lunedì 24 aprile 2017

L'amante alchimista è da oggi in libreria

LE DONNE DEL RINASCIMENTO E IL POTERE: DAI MEDICI AGLI SFORZA, DAGLI ESTE AI GONZAGA, UN MAGISTRALE AFFRESCO DEL QUATTROCENTO, SCANDITO DALLE PASSIONI E DALLE CONTRADDIZIONI DELLE SUE INDIMENTICABILI PROTAGONISTE

Alla vigilia del sacco di Roma, Isabella d’Este apre le porte del suo palazzo ad aristocratici e notabili per dare loro riparo, ma consegna alle truppe pontificie una delle sue ospiti: la magista Margherida de’ Tolomei, sacrificata in cambio della berretta cardinalizia per il figlio minore. Papa Clemente VII ha posto quell’unica condizione, e Isabella non ha avuto scampo, anche se Margherida è stata per lei in passato più che un’amica. Così la donna, avanti negli anni, viene condotta in ceppi a Castel Sant’Angelo e rinchiusa in una cella angusta con due giovani, sospettate di stregoneria, in attesa di conferire con il Papa in persona. Mentre le truppe imperiali e i Lanzichenecchi, seguaci di Lutero, mettono a ferro e fuoco la città, Margherida ripercorre con nuovo sguardo la sua esistenza. Figlia del dotto Cornelio, profonda conoscitrice del potere delle erbe, degli influssi astrali e dell’animo umano, dedita all’arte alchemica, ha sempre cercato il segreto della conoscenza e dell’infinito; forse è questo che il papa, nipote di Lorenzo il Magnifico, vuole ottenere da lei? Ricordi, domande, dubbi, inquietudini si affollano nella sua mente: l’amicizia con Caterina Sforza e con le donne più affascinanti e potenti del suo tempo, l’iniziazione all’alchimia, le corti italiane raffinate e corrotte, il sangue delle congiure, la violenza della ragion di stato, il tormentato amore per il giovane conte Pico della Mirandola, il piacere dei sensi, le aspirazioni dell’intelletto, il dolore che piega il corpo. Una vita piena, la sua; una vita che ora deve difendere con tutta se stessa senza svelarne i segreti.

ISABELLA DELLA SPINA è il nom de plume di due autrici: Sonia Raule e Daniela Ceselli.

Sonia Raule, una passione per tutti i linguaggi contemporanei, autrice e conduttrice televisiva, è stata anche impegnata nella produzione di film d’autore. Nel 2011 ha scritto con il regista armeno Vasken Barberian Come sabbia nel vento (Sperling & Kupfer). Sposata, ha due figli.

Daniela Ceselli, studiosa di cinema, insegna Teorie e tecniche della sceneggiatura presso l’università La Sapienza di Roma. Ha scritto saggi sul cinema inglese e la scrittura cinematografica. Ha pubblicato il libro La sceneggiatura. Un testo dall’esistenza incerta. Dal 2011 collabora con il settimanale Left. È nata e vive a Roma.


L’AMANTE ALCHIMISTA
di Isabella della Spina

Pagg. 420 Euro: 18,50
Uscita: 24 aprile 2017

giovedì 20 aprile 2017

David Casini - Madonna Casini

Progetto Città Ideale presenta Madonna Casini, mostra di David Casini a cura di Andrea Lacarpia, parte del ciclo di esposizioni con cui Edicola Radetzky viene attivata come spazio espositivo per l'arte contemporanea.

Il processo di astrazione che unisce l’organico al trascendente è l’elemento centrale della ricerca di David Casini, in un continuo cristallizzarsi delle forme naturali in geometrie insieme algide e seducenti.

Metabolizzando e riconfigurando alcune forme tradizionali, in particolare l’abilità artigianale e la rappresentazione dello spazio nel Rinascimento, Casini ne amplifica la portata concettuale, mostrando la rarefazione della materia in una dimensione mentale che della realtà tratteggia gli elementi essenziali.

La natura e la storia dell’arte vengono assorbite e ricreate per delineare fragili microcosmi, in cui il passato e il futuro convergono in uno spazio tempo sospeso.

Nelle ultime opere, le immagini di alcuni dipinti rinascimentali sono trasformate da Casini in composizioni astratte, in un processo di riappropriazione della storia dell’arte e della tradizione italiana come materiale vivo, parte di un immaginario collettivo in costante divenire.

Per Edicola Radetzky, David Casini progetta una scultura che nasce dalla stilizzazione e scomposizione dell’immagine della Madonna Casini, detta anche Madonna del solletico, piccolo dipinto realizzato da Masaccio nel 1426, commissionato dal cardinale Antonio Casini e conservato agli Uffizi di Firenze.

Incuriosito dall’omonimia che lo lega all’opera di Masaccio e dalla particolare gestualità della mano della Vergine che solletica il mento del Bambino, Casini seleziona e sintetizza alcuni frammenti tratti dal dipinto, ricomponendoli in un’esile struttura di metallo che gira su se stessa con un ritmo molto lento. L’immagine bidimensionale è tradotta plasticamente in una complessa composizione di quinte e oggetti di diversi materiali, disposti in delicati equilibri di pesi. Tra i diversi elementi astratti compare il dettaglio figurativo di una mano, frammento che umanizza l’intera composizione riconducendola all’immagine di partenza e producendo nell’osservatore un sentimento di empatia. 

L’Edicola Radetzky viene quindi interpretata da Casini come attualizzazione del classico tempietto votivo, in cui il sacro è reso nella sua impalpabile levità. L’opera di Casini invita ad un rallentamento dei ritmi, ad una lenta osservazione della preziosità dei particolari che contrasta con l’aggressività dei messaggi pubblicitari che connotano il paesaggio urbano.


David Casini - Madonna Casini
EDICOLA RADETZKY
Milano - dal 20 aprile al 12 maggio 2017
Viale Gorizia (20144)
edicolaradetzky@gmail.com
www.edicolaradetzky.it



mercoledì 19 aprile 2017

Polo Museale della Calabria : Festività 25 aprile 2017


POLO MUSEALE DELLA CALABRIA
Festività 25 aprile 2017 
 Apertura musei, monumenti e aree archeologiche

Il Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon, comunica che in occasione della festività del 25 aprile 2017 rimarranno aperti al pubblico i luoghi della cultura statali di propria competenza di seguito elencati.

Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)

Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” – (Vibo Valentia)

Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri  - Locri (Reggio Calabria)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium –  Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)

Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)

Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)

Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)


POLO MUSEALE DELLA CALABRIA
Festività 25 aprile 2017
Apertura musei, monumenti e aree archeologiche

Polo Museale della Calabria
Direttore: Angela Acordon
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)
Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246
pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

Direttori musei afferenti al Polo Museale della Calabria:
Rossella Agostino
Adele Bonofiglio
Vincenzo Ammendolia
Gregorio Aversa



martedì 18 aprile 2017

E.F.C.A. Estacion flotante de Contemplacion Activa /Stazione galleggiante di contemplazione attiva

Francisco Fernandez Taka, artista nato a Città del Messico nel 1956, ha realizzato numerose mostre in Messico ma anche negli U.S.A., in Europa a Parigi, Londra, in Spagna, Svezia, Norvegia, Cile, Colombia…

A Muggia porta una mostra dal titolo complicato e molto significativo - E.F.C.A. Estacion flotante de Contemplacion Activa /Stazione galleggiante di contemplazione attiva - che racchiude tutto il senso della sua attuale ricerca.

 Parte da un particolare dispositivo, da lui creato, che consiste in una strutture galleggiante dotata di più piani, una sorta di torre leggera sopra un natante appoggiato su cilindri vuoti, da cui, salendo, l’artista osserva ciò che lo circonda, l’acqua soprattutto, traducendo le visioni che gli sorgono, in pittura e disegni. La curiosa imbarcazione è luogo di osservazione, di contemplazione – ispirandosi al pensiero taoista relazionato aI Ching - di studio ed analisi dunque e nel contempo atelier di lavoro. La “contemplazione” diviene attiva e produce una serie di immagini il cui tema è il “paesaggio“ in senso lato. Questo tema fa parte della tradizione pittorica messicana e da sempre ha comportato attenta osservazione, un rapporto empatico con l’ambiente preso in esame, ma Taka vi aggiunge altre componenti, come quella sociale, il rapporto dell’uomo con l’habitat e ciò che vi ha impresso nell’arco del tempo e l’aspetto ecologico, la trasformazione del paesaggio stesso nel suo ciclo naturale e sotto la spinta, spesso deleteria, dell’uomo. L’artista intende inoltre sollecitare nell’osservatore una consapevolezza di queste problematiche che caratterizzano e sommuovono il nostro tempo.

Francisco Fernandez Taka intende infatti il paesaggio come un ricettacolo documentativo del trascorrere del tempo, sia da un punto di vista ecologico che umano, ritenendolo un protagonista attivo della storia.

Taka fa dunque proprio il paesaggio contemplandolo in una full-immersion cielo/mare/vegetazione avendo scelto come sito privilegiato di contemplazione l’habitat delle mangrovie, caratteristico dei climi tropicali. Un mondo unico e fascinoso dove barriere di piante nascono dall’incrocio di acque marine e di acque dolci sollevandosi sul groviglio intricato di miriadi di radici.

E divengono pitture di diversi formati, anche molto estesi, e disegni, visualizzazione di quanto le acque, e tutto il circondario, disvelano all’artista.
Una fantasmagoria multiforme e magica paragonabile all’introspezione dell’inconscio. Sulla visione si sovrappongono segni, simboli, retaggi di altre esperienze e conoscenze, intensificando il messaggio visivo che ne scaturisce.

Si intravedono i filamenti assiepati delle mangrovie, espanse in dilatazioni ambientali e atmosferiche. O grafie simboliche galleggianti su profondità abissali in un connubio di visioni naturalistiche alternate a letture astratte e rarefatte, o a racconti dove vita e morte coesistono


lunedì 17 aprile 2017

Sandro Cristallini

A Savignano guardiamo "Sandro Cristallini" - Martedì 18 aprile ore 21:00

Sandro Cristallini dice di sé:

"Posso dire che da sempre guardo il mondo che mi circonda con l’obbiettivo della mia macchina fotografica.

Questa mia passione nata quasi per caso tanto tempo fa, ora è diventata un tutt’uno con me, mi permette di ricercare nella natura, nelle persone, particolari, colori, punti di vista in continua evoluzione personale.

La macchina fotografica fa da tramite tra me e il mondo esterno.

Amo fotografare la mia città in tutti i suoi aspetti e momenti, il mare è per me una fonte inesauribile di spunti.

Il mio interesse nei riguardi dell’ arte, in tutti i suoi aspetti, mi porta a seguire mostre, eventi e spettacoli , di cui è ricco il nostro territorio e con il mio obbiettivo cerco di cogliere in quelle occasioni tutti gli aspetti dell’animo umano, creando quindi un archivio destinato alla memoria.

Ho partecipato a molti concorsi fotografici nazionali e internazionali, e allestito mostre con i miei lavori."

Scopri di più...
Martedì 18 Aprile, dalle ore 21
Secondo piano del civico 51 di Corso Vendemini
Savignano s/R.
Entrata libera.



Associazione Cultura e Immagine - Circolo Fotografico - c/o Palazzo Vendemini C.so Vendemini 67 - 47039 Savignano sul Rubicone (FC)  -  info@culturaeimmagine.it 




sabato 15 aprile 2017

Arte italiana dal Futurismo alla Pop art

«L’America è lontana, dall’altra parte della Luna, a vederla mette quasi paura», cantava Lucio Dalla in tempi non lontani. Forse non faceva paura, ma sicuramente era altro da noi, altro dall’Europa della prima metà del Novecento, fino agli anni Sessanta, quando nel mondo ha avuto inizio l’internazionalizzazione, avvicinandoci tutti. 

L’America, grande quanto poteva esserlo nell’immaginario degli artisti, New York, la vera metropoli al centro dei loro pensieri; il riverbero che la cultura americana ebbe su quella italiana e molto altro sono l’oggetto della mostra "New York New York. La Riscoperta dell’AmericaArte italiana dal Futurismo alla Pop art", curata da Francesco Tedeschi e allestita dal 13 aprile al 17 settembre in due sedi: le Gallerie d’Italia e il Museo del Novecento. «Sono circa 150 opere organizzate in maniera da mantenere l’autonomia del racconto e degli spazi espositivi, illustra Tedeschi, ma la mostra è unica e i due racconti sono complementari. Al Museo del Novecento, anche per ragioni ovvie di collocazione delle opere, si trova la sezione dedicata a come gli artisti percepivano l’America e New York. 

In particolare attraverso i viaggi, come ad esempio quelli compiuti da Fortunato Depero tra il 1928 e il 1930, da Giorgio de Chirico tra il 1936 e il 1938 e da Corrado Cagli sempre nel 1938, che là rimase dieci anni a causa delle leggi razziali. Ma vi troviamo anche una serie di opere legate a New York per ragioni diverse, fossero il titolo o semplicemente la fantasia degli artisti». Ritroviamo così Lucio Fontana, Vinicio Paladini, Alberto Savinio, Pietro Consagra, Afro, Toti Scialoja, Tancredi, Giulio Turcato, Costantino Nivola, Gastone Novelli, Fausto Pirandello, Arnaldo Pomodoro, Sergio Lombardo, Titina Maselli, Mimmo Rotella, Tano Festa, Emilio Isgrò e così via fino al John Kennedy di Paolo Baratella del 1965. 

Una sezione è dedicata ai materiali, ai menabò che diedero origine al grande libro di Ugo Mulas New York. The Art Scene del 1967 in cui il fotografo ritraeva molti artisti nei loro studi americani, da Andy Warhol a Marcel Duchamp. Ma anche l’America guardava all’Italia: il 1949 è l’anno della mostra «Twentieth-century Italian art» al MoMA di New York, che sdoganava l’arte italiana, ormai priva dei pregiudizi legati al fascismo, e la poneva come alternativa alla centralità di Parigi. 

«La Metafisica e la Scuola Romana, il secondo dopoguerra, il Fronte Nuovo delle Arti hanno nutrito l’arte americana di quegli anni e molti artisti ebbero là grande fortuna, continua Tedeschi. Li troviamo alle Gallerie d’Italia, dove alcune opere sono passate da collezioni americane, come il Guttuso che apparteneva a Burt Lancaster o l’Afro “Cronaca Nera” di Vincent Price; le opere provenienti dal Kemper Art Museum di St. Louis, incluso il ferro di Burri del 1959, appartenevano a Joseph Pulitzer, nipote del fondatore del premio giornalistico, il “Rosso nero” e il “Sabbia” di Burri, esposti nella mostra del 1953 a Chicago, sono tornati per vie diverse in Italia».

Ecco allora Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Massimo Campigli, Marino Marini e Virgilio Guidi, per poi proseguire con Carla Accardi, Afro, Enrico Baj, Gianfranco Baruchello, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Alik Cavaliere, Ettore Colla, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Pino Pascali, Achille Perilli, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Giuseppe Santomaso, Mario Schifano, Toti Scialoja, Francesco Somaini ed Emilio Vedova: la lista è nutrita perché l’idea di questa mostra nasce dall’attenzione con la quale gli studiosi stanno affrontando l’identità italiana che si pone in modo internazionale nella sua complessità.  


MILANO. Gallerie d’Italia, piazza della Scala 6, mar-dom 9,30-19,30,
www.gallerieditalia.com e Museo del Novecento, via Marconi 1, lun
14,30-19,30, mar-mer/ven/dom 9,30-19,30, gio/sab 9,30-22,30,
tel. 02/88444061, www.museodelnovecento.org «New York New
York. La Riscoperta dell’America. Arte italiana dal Futurismo alla Pop
art» dal 13 aprile al 17 settembre 


A cura di Michela Moro
Tratto da : 
VEDERE A MILANO
N. 4, APRILE|MAGGIO 2017
SUPPLEMENTO DI «IL GIORNALE DELL’ARTE» N. 374 APRILE 2017
SOCIETÀ EDITRICE ALLEMANDI




venerdì 14 aprile 2017

Le parole nella rete: i giovani scrittori e il web

La Fondazione Adolfo PiniCircolo dei Lettori, giovedì 20 aprile alle ore 19.30,  in occasione  della manifestazione Fuori Tempo di Libri, presenta l’incontro dal titolo Le parole nella rete: i giovani scrittori e il web.

Dopo il dilagare delle scritture digitali come sono cambiate le pagine degli scrittori di nuova generazione?La conversazione è condotta da Giuseppe Antonelli professore di linguistica, autore di Un italiano vero e della trasmissione su Radio 3 La lingua batte. Partecipano Violetta Bellocchio, scrittrice, traduttrice, ideatrice del blogAbbiamo le prove, contenitore di storie non-fiction al femminile; Vincenzo Latronico scrittore e traduttore che ha esordito giovanissimo. Daniele Rielli, scrittore, giornalista, versatile autore per il teatro e la televisione.

Le parole nel web dilagano perché la rete è di tutti. Nel pieno di questa rivoluzione è interessante dibattere sui cambiamenti che hanno segnato le pagine degli scrittori: dalla forma allo stile, dal ritmo al lessico. Quanto la scrittura dei blog ha inciso sulle loro storie? L’approccio è diventato più semplice, colloquiale, o sperimentale? Queste alcune delle domande per provare a comprendere, insieme ai nostri ospiti, un cambiamento dall’impatto forte quanto quello dell’invenzione della stampa di Gutenberg.




Ufficio stampa Fondazione Adolfo Pini
ddl studio T +39 02 89052365

Alessandra de Antonellis
E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net T 339 3637.388

Laura Cometa
E-mail: laura.cometa@ddlstudio.net  T 327 177844



giovedì 13 aprile 2017

It was 50 years ago today. Un omaggio della pop art italiana ai Beatles

La mostra "It was 50 years ago today. Un omaggio della pop art italiana ai Beatles", ospitata dal 1° aprile al 7 maggio 2017 nel Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo, rimarrà aperta anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta con orario continuato 10,30-18.

A quasi due settimane dalla sua inaugurazione, in tanti hanno già visitato la tripla personale di pittura di Carlo Montana, Giancarlo Montuschi e Giuliano Trombini a cura di Marco Botti, che celebra il più importante e influente gruppo della storia del rock a 50 anni dall'uscita di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", l'album che ha segnato una svolta epocale nella musica e nella cultura giovanile del Novecento.

“It’s getting better all the time” canterebbero i Fab Four. Ed è proprio così, perché persone di tutte le età e nazionalità stanno andando ad approfondire con sempre maggiore curiosità i linguaggi dei tre apprezzati artisti italiani.

Gli smalti su tavola dell’incontenibile pittore e performer milanese Carlo Montana, le esplosioni di colore del caleidoscopico autore faentino Giancarlo Montuschi, i delicati e intensi oli su tela dell’elegante artista ferrarese Giuliano Trombini, si susseguono senza soluzione di continuità nelle sale dedicate alle mostre temporanee dello storico palazzo di Piazza Grande, mentre in sottofondo scorrono le note del disco che sdoganò e consacrò il rock come vera e propria forma d'arte.

"It was 50 years ago today" è un viaggio artistico-musicale sostenuto dai Beatlesiani d’Italia Associati, patrocinato da Fraternita dei Laici e Provincia di Arezzo, e reso possibile grazie al contributo di Monnalisa spa, Fondazione Monnalisa onlus, Laura Falcinelli Jewels, Rock Heat Club e Vieri Norina Dischi.

Segnalato da : Marco Botti 
cell. 347/54.89.038
marco.botti9@gmail.com
marco.botti@pec.giornalistitoscana.it




mercoledì 12 aprile 2017

Pasqua e Pasquetta con Fortunato Depero, il Mago.

Un weekend di Pasqua all’insegna dell’arte e del colore con la mostra dedicata a Depero, e le meraviglie del giardino del Mago.



La Fondazione Magnani Rocca è aperta per tutto il weekend di Pasqua e anche il lunedì di Pasquetta (con orario continuato dalle 10.00 alle 19.00) con la mostra “DEPERO il mago”, dedicata al genio multiforme di Fortunato Depero, e ancora i capolavori della collezione permanente e il Parco Romantico con un allestimento inconsueto dedicato alle famiglie e ispirato proprio ai personaggi del mago del Futurismo.

«I miei sogni magici, il mio mondo fiabesco, gli automi meccanici, i treni volanti, la flora e la fauna favolose... »

“Noi futuristi vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo”: così Fortunato Depero e Giacomo Balla scrivevano nel loro manifesto del 1915, Ricostruzione futurista dell’universo, in cui esprimevano i concetti base del loro astrattismo futurista.

La mostra DEPERO il mago alla Fondazione Magnani-Rocca, con più di cento opere che vanno dai progetti pubblicitari agli abiti, dai collage ai mobili è la perfetta rappresentazione di questa idea di creatività tanto folle quanto totale che ancora oggi si presta con grande versatilità a essere reinterpretata dai creativi contemporanei.



Visite guidate — Anche in occasione delle festività pasquali è possibile visitare la mostra "DEPERO il mago" accompagnati da una guida specializzata; è consigliato prenotare via email a segreteria@magnanirocca.it oppure presentarsi all'ingresso del museo fino a esaurimento posti: costo € 15,00 (ingresso + guida), durata circa 1 ora.

Orari delle visite guidate: Sabato di Pasqua: ore 16.30, Pasqua: ore 11.30, ore 16, ore 17, Lunedì di Pasqua: ore 11.30, ore 16, ore 17.






martedì 11 aprile 2017

Il ritorno di Happyspritz@guggenheim

C’è l’arte, c’è la musica, ci sono tanti giovani, e c’è la magica cornice di Venezia al tramonto. Questi sono gli ingredienti per una ricetta di successo. Non manca altro. Il risultato? Ovvio, Happyspritz@guggenheim!  



A maggio e giugno, i cancelli della Collezione Peggy Guggenheim tornano ad aprirsi per dare il via alla nona edizione dell’evento più “social” della laguna, realizzato grazie alla ormai consolidata collaborazione con Aperol Spritz, storica azienda parte del gruppo Guggenheim Intrapresae. L’aperitivo “ad arte” che da ormai 9 anni anima il museo veneziano è un evento che conferma il legame di Aperol Spritz con il suo territorio di origine e con la Collezione stessa.

Segnate in agenda queste date e non prendete altri impegni: lunedì 15 e 29 maggio, e 12 giugno, dalle 19 alle 21 vi aspettiamo a casa di Peggy, tra i suoi tanti capolavori, per una serata alternativa, in compagnia degli amici, e poi di Picasso, Magritte, Kandinsky, Pollock, Warhol, e dei lirici segni grafici delle opere di Mark Tobey, espressionista astratto americano a cui il museo dedica un’attesa retrospettiva, la prima mai realizzata in Italia, in apertura il 6 maggio. 

Il tutto sarà accompagnato dai trascinanti ritmi di producers e dj che si alterneranno alla consolle, nel corso delle tre serate, per animare il giardino delle Sculture Nasher. Il programma musicale, anche quest’anno a cura di Alessandro Picunio e dell'Associazione Culturale Do Not Friday Venezia, prevede la partecipazione di alcuni degli artisti più apprezzati della scena indipendente italiana che, di volta in volta, creeranno con i loro live e dj-set la colonna sonora della serata, spaziando dalle sonorità elettroniche avant-garde al tropical sound, fino ai ritmi di una nuova e rivisitata tendenza "afro cosmic".

#happyspritz17 sarà l’hashtag da utilizzare su Facebook, Twitter e Instagram per comunicare e condividere con tutti l’evento Happyspritz@guggenheim.  

Il biglietto d’accesso al museo è di 13 euro, ridotto a 5 euro con corsia d’accesso preferenziale per i possessori di Young Pass, la membership Guggenheim per gli under 26. I biglietti saranno acquistabili anche online direttamente sul sito guggenheim-venice.it, il mercoledì precedente ciascun appuntamento. Ingresso al museo fino a esaurimento posti. 


PROGRAMMA MUSICALE

15.05 >> SERATA LIVE SESSION
LORENZO SENNI (live)
LIM (live)

29.05 >> SERATA CLUB TROPICANA 
LORENZO BITW
PALM WINE

12.06 >> SERATA AFRO COSMIC SOUND 
DANIELE BALDELLI
NAN KOLE'

lunedì 10 aprile 2017

Ultimo viaggio ipnotico di Luca Alinari

La Galleria Berga di Vicenza ospita la personale Ultimo viaggio ipnotico di Luca Alinari (Firenze, 1943), curata da Vera Agosti, dal 15 aprile al 14 maggio 2017. 

In mostra una ventina di opere che costituiscono un piccolo e selezionatissimo percorso all’interno della produzione pittorica dell’artista, volto a indagare il passaggio dai lavori più noti e celebrati dalla critica e dal mercato alle nuove e recentissime sperimentazioni, altrettanto valide e fresche di rinnovato vigore e creatività. E’ dunque un “viaggio”, come ricorda anche il titolo dell’esposizione; “ultimo” poiché il più prossimo, “ipnotico” perché magico e magnetico, un itinerario artistico ma anche un’esplorazione interiore di ciascuno e dell’identità dell’uomo in quanto tale. 

Ultimo viaggio ipnotico poi è il dipinto del 2015 esposto in mostra, un paesaggio fantastico calato nel nero che rappresenta il punto di arrivo e la trasformazione dei famosissimi paesaggi dell’autore: mondi di fiaba e di sogno, con persone e città, montagne e specchi d’acqua, azzurri romantici, rosa morbidi e rossi sensuali e raffinati, di cui compaiono due esempi in rassegna. Quindi la tecnica mista da trasposizione fotografica Duchamp del 1969 e una stellina nera (Cocciuto quadro, 2015) un esempio delle tele più amate dal grande pubblico, in cui lo sfondo scuro monocromo è punteggiato da miriadi di piccoli astri. E’ un soggetto ricorrente in tutta la storia dell’arte e l’artista lo pervade di profonda ironia, con quelle caratteristiche colte e intellettuali che sono vicine alla ricezione della Pop Art in Italia. E ancora opere più chiare e limpide, gentili nella loro luminosità, come Forza uguale e contraria del 1970 e Psiche del 2010, una personale rielaborazione del mito. 

Infine, le ultime creazioni, dove nel monocromo rosso (Io con te contro me, 2016) o nero (Troppi se, troppi ma, 2016), si stagliano innumerevoli elementi visivi decontestualizzati e bidimensionali, che prendono il posto degli astri e ci raccontano decine e decine di storie possibili, tratte dal quotidiano, con teste di uomini, mani, cani, scritte, oggetti, barche, cibo… Alinari utilizza gli elementi figurativi e calligrafici come se fossero concetti puri, forme geometriche astratte da collocare nel dipinto secondo uno schema compositivo fatto di equilibrio e dosata armonia. Un alfabeto visivo dalle molteplici e seducenti letture, per una pittura che sa emozionare e immediatamente conquistare, ma anche suscitare interrogativi e riflessioni in una viva comunicazione con l'osservatore.



domenica 9 aprile 2017

Tiziano Bellomi. SOLO EXHIBITION

CentrA - Centro Studi e Documentazione Arte Moderna e Contemporanea presenta
Tiziano Bellomi
SOLO EXHIBITION
a cura di Tommaso Decarli
dal 11 aprile al 6 maggio 2017
Inaugurazione venerdì 14 aprile ore 18.00

Via II° Androna 3 - TRENTO

È un elogio dell’imperfezione il lavoro di Tiziano Bellomi, della fragilità o del suo opposto? In questa personale a Trento dell’artista veronese, opere fotografiche dialogano con sculture che sovvertono l’idea di equilibrio e di convenzione formale: l’opera è fermata nel momento di massima tensione, di massima forza e di massima fragilità. Uova nella morsa dell’acciaio che pongono il quesito intorno alla resistenza. Pietre trattenute da fragili spaghi che interrogano sui capricci delle forze. Bottiglie compresse dal cemento in attesa del collasso. Un collasso che mai avverrà perché le opere di Bellomi sono fissate dalla fotografia nell’attimo prima del collasso, nell’attimo dopo lo stato di quiete e nell’istante esatto nel quale si manifesta per un attimo, l’equilibrio precario, la tensione massima, la natura della materia che l’artista coglie in una inedita Struttura Instabile.

In una sorta di ossimoro del reale Bellomi rende evidente i conflitti, le tensioni le distonie, le fragilità e lo fa a volte negando persino la scultura tridimensionale, oramai distrutta dal carico delle tensioni per testimoniarla infine attraverso una “istantanea” fotografica. Il lavoro che si presenta a Trento presso il CentrA - Centro Studi e Documentazione Arte Moderna e Contemporanea, propone sculture, sculture deperibili e, insieme a queste, le immagini di sculture già distrutte perché, nate da una sorta di post-produzione dei materiali forniti dall’industria e riutilizzati secondo nuove convenzioni.

Il curatore della mostra Tommaso Decarli dice dell’opera esposta: “In una sorta di dialogo serrato fra opposti (fragile-resistente, malleabile-rigido), in cui mai viene cercato l’equilibrio, la recente produzione di Tiziano Bellomi ha l’aura grave, senza scampo, di un epitaffio. L’artista crea una dimensione post duchampiana, post concettuale, solo apparentemente “tardo poverista”, che, in ultima istanza, implode, arriva al collasso, poiché l’artista, volontariamente, le nega l’esistenza stessa, nega il valore del prodotto finale, l’oggetto che dovrebbe essere veicolo della sua poetica: nulla deve restare, durare, permanere, se non uno scatto fotografico, quasi una ripresa post mortem, prima dell’inevitabile disfacimento; un’immagine di precarietà che amplifica la forte distonia presente all’interno dell’opera”.

Tiziano Bellomi – Solo Exhibition
a cura di Tommaso Decarli
dal 11 aprile al 6 maggio 2017
CentrA - Centro Studi e Documentazione Arte Moderna e Contemporanea
Via II° Androna 3 - 38122 Trento Italy
centra@hotmail.it