti, o di maliziosa sensualità, come Garçonne o Salomè con la testa del Battista dalle suggestioni simboliste e secessioniste.

Escluso il soggiorno ferrarese dove, verso il 1922, ha il «suo studio a Palazzo dei Diamanti», impegnato al progetto del concorso aggiudicatosi per il Monumento ai Caduti e ai Martiri, mai realizzato, Simone muove lungo tutta la penisola per eseguire numerosi monumenti commemorativi dei caduti della Grande Guerra. In bronzo o marmo bianco di Carrara, impiega l’ampio repertorio che gli è proprio, non privo di retorica, tra rievocazioni zanelliane, secessioniste e attenzione per l’arte classica, facendo ricorso alle poderose anatomie mestroviciane. Talvolta concepisce il monumento-fontana quale arredo urbano. Simone è apprezzato nelle rassegne espositive leccesi, da Pietro Marti a Totò Genovesi.

Sul finire del 1927, parte per gli Stati Uniti d’America, per realizzare il Monumento ai caduti di Tampa. Giunto a New York avvia il ventennio della stagione americana. Inizialmente, espone parte della produzione italiana, come i bronzetti fusi a Napoli dalla Fonderia Laganà. La padronanza delle tecniche artistiche e l’ecletticità del suo stile assicurano le attenzioni della critica, ma soprattutto della committenza per le abilità di ritrattista. Effigia, tra altri, Solomon R. Guggenheim, Thomas Edison, David Niven, Marlene Dietrich. Una mostra personale gli viene ordinata alla National Gallery di Washington. Sin dal 1929, per far fronte alla crisi, oltre ai ritratti, reitera a uso commerciale un repertorio bozzettistico di genere su temi infantili. Traduce scugnizzi e guapparielli dei vicoli napoletani in monelli chapliniani come il Bellhop (Facchino di Hotel), il Caddie o i piccoli jazzisti di colore. Le graziose statuine femminili sono tratte dall’American life.

Coast to coast esegue, con versatilità, opere di tipologia e generi diversi, dalla ritrattistica alla statuaria, dal soggetto civile alle allegorie, dal genere sacro all’oggetto d’arredo, in piccola e in larga scala, dalle statuine-lampade alle sculture da giardino. Nel 1933, naturalizzato americano, si trasferisce a Chicago, per ordinare le sue opere alla Mostra Italiana dell’Esposizione Universale. Sua ultima tappa Hollywood, dove realizza ceramiche nelle stilizzazioni Art Nouveau. Negli anni Quaranta collabora come scenografo con la Metro-Goldwyn-Mayer: dovrebbe appartenergli il Gesù Cristo che appare tra gli arredi sacri del film The song of Bernardette, vincitore degli Oscar nel 1944.

venerdì 3 luglio 2015

Rosso Fiorentino. Rosso Vivo. La Deposizione, la Storia, il ‘900, il Contemporaneo

Da mercoledì 8 luglio prende il via a Volterra un’altra eccezionale esposizione del ciclo Rosso Fiorentino. Rosso Vivo. La Deposizione, la Storia, il ‘900, il Contemporaneo.

La kermesse Rosso Fiorentino. Rosso Vivo, ciclo di esposizioni dedicate alla Deposizione della Croce del grande Maestro conservata negli spazi della Pinacoteca Civica di Volterra, si rinnova ancora.

Da mercoledì 8 luglio la Pinacoteca Civica, Palazzo dei Priori e il museo Etrusco Guarnacci - tre dei sei spazi che ospitano l’omaggio al Rosso, oltre al Battistero, al Teatro Romano e al Museo dell’Alabastro - ospiteranno una nuova sezione della manifestazione, dedicata alla grande scultura contemporanea. Aron Demetz, Javier Marin, Philippe Pasqua, Giuseppe Carta, Mettew Spender sono solamente alcuni degli artisti che verranno inseriti nel percorso espositivo che vede la regia dell’Architetto Alberto Bartalini.

Ognuno di questi artisti sarà presente con più opere in una esposizione diffusa, che ha come fulcro centrale proprio il più grande capolavoro di Giovan Battista di Jacopo, detto Rosso Fiorentino: La Deposizione dalla Croce, definita da Vittorio Sgarbi (curatore della sezione di mostra dedicata al ‘900) «l’anima di Volterra». Dipinta nel 1521 per la Cappella della Croce di Giorno presso la Chiesa di San Francesco a Volterra, questo quadro rappresenta un importante momento nella storia dell’arte italiana, quando pittori come il Rosso cercarono di elaborare un nuovo canone pittorico che andasse oltre a quanto era stato raggiunto con il Rinascimento. L’impressionante modernità dell’opera, ne fa indiscutibilmente un capolavoro dell’arte italiana. Il pittore realizza una figurazione naturalistica e contemporaneamente astratta, adattando la luce a quella dell’ambiente per cui era progettato e agli affreschi che lo decoravano.

I più diversi medium artistici sono stati utilizzati per questo grande evento: i dipinti di molti artisti presenti a Palazzo dei Priori, che hanno reinterpretato la Pala; il video di forte impatto e i sofisticatissimi “affreschi digitali” presenti al Battistero; le cupe e provocatorie istallazioni di Inzerillo al Museo Guarnacci; le tradizionali creazioni di alabastro nell’EcoMuseo di palazzo Minucci Solaini; le grandi creazioni del recentemente scomparso Igor Mitoraj, stupefacenti nella loro grandezza e maestosità; le fotografie di Terry O’Neill nel Chiostro della Pinacoteca, che ritraggono tutte le icone dello star system internazionale; il cinema di Pier Paolo Pasolini, in una mostra che sta riscontrando l’entusiasmo del pubblico, sempre negli spazi della Pinacoteca. 

A circa due mesi dall’apertura delle ultime mostre a Volterra, quelle dedicate a Pier Paolo Pasolini e a Terry O’Neill, arriva dunque la grande scultura contemporanea, con artisti che dialogano con l’opera del Rosso riproponendo l’elemento trasgressivo, irregolare, fuori prospettiva dominante nel maestro del manierismo. Con l’occasione, si potrà vedere anche il completamento della grande pala di Renzo Galardini, iniziata oltre 1 anno fa ed esposta “a tappe” nel corso degli ultimi mesi. 

L’esposizione Rosso Fiorentino - Rosso Vivo è promossa dal Comune di Volterra in collaborazione con la Diocesi ed è prodotta e organizzata da Arthemisia Group, società leader a livello nazionale e non solo per le grandi mostre d’arte e grazie a Knauf, sponsor della mostra.

Le due esposizioni Pier Paolo Pasolini: il cinema in forma di poesia e Terry O’Neill Pop Icons che si inseriscono nel ciclo del grande evento 2014 - 2015 “Rosso Fiorentino. Rosso Vivo. ”, sono promosse dal Comune di Volterra, prodotte ed organizzate da Arthemisia Group, e realizzate con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e sponsorizzate da di Generali Italia.

La regia è dell’Architetto Alberto Bartalini, che ha curato anche il progetto espositivo.

Le mostre della scultura contemporanea visitabili da domenica sono comprese nella Volterra Card, che ha la validità di 72 ore e consente l’ingresso presso Pinacoteca Civica, Museo Etrusco Guarnacci, Palazzo dei Priori, Teatro Romano, Battistero di San Giovanni ed Ecomuseo dell’Alabastro. Molte sedi e molte espoizioni, dunque, fruibili con un unico biglietto. 


Ufficio Stampa Arthemisia Group 
Adele Della Sala - ads@arthemisia.it - M +39 345 75035720 
Anastasia Marsella - am@arthemisia.it - T +39 370 3145551 
Salvatore Macaluso - press@arthemisia.it T +39 06 69380306 

Orari 
Gli spazi espositivi sono aperti tutti i giorni nei seguenti orari: 
Pinacoteca Civica, dalle ore 9.00 alle ore 19.00 
Museo dell’Alabastro, dalle ore 9.30 alle ore 19.00 
Palazzo dei Priori, dalle ore 10.30 alle ore 17.30 
Museo Guarnacci, dalle ore 9.00 alle ore 19.00 
Teatro Romano, dalle ore 10.30 alle ore17.30 
Battistero di San Giovanni, dalle ore 10.00 alle ore 18.00

giovedì 2 luglio 2015

QART3 - Street Festival di Arte Contemporanea



Comunicato Media

QART3 - Street Festival di Arte Contemporanea

Dal 7 al 9 luglio gli artisti contemporanei invadono i negozi del Quartiere 3 di Firenze

Si appresta ai nastri di partenza QART3, lo Street Festival di Arte Contemporaneache invaderà il Quartiere 3 di Firenze. Dal 7 al 9 luglio 2015 le vetrine dei negozi di Viale Europa, Via Datini e il Centro*Gavinana di Piazza Bartali diventeranno spazi espositivi “naturali” per l’arte: l’idea è quella di offrire una "vetrina" ad artisti giovani ed emergenti per dare nuovo slancio ad una cultura di carattere sociale che sensibilizzi il cittadino all’arte contemporanea, anche attraverso l’attivo coinvolgimento dei quartieri fiorentini nella realizzazione di attività artistiche poli-mediatiche.


QART3 sarà un’esposizione a cielo aperto di tre giorni che terminerà con la premiazione degli artisti partecipanti il 9 luglio alle ore 20.00 in piazza Gino Bartali in occasione della Notte Bianca di Gavinana: una serata ricca di appuntamenti e musica dal vivo, spettacoli circensi e stand delle associazioni del territorio che animeranno tutto il quartiere.

Sono 47 i negozi che aderiscono all’iniziativa ed altrettanti gli artisti chiamati ad esporre le loro opere: creazioni di ogni formato che spaziano dalla pittura alla scultura, dal disegno alla fotografia passando per la grafica e la video arte senza dimenticare l’installazione che occuperà l’interno del Centro Coop di Gavinana e l’esterno in piazza Gino Bartali.



I premi saranno assegnati su insindacabile giudizio di un Comitato Scientifico riunito per l’occasione e composto da: Jacopo Celona, direttore Florence Biennale; Alfredo Esposito, presidente del Quartiere 3; Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale della Toscana; Andrea Granchi, presidente della classe di pittura dell’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze; Francesca Roberti dell’Associazione Art-Art Impruneta.

All’artista primo classificato verrà data la possibilità di partecipare alla X edizione dellaFlorence Biennale (dal 17 al 25 ottobre 2015 in Fortezza da Basso). Il secondo classificato potrà esporre presso la galleria Linea Spazio Arte Contemporanea ed il terzo vincitore sarà inserito nel portfolio on-line della stessa galleria. Inoltre è previsto anche un premio assegnato dallagiuria popolare: chiunque potrà esprimere il proprio giudizio sulle opere esposte semplicemente compilando l’apposita scheda di valutazione che troverà all’interno degli stessi negozi. A tutti gli artisti verrà consegnato il diploma di partecipazione.
Promosso da Florence Biennale e dal Quartiere 3 di Firenze (Gavinana Galluzzo), patrocinato dal Comitato Firenze Capitale e dall’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, il progetto Qart3 si sviluppa sulla scia del tema fondante della X edizione della Florence Biennale “Arte e Polis” ed è quindi caratterizzato da una forte integrazione nel tessuto urbano e profondamente connotato dal contesto in cui prenderà vita. Con la collaborazione di Associazione Culturale Art-Art Impruneta, Associazione Artisti Cinesi in Italia (AACI), Sezione Soci Coop Firenze Sud Est, Centro*Gavinana, Associazione Punti di Incontro, Associazione Viale Europa Shopping Center ed il contributo della galleria Poggiali e Forconi.



Per ulteriori informazioni visitare il sito internet www.qart3.it



ARTISTI PARTECIPANTI:

Antonella Amaretti, Nilo Australi, Olga Belsito, Xu Bin, Dario Borruto, Anna Cazzaniga, Umberto Cesino, Nicola Cirillo, Roberto Coccoloni, Sara Colzi, Gianni Coscarelli, Lello D'anna, Gloria De Marco, Alessandra Foffano, Federica Foradini, Daniele Frenguellotti, Fuad, Diego Gabriele, Donatella Gabrielli, Minghan Gong, Hu Huiming, Gabriella Legno, Luca Masselli, Lorenzo Montagni, Antonietta Moschi, Marcello Nesti, Fiorella Noci, Elena Ostrica, Mario Pachioli, Emmanuele Panzarini, Seungwan Park, Patrizia Pianini, Massimo Piazza, Monica Ricci, Andrea Roggi, Kong Shuang, Li Shuo, Francesca Sigilli, Andrea Sole Costa, Levy Tal, Xiao Tingyu, Micaela Valentini, Wu Wenjun, Peng Xi, Wang Xiang, Li Yang, Xu Yun.

mercoledì 1 luglio 2015

Francesca Woodman e Birgit Jürgenssen a Merano Arte

Fino al 20 settembre 2015, Merano Arte presenta una doppia personale dedicata a Francesca Woodman (1958–1981) e a Birgit Jürgenssen (1949-2003), due tra le più importanti esponenti dell'arte contemporanea. La collaborazione con COLLEZIONE VERBUND è la seconda dopo la mostra personale dedicata all'opera giovanile dell'artista Cindy Sherman.

In collaborazione con la prestigiosa COLLEZIONE VERBUND di Vienna e a cura di Gabriele Schor, le due mostre confermano la vocazione di Merano Arte quale centro espositivo attivo sul fronte della valorizzazione della fotografia del Novecento. Dopo le rassegne di maestri internazionali quali Man Ray, Boris Mikhailov, Urs Lüthi, Eliott Erwitt, Ugo Mulas e Cindy Sherman, lo spazio meranese accoglie l'opera di due grandi artiste venute a mancare repentinamente, a soli 22 anni nel caso della Woodman, a 54 anni in quello della Jürgenssen.

I loro lavori, oltre che a livello estetico e concettuale, dialogano felicemente anche in senso storico, in quanto rappresentano due degli esempi più alti del "femminismo poetico-performativo" degli anni Settanta. 

Nonostante Francesca Woodman e Birgit Jürgenssen non si siano mai incontrate, numerosi sono i parallelismi possibili tra le loro opere: la messa in scena del soggetto, la fragilità dell'esistenza umana e soprattutto il confronto critico con la tematica del corpo femminile nell'espressione artistica.

Le fotografie performative realizzate dalle due artiste sono state scattate nella sfera protetta dell'atelier, solitamente utilizzando l'autoscatto. Entrambe si sono avvalse di pratiche di matrice surrealista per emancipare il loro linguaggio espressivo e hanno utilizzato il corpo come strumento formale per interrogare e mettere in discussione il proprio essere e la propria identità, ma anche per delineare una nuova immagine della donna. Il corpo, infatti, è concepito tutt'altro che come ‘natura’ o ‘oggetto sessuale’, è ‘opera d'arte’ in sé.

Mosse da un'urgenza espressiva che le ha spinte a sperimentare mettendosi in gioco e ritraendosi in prima persona, spesso nude, altre volte travestite, le due artiste hanno interrogato i tratti più reconditi della psiche umana, tentando di cogliere non una testimonianza "esterna", quanto uno stato d'animo complesso e tutto interiore, dalla forza e delicatezza tipicamente femminili.

Se in passato i soggetti delle fotografie di Francesca Woodman sono stati spesso interpretati quale preludio estetico del suo suicidio, i recenti studi realizzati dalla COLLEZIONE VERBUND, iscrivono la sua ricerca nella tradizione del tableau vivant.

La rassegna a Merano Arte proporrà 75 fotografie, in bianco e nero, di cui 20 esemplari vintage, mai esposti in Italia, accompagnate da alcune rare diapositive a colori e un video, che approfondiranno la poesia e l'ambito metaforico che caratterizza il singolare linguaggio dell’artista americana.

Francesca Woodman ha realizzato le sue opere nel corso di un periodo creativo di soli 9 anni, dal 1973 al 1981, riuscendo a esplorare varie tematiche che hanno contraddistinto il corso della storia dell'arte contemporanea: la soggettività femminile, la fotografia concettuale, la performance e la scoperta del corpo come espressione artistica.

Francesca Woodman ha utilizzato il corpo come strumento e contemporaneamente come oggetto, inserendolo in una messa in scena attentamente studiata, per raccontare suggestioni sospese, accadimenti dai tratti surreali.

Birgit Jürgenssen, una delle più importanti esponenti dell’avanguardia femminista degli anni settanta, ha lasciato un corpus davvero eterogeneo e complesso. 
La mostra presenta 44 opere, tra fotografie in bianco e nero e a colori, polaroid, rayogrammi, cianotipi, disegni, sculture (i celebri ‘oggetti scarpa’) e lavori realizzati con la stoffa, fornendo una panoramica ampia e sperimentale della sua ricerca. 
Il lavoro dell’artista austriaca ruota attorno al corpo femminile che appare nelle sue metamorfosi, ora mascherato, ora frammentato, ora antropomorfo, e riflette con ironia e spirito surrealista sugli stereotipi sessuali e di genere, sui pregiudizi e malintesi della vita quotidiana. Negli anni Settanta la Jürgenssen ha affrontato anche tematiche di matrice femminista e di critica sociale, confrontandosi in special modo con uno slogan tipico di quegli anni quale “il personale è politico”. 


Note biografiche

Francesca Woodman (1958-1981) cresce tra gli Stati Uniti e l'Italia. Nel corso dei suoi studi alla Island School of Design di Providence (1975 - 1978) realizza numerose fotografie, che sviluppa da sé in camera oscura. Tra il 1977 e il 1978 trascorre un periodo a Roma, dove tiene la sua prima personale europea alla Libreria Maldoror, un ambiente vicino al surrealismo. Nel 1979 si trasferisce a New York, dove scatta le prime fotografie a colori. Nel gennaio del 1981, all'età di 22 anni Francesca Woodman si toglie la vita.
La sua opera è recentemente giunta all'attenzione del pubblico internazionale grazie alle retrospettive presentate al San Francisco Museum of Modern Art e al Guggenheim Museum di New York. Nel 2014 è stata presentata la prima grande monografia in lingua tedesca, realizzata dalla COLLEZIONE VERBUND di Vienna.

Birgit Jürgenssen (1949 - 2003) è una delle più importanti rappresentanti dell'avanguardia femminista internazionale. A Parigi, all'età di 17 anni, entra in contatto con la letteratura francese e la corrente artistica del Surrealismo. Da quel momento la sua opera è influenzata dalla psicoanalisi di Freud, dall'etnologia e dalla critica sociale. Negli anni Settanta l'artista realizza la famosa opera Shuhwerk (Opera scarpa) e numerose fotografie e disegni che affrontano il ruolo delle donne nella società. Dal 1982 al 2003, anno della sua morte, insegna fotografia all'Accademia di Belle Arti di Vienna. L'opera della Jürgenssen è tornata all'attenzione del pubblico internazionale grazie all'importante pubblicazione realizzata dalla COLLEZIONE VERBUND. Da allora i suoi lavori rientrano in importanti collezioni quali quelle del MoMa di New York, della Tate Modern di Londra, del Centre Pompidou di Parigi e del Belvedere di Vienna.
La COLLEZIONE VERBUND è stata fondata a Vienna nel 2004 dalla SOCIETÀ VERBUND, principale operatore elettrico austriaco e uno dei maggiori produttori di energia idroelettrica in Europa. Negli ultimi 10 anni la direttrice Gabriele Schor ha costituito una collezione specializzata sull'avanguardia femminista degli anni 1970, con più di 500 opere di 34 artiste internazionali, tra cui opere di Birgit Jürgenssen e Francesca Woodman.


Merano (BZ), maggio 2015


FRANCESCA WOODMAN & BIRGIT JÜRGENSSEN
Opere dalla COLLEZIONE VERBUND

Conferenza stampa: venerdì 26 giugno 2015, ore 11.00

Inaugurazione: venerdì 26 giugno 2015, ore 19.00

Durata della mostra: 27 giugno - 20 settembre 2015 

Catalogo: La mostra è accompagnata da due monografie realizzate dalla Collezione Verbund

Orari: 10.00 – 18.00, lunedì chiuso

Biglietti: intero 6,00 
ridotto per over 65/guestcard/gruppi/persone diversamente abili Euro 5,00
ridotto per studenti fino ai 26 anni Euro 2,00
gratuito per under 14, stampa, soci AMACI

Info: Merano Arte - Edificio Cassa di Risparmio 
Portici 163, 39012 Merano (BZ)
www.kunstmeranoarte.org

Uffici stampa: Anna Defrancesco  
CLP Relazioni Pubbliche 
tel. +39 02 36755700 
anna.defrancesco@clponline.it

Camilla Martinelli    
tel. +39 0473 212643
martinelli@kunstmeranoarte.org